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Gli Sdraiati, il film ispirato al best seller dal 23 novembre al cinema

Francesca Archibugi dirige Claudio Bisio e un cast di giovanissimi, al cinema dal 23 novembre con Lucky Red

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di Chiara Laganà | 2017-11-16 16/11/2017 ore 17:56

Claudio Bisio e Gaddo Bacchini sono i protagonisti de Gli Sdraiati ispirato al libro omonimo di Michele Serra

Gli Sdraiati vi attende al cinema il 23 novembre, distribuito da Lucky Red, ed è ispirato al best seller di Michele Serra. O meglio è liberamente tratto dal libro-lettera che il giornalista ha scritto al figlio. Del libro di Serra è rimasto poco, ma Francesca Archibugi, in coppia con l’altra “donna” Francesco Piccolo, ha portato sullo schermo la storia di un padre e di un figlio.

Il padre ha il volto di Claudio Bisio che interpreta un giornalista politico, Giorgio Selva, con un suo programma di approfondimento in Rai: Lettere dall’Italia. Il figlio è Tito, interpretato da Gaddo Bacchini, è un giovane come gli altri: che non chiude mai i cassetti e che sta soffrendo a causa della separazione dei due genitori.

Claudio Bisio, due figli, ha interpretato il ruolo di Giorgio Selva, molto diverso da quello di suo padre:

“Sono stato prima figlio e poi padre, mio padre non era uno stronzo, fumava sempre la pipa, leggeva il Corriere della Sera. Parlavo di più con mia madre, ma se dovevo chiedergli il permesso diceva sì o no senza dare spiegazione. Crescendo, poi, ho occupato il liceo, ho lottato contro l’autorità. Oggi non siamo capaci di dire no, non riesco a essere così autorevole”.

Giorgio, il padre che porta sullo schermo, è quasi succube del figlio Tito:

“È padre e madre allo stesso tempo”, per l’attore milanese. Per lo sceneggiatore Francesco Piccolo “Gli Sdraiati è un film che racconto il modo di essere padri in questo tempo. Non solo non si dice sì o no senza spiegazioni, ma i figli non rispondono più all’autorità”.

Per Francesca Archibugi, questo non è un film su genitori e figli, ma solo un film “su due pezzi unici, Tito e Giorgio, è il racconto di un’unicità. È il titolo a renderlo più vasto e grande. Giorgio si occupa di questo figlio dopo un matrimonio finito senza sapere un perché”.

Claudio Bisio è un padre diverso: “Quando era piccolo, mio figlio era molto coccoloso, ma poi qualcosa è cambiata: adesso ha 19 anni e da tempo non riesco più a toccarlo. C’è stata una scena che ho avuto molto difficoltà a girare, quando sul monte, Tito gli chiede cosa era successo con la madre. Non mi succede mai, ma mi sono commosso rivedendomi”.

Per il giovane protagonista, Gaddo Bacchini, Gli Sdraiati “è come gli adulti vedono i giovani, non apprezzano il nostro modo di fare”.
Gli Sdraiati è un film su un padre e un figlio, e ha solo qualcosa in comune con il libro di Serra. Per Francesco Piccolo “lo spettacolo teatrale ha più in comune, è sulla relazione fra un padre e figlio. Nel libro di Serra c’è una parte di speranza, in questo film siamo dalla parte de figli e non dei padri”.

Nel cast ci sono anche due “sdraiate” un po’ avanti con gli anni: Barbara Ronchi e Antonia Truppa. Barbara Ronchi interpreta Annalisa, una “sdraiata grande, una donna che reinventa se stessa”. Mentre Antonia Truppa è “una sdraiata ribelle” madre di Alice, la fidanzata di Tito, che “può arrivare dove lei non è mai arrivata”.

Francesca Archibugi ha ribadito che non è una storia che riguarda Tito e Giorgio e nessun altro, il libro di Serra su cui si basa il film è una lunga lettera di un padre a un figlio. E Michele Serra, che appare nel film in un cameo, ha anche approvato la sceneggiatura e ha visitato il set: “Quando ha letto la sceneggiatura mi ha detto, io che c’entro? Abbiamo preso uno sguardo dal suo libro”. Claudio Bisio, amico di Serra, ha confermato che il giornalista “è entusiasta, è venuto sul set, poi ha capito che poteva essere un disturbo al film”.

Al film hanno anche collaborato due altre donne, oltre alla sceneggiatrice e regista Francesca Archibugi, il direttore alla fotografia, Chicca Ungaro, e la montatrice Esmeralda Calabria: “Anche Francesco Piccolo è una donna, è un lavoratore, è multitasking, è sempre pronto”.

Ed è Francesco Piccolo ad ammettere una “verità” riguardo al film Gli Sdraiati, ha usato il titolo del libro, ma avrebbe potuto intitolarsi in un altro modo, visto che del libro di Serra ha sì colto lo spirito, ma è un’opera totalmente diversa (di buon livello), ma completamente diversa.

Gli Sdraiati, come titolo, è stato un omaggio all’opera di Michele. Abbiamo creduto molto nel suo libro, ma in questo film abbiamo parlato di altro: abbiamo raccontato di Tito e dei suoi amici (autodenominatosi Froci, ndr) e di Alice. Abbiamo raccontato il loro punto di vista, e il titolo è stato scelto per un omaggio al libro”.

“Non è un caso che l’opera teatrale – ha aggiunto Claudio Bisio che da anni la interpreta – s’intitola Father and Son, il racconto di un padre e un figlio. Il legame con il libro di Michele è una sorta di peccato originale”.

Accusata di aver raccontato una storia “borghese” – forse parzialmente vero – Francesca Archibugi si è difesa: “Per me è un racconto intimo e individuale, i ragazzi sono viziati? Non è colpa né loro, né dei genitori. Non è un discorso di classi sociali, noi oggi siamo più divisi, ma questa resta una storia intima di un padre e un figlio. Non posso fare un discorso generalista”.

La storia di Tito e Giorgio, di un padre e di un figlio, ambientata a Milano, liberamente tratta da Gli Sdraiati vi aspetta al cinema dal 23 novembre, distribuito da Lucky Red.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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