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Coco, il cartone Pixar sulla morte (e non solo) dal 28 dicembre al cinema

Presentato dal regista Lee Unkrick, dal produttore Darla K Anderson e dalle voci italiane: Mara Maionchi, Valentina Lodovini, Matilda de Angeles e Michele Bravi

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di Chiara Laganà | 2017-11-20 20/11/2017 ore 18:31

Coco è il 19esimo film della Disney Pixar al cinema dal 28 dicembre © 2017 Disney•Pixar. All Rights Reserved.

Coco è il 19esimo film Disney Pixar e arriverà in sala il 28 dicembre. Coco è stato presentato oggi a Roma dal regista Lee Unkrich e dal produttore Darla K. Anderson, insieme a tre voci italiane: Mara Maionchi, Matilda De Angelis e Valentina Lodovini con Michele Bravi, autore della canzone della colonna sonora in italiano.

Coco racconta la storia di Miguel, 12 anni, e del suo sogno più grande: diventare un musicista, osteggiato fortemente dalla sua famiglia. Coco è ambientato in Messico e deve moltissimo alla cultura e al culto dei morti del paese latino visto che è ambientato durante il Día de los Muertos.

Il cartone animato dà molto spazio alla cultura messicana, inclusa Frida Kahlo, ma moltissimo è legato al modo di celebrare il Giorno dei Morti nella tradizione messicana, pieno di colori e totalmente laico:

“La rappresentazione della Terra dei Morti riprende la tradizione messicana del Día de los Muertos, ma per me era molto importante affermare che il regno dei morti non è la destinazione finale. Ci sono molti credi al mondo e volevo che ognuno decidesse dove si va a finire. Quando le persone non vengono più ricordate, ma non è la destinazione finale, senza parlare di aldilà. Abbiamo anche pensato al mondo dove vanno i ‘dimenticati’, vanno in un posto che è lasciato come un mistero, così come per noi la morte resta un mistero”.

Se pensate che l’argomento “morte” e celebrazione dei defunti sia tabù, il premio Oscar Lee Unkrich chiarisce:

“Non facciamo film per bambini, li facciamo per tutti, fondamentalmente per noi stessi. Realizziamo film appropriati per i bambini, pensiamo comunque che Coco abbia un messaggio di speranza”.

Coco è anche un film che parla dell’importanza del realizzare i propri sogni:

“Volevamo esplorare queste tematiche: un ragazzino che segue le proprie passioni e questa storia, inoltre, è incentrata su una festività e quindi su una famiglia e affronta tutte le complicanze che nascono all’interno di una famiglia”, chiarisce Darla K. Anderson.

Non solo, Coco è un film super musicale:

“Volevamo un film pieno di musica, e volevamo che il film fosse un omaggio alla musica messicana. È stato molto gratificante parlare di tutte queste tematiche in Coco: un ragazzino che lotta per diventare se stesso andando contro la sua famiglia, pur amandola, e una famiglia che ricambia, è stato bello esplorare la complessità di questi temi”.

Coco è ambientato in parte in qualcosa che nessuno ha mai visitato, il regno dei morti, per realizzarlo il team di disegnatori ha usato molta fantasia:

“Abbiamo fatto molta ricerche in Messico per Coco, ma per il Regno dei Morti era più difficile, visto che nessuno di noi l’ha mai visitato! Volevamo comunque che fosse molto legato al Messico. Abbiamo pensato di realizzarlo come un mondo in costante costruzione, gru, cantieri, perché c’è sempre bisogno di nuove abitazioni”.

Lee Unkrich, che ha diretto Toy Story 3 e ha co-diretto Alla ricerca di Nemo e Monsters & Co, ha sottolineato che è profondamente soddisfatto del risultato finale.

Coco ha un personaggio Ernesto de la Cruz che scimiotta Elvis:

 

“In realtà è ispirato ad alcuni dei cantanti messicani più noti, come De La Fuente e forse sì ha una pennellata di Elvis. Volevamo che tutti lo amassero”.

È inutile negare che Coco è un omaggio al Messico, lo stato vicino agli USA bistrattato dall’amministrazione Trump:

“Penso che una delle tematiche centrali del film, ispirata al Día de los Muertos, è fondamentale ricordare i propri cari morti, se sono dimenticati per sempre. Parlando di DNA, si può parlare di frontiera e confini, ma penso che la cosa più importante sia ricordare l’amore per la famiglia e dobbiamo essere grati ai nostri antenati e si sono sacrificati per portarci dove siamo”.

Dopo le parole del regista e del produttore, Coco è stato raccontato dalle voci italiane ed è stato un assoluto Mara Maionchi show. Mara Maionchi dà la voce e canta a uno dei personaggi, insieme ad altre due attrici Valentina Lodovini e Matilda De Angelis. In conferenza sono state raggiunte da Michele Bravi che interpreta il brano in italiano Ricordami.

Le voci italiane sono tutte d’accordo: doppiare un personaggio Disney è stato come realizzare un sogno.

“Era un mio sogno nel cassetto, sin da bambina, anche se avrei voluto anche cantare! È stato difficilissimo, doppiare non è scontato. Quando l’ho visto ho pensato che fosse il film Disney Pixar più bello e non lo dico perché sto facendo la promozione di Coco“.

Anche Michele Bravi, vincitore di X Factor nel 2011, è super emozionato a diventare una “voce” Disney, in un film in cui la musica la fa da padrone.

Emozionatissima anche Mara Maionchi: “Ho avuto paura quando me l’hanno proposto, ho pensato mi rovino la reputazione per la vita che mi rimane. È stato molto divertente e semplice, sono molto contenta. La trisavola che interpreto, ho dovuto cambiare la voce perché, stranamente, era più vecchia di me”.

Lo storico giudice di X Factor sognava di doppiare Grimilde, mentre Valentina Lodovini si confonde e non ricorda il nome di Dori. Quasi impossibile la scelta per la giovane Matilde De Angelis, ma poi opta per “la Barbie chiusa in scatola per Toy Story”. La scelta della canzone è ardua anche per Michele Bravi.

Mara Maionchi diventa riflessiva quando racconta la sua reazione al personaggio che ha doppiato, Coco: “Ho provato gioia perché è più vecchia di me. La vecchia stava al centro del film e mi piace molto, ho anche imparato a fare una voce diversa e mi sono detta, ho ancora tempo per tenere questa voce… Finché c’è vita c’è speranza”.

Valentina Lodovini, voce di Mamá, ammette di aver messo “dolcezza” nel suo personaggio e di aver usato lo stesso tono “che uso con i miei nipotini”.

La giovane Matilda De Angelis, voce di Tía Victoria, racconta che il suo personaggio “è un po’ bacchettino e non ha veramente un’età. Avevo questo sogno di doppiare, ma non riuscivo a farlo per via della mia voce profonda, bene finalmente ci sono riuscita. In fondo… è la voce di uno scheletro!”.

Mara Maionchi ha dovuto anche cantare: “Mi sono commossa su una canzone, ma mi sono messa a ridere sul mio cantato. Ho continuato a dire di no, poi ci sono riusciti, e riuscirebbero a far cantare anche il mio cane”.

Mentre Matilda de Angelis svela che il suo animale guida è proprio il suo cane e si chiama, ironicamente, Coco. Valentina Lodovini ricorda un modo bellissimo di ricordare i defunti in uso nella sua Toscana:

Ovviamente Mara Maionchi non ha ancora conosciuto il suo animale guida, mentre Michele Bravi svela che si tratta del suo cane: “Ne ho uno bruttissimo, proprio come Dante nel film, si chiama Signora Longari”.

Fra una risata e l’altra, la conferenza stampa delle voci ha regalato anche qualche momento di riflessione, quando i talent hanno raccontato cosa rappresenta per loro la realizzazione o l’inseguimento dei propri sogni.

Bravi ha parlato dei sacrifici necessari per arrivare alla vetta. Nel film si intravede anche la dicotomia fra artisti completamente diversi: “Chi scrive le canzoni per diventare famoso e chi lo fa per i propri affetti”.

Per Matilda De Angelis è importante “svegliarsi la mattina e avere un obiettivo da raggiungere”, mentre per Valentina Lodovini: “È qualcosa di molto puro, ci sono attori e cantanti che non arrivano a fine mese, e una minoranza di cui faccio parte che riesce a sopravvivere”. E l’attrice di cinema, teatro e TV cita l’esempio delle attrici del teatro
off.

Diversa la posizione di Mara Maionchi, lei è quella che solitamente riesce a trasformare i sogni in realtà:

Sul tema della morte, affrontato in Coco, le voci italiane hanno raccontato le rispettive tradizioni delle regioni di provenienza e non solo, Valentina Lodovini, visibilmente commossa in alcuni tratti della conferenza ha ricordato:

“Quando ti manca qualcuno di molto importante, mi hanno sempre detto: guarda il cielo e sorridi”.

Coco è un film adatto ai bambini il tema, già affrontato da regista e produttore, è stato anche approfondito dalle voci italiane. Matilde De Angelis afferma che “fa parte della vita e i bambini spesso giocano a fare i morti, sono più gli adulti ad averne paura”. Le fa eco Mara Maionchi che manifesta di prendere l’argomento con la dovuta e immancabile ironia.

Coco vi farà sorridere e commuovere, appuntamento il 28 dicembre nei cinema!

 

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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