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Il Commissario Montalbano torna in TV, presentati i due nuovi episodi

Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Sonia Bergamasco e Valentina Lodovini parlano degli ultimi due film tratti dai libri di Andrea Camilleri. Il 27

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di Chiara Laganà | 2017-02-26 24/02/2017 ore 19:25
(ultimo aggiornamento il 26 Febbraio 2017 alle ore 9:58)

Il Commissario Montalbano, i due nuovi episodi in onda il 27 e il 2 marzo © Duccio Giordano

Il Commissario Montalbano torna in TV con due nuovi episodi: Un Covo di Vipere e Come Voleva La Prassi, il 27 febbraio e il 6 marzo. Da 18 anni la serie TV italiana più internazionale accompagna i milioni di telespettatori di Rai 1. Gli ultimi due titoli, il 29° e il 30°, sono stati presentati oggi a Roma da Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo, Sonia Bergamasco, i produttori Carlo Degli Esposti e Max Gusberti, il direttore di Rai Fiction Tinny Andreatta e lo sceneggiatore Francesco Bruni.

Il Commissario Montalbano è il fiore all’occhiello di Rai Fiction: “Montalbano è il più grande evento della TV italiana, è sempre una grande emozione presentare nuovi episodi di questa produzione di grandissima qualità. Siamo arrivati a 30 film, l’ultima edizione era stata vista dal 40% di share e più di 11 milioni di telespettatori”, presenta Tinny Andreatta. Le 28 puntate in questi ultimi 18 anni hanno coperto, prima su Rai 2 e poi su Rai 1, ben 140 collocazioni in prime time. E non solo, la serie TV è anche venduta e apprezzatissima all’estero: “Il successo deriva dal fatto che parla di umanità universale dentro un contesto fortemente caratteristico e locale. La nostra ricchezza è raccontare l’unicità del nostro Paese nel resto del mondo”.

Il Commissario Montalbano solitario

Il Commissario Montalbano solitario © Duccio Giordano

“È un classico”, secondo il direttore Andreatta. “I nuovi film sono i più belli della collezione perché la capicità di Camilleri, degli sceneggiatori e di Zingaretti è di indagare la natura umana sempre più a fondo. Il covo di vipere e Come voleva la prassi scendono in un inferno terribile che spalanca un girone terribile sull’animo umano. Queste storie sono un’indagine sulle ombre dell’animo umano. Il Commissario Montalbano è una commedia e una tragedia umana per questo non si ripete mai, come la vita. I personaggi non si ripetono e in questo diventa un racconto assoluto”.

Assente il regista Alberto Sironi che ha diretto Il Commissario dal primo ciak. Prodotto dalla Palomar, Carlo Degli Esposti ha raccontato come è iniziato tutto nel lontano 1998. Buona parte del merito, secondo lui, si deve ad Andrea Camilleri. “Un ex quadro Rai ha deciso di dedicarsi alla sua passione primaria: la scrittura, diventando forse il più grande scrittore vivente italiano, raccontando con semplicità il nostro Paese, senza scimmiottare nessun altro autore. Ha prodotto più local e nello stesso tempo la produzione letteraria-televisiva più globale perché è un best seller letterario e televisivo. La cosa più bella di Andrea è che ha tenuto per 20 anni una squadra unita in un’Italia, dove nessuno pensa di essere indispensabile. Dagli attori agli sceneggiatori: è un gruppo che si è costruito in un’Italia in senso contrario”.

Luca Zingaretti cita Vasco Rossi e la sua partecipazione a Sanremo. Da quasi vent’anni è il volto di Montalbano: “Sono un attore curioso e ho voglia di cambiare personaggio, ho la fortuna di poterlo fare, ma avere la fortuna di avere un privilegio di seguire un personaggio per 18 anni insieme a un gruppo di amici e con uno scrittore vivente”.

Il gruppo di amici si accresce e quest’anno Zingaretti ha diviso la scena con Valentina Lodovini, protagonista di Un covo di vipere e di Alessandro Haber, oggi assente. L’altro produttore, Max Gusberti, concorda che c’è qualcosa di nuovo nei due film: “Un covo di vipere è un giallo insolito e crudele con personaggi con spessore tragico. L’elemento di novità sarà riscontrato nel pubblico, il personaggio di Montalbano è cresciuto, le sue caratteristiche vengono esaltate. È un solitario, vive accanto al mare, ama le nuotate, le riflessioni in notturna, ma in questa solitudine irrompono le vite degli altri, il groviglio di passioni che sottosta al delitto. Montalbano indaga e c’è un momento in cui ha quasi paura di vedere e poi procede ancora e ricostruisce ciò che è avvenuto”.

La sintesi perfetta dello splendido Un covo di vipere: “Montalbano è un portatore alto di giustizia che non coincide in tutto e per tutto con la norma. Questo è un elemento del suo fascino, prima di essere un commissario è un uomo”, aggiunge Gusberti.

Dalla scorsa stagione Sonia Bergamasco veste i panni di Livia, la donna amata dal Commissario: “Mi ritrovo in un set di splendidi attori, il gruppo di lavoro è forte che mi ha chiamato a entrare dal gioco e sono molto curiosa di questa due puntate”.

Sonia Bergamasco e il regista Alberto Sironi sul set del Commissario Montalbano © Duccio Giordano

Cesare Bocci è da 18 anni la “nemesi” di Salvo Montalbano: “Ci hanno definito Mimì e Cocò, Sandra e Raimondo, poi non lo chi è Sandra o Raimondo”, scherza l’attore che con Peppino Mazzotta, da 18 anni Fazio e recentemente visto in Solo, compone la squadra di Salvo. A completarla anche il mitico Catarella:

A questa fidatissima squadra si è aggiunta Valentina Lodovini, protagonista centrale di Un covo di vipere, già vista in La verità sta in cielo:

Il Commissario Montalbano è la serie Tv italiana più esportata all’estero: “I miei colleghi, mi mandano i video: Montalbano in Tagikistan. Voglio però sottolineare, in un mondo in cui il doppiaggio è quasi sparito, il fatto che nei Paesi in cui non è stato doppiato, e dov’è stato riscontrato il maggior successo”.

Dopo 18 anni e 30 film, tante le donne: “Camilleri ha costruito un personaggio che caccia via dal letto delle donne bellissime, colleghe bellissime. Essendo un mestiere di emozioni, le relazioni sono belle e loro sono brave. È una gran goduria professionale”.  E Max Gusberti ha ricordato che è stato lui a presentargli Luisa Ranieri sul set di Cefalonia. Le storie d’amore però non riguardano gli altri della squadra: “Ci sono stati degli sprazzi di vita privata per Fazio, ma non si è insistito. In questo caso intralcerebbe il lavoro e il personaggio di Montalbano”, chiarisce Mazzotta.

Il successo di Montalbano ha portato al successo di altri ispettori in TV, I bastardi di Pizzofalcone e Il Commissario Schiavone, interpretati dalla coppia di attori Gassman e Giallini, star di Beata Ignoranza. “Una serie così duratura avrà ispirato molti autori e registi, ma  non Schiavone o I Bastardi. Il prodotto di letteratura ha sempre maggior successo rispetto alla TV. La letteratura è un genere più alto della Tv, un personaggio di cui conosci tutto è una messe incredibile per chi deve trasportarlo sullo schermo. Non è detto che da un buon romanzo venga fuori una bella fiction o un film”.

Anche per lo sceneggiatore Francesco Bruni, Un covo di Vipere è uno degli episodi più belli: “C’è un lavoro di cucitura di tre romanzi, ma paradossalmente il lavoro sul romanzo è stato quello più difficile. Il lavoro su questa serie è uno dei più complessi che mi sia capitato. I copioni si prestano poi a essere adattati da tutte le esigenze: registiche, attoriali, di produzione. Far leggere il copione poi ad Andrea è bellissimo”. Fra i collaboratori, poi, anche Salvatore De Mola, candidato ai David per la sceneggiatura adattata di La stoffa dei sogni.

Anche Zingaretti ha un rapporto particolare con Andrea Camilleri, è stato un suo ex professore in Accademia. Il Commissario Montalbano esordì nel 1999 su Rai 2, un’accortezza per il protagonista, come del resto girare in Sicilia.

“Da questi romanzi così complessi e lunghi, abbiamo fatto dei singoli film ogni volta. Un’impresa difficile per gli sceneggiatori”, loda il produttore Degli Esposti, “La forma cinematografica ritorna e consente a questi film e consente a questi film di essere all’incrocio di tutte le piattaforme”.

Diciotto anni e 30 film, ma Montalbano non invecchia: “Il personaggio di Camilleri, quando ho iniziato a interpretarlo, aveva sui 50 anni, oggi ne avrebbe 70. Ho iniziato a 36 anni, oggi ne ho 55. In un episodio, lui scavalca una staccionata e gli viene il colpo della strega: ora su un uomo di 60 anni, senza offendere nessuno, è normale. Ma a 50 anni, è preoccupante. Da un punto di vista drammaturgico, si è fatto finta che sia invecchiato come un uomo della mia età, io non ne ho”.

Il Commissario Montalbano torna in TV il 27 febbraio e il 2 marzo, ma i due episodi andranno in replica, “un ciclo fino al 1° maggio”. “Stiamo completando il lavoro pre riprendere le riprese dei prossimi due episodi a primavera”: il 31° e il 32°. “Un prodotto artigianale, di grandissimo artigianato, rispetto ad altri tempi. Siamo riusciti ad accorciare i tempi di riprese”.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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