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Rocco Schiavone, la seconda stagione al via dal 17 ottobre su Rai 2

Creato da Antonio Manzini ritorna in prima TV, il vice questore irriverente, anti-convenzionale, burbero torna con la seconda stagione. A interpretarlo sempre Marco Giallini

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di Chiara Laganà | 2018-10-14 14/10/2018 ore 15:45

Rocco Schiavone riprende il suo ruolo di Rocco Schiavone, dal 17 ottobre in prima TV su Rai 2

Rocco Schiavone torna su Rai 2 (anche se la prima puntata è già disponibile su Rai Play) a due anni dalla prima e amatissima stagione. A partire dal 17 ottobre su Rai 2 in prima TV i quattro nuovi episodi della serie ispirata al personaggio creato da Antonio Manzini e interpretato da Marco Giallini.

Rocco Schiavone rappresenta comunque uno dei prodotti televisivi di maggiore successo della Rai e che sbarcherà presto all’estero. Scorretto, anti-convenzionale, burbero, anti-eroe, coperto dal suo loden e con indosso le sue Clark. Per molti è un poliziotto che è l’anti Montalbano e spesso si può vedere mentre fuma una canna. Rappresentare un vice questore così ha fatto infuriare il sindacato di Polizia, ma non c’è nessun problema sia per Marco Giallini che per il “papà” del Commissario, Antonio Manzini.

“Non è diseducativo, ci stanno pure i ragazzini di dodici anni che si fanno le canne”, spiega l’attore romano che incarna alla perfezione il personaggio creato da Manzini. Per l’autore del libro non si pone il problema:

“La cosa più agghiacciante è che nessuno ha notato che c’è un vice questore di Polizia che ruba, come è successo nella prima e nella seconda”, sottolinea Manzini. 

Nella seconda stagione, Manzini ha anticipato che Rocco Schiavone non metterà la testa a posto perché la storia segue quella raccontata nei suoi libri:

“I libri non si occupano di pastette fra politici e sindacalisti, ma si occupano di letteratura, non m’interessa cosa pensano politici e pensieri che fanno del proprio mestiere la chiacchiera. Se mi facessi influenzare da un politico… non farei questo mestiere”.

Anche per Giallini la polemica non esiste né con i politici, né con il sindacato, l’attore romano ha aggiunto qualcosa di suo:

“Ho aggiunto qualcosa, non ho seguito pedissequamente, ma naturalmente ci ho messo qualcosa di mio”.

L’attore ama leggere i gialli, il genere a cui appartengono i libri scritti da Antonio Manzini:

“Ho letto tutti quelli di Izzo, a parte la Trilogia, Leonard, Simenon, sono un divoratore di libri gialli. Io do molta attenzione al personaggio principale, come in quelli su Schiavone, mi attrae la sua psicologia, com’è umanamente, cerco di dargli una vita, forse è una deformazione professionale. Succede tutto questo mentre leggo, alla faccia non ci penso: se lo leggi ed è nero, è così, ma non pensi ai lineamenti”.

Rocco Schiavone ha dato ancora più popolarità all’attore romano:

“Già ero conosciuto, ma con Schiavone è una favola. Devo far finta… di essere un gradino della scala mobile”.

Anche nella seconda stagione sembra che Rocco Schiavone non riesca a liberarsi del suo passato, per l’autore Manzini:

“Ogni processo umano, psicologico e filosofico attende alla soggettività dell’individuo. Alcune persone non si liberano dal proprio passato perché fa loro comodo, altre non ci riescono. Rocco ci sta provando, sta cercando di ristrutturare l’appartamento, ha provato ad aprirsi, però piano la presenza di Gabriele, piano piano ci riesce. Rocco Schiavone invecchia con me”.

Anche per Marco Giallini, il passato è difficile da dimenticare e l’attore parla della morte della moglie, Loredana, avvenuta nel 2011. Un decesso che lo accomuna al suo personaggio:

“Quando ti succede una cosa così, non è successo così, non si allontana nulla. Più passa il tempo, più ancora la rivedo. Il mio passato e quello di Rocco Schiavone sono impossibili da dimenticare”.

Rocco Schiavone è diventato un personaggio cult, ma Giallini non si spiega il motivo del suo successo:

“Non lo so, a me piace perché è bello, che gli vuoi dire a Schiavone? Non mi sono reso conto di nulla, sto girando un paio di film anche l’ultimo di Valerio Mastandrea, il padrino di mio figlio”.

Marco Giallini ha ammesso di avere un legame speciale con Rocco Schiavone, Rocco per altro è il nome del figlio:

“Ha il mio stesso retaggio, le stesse vicissitudini, ho un cuore d’oro, ma non faccio il poliziotto. Ho due ragazzini che sono belli come il sole, li ho tirati su da solo, dopo la morte di mia moglie. Sono una cosa solo con loro, loro sono una cosa bella”.

Nella prima puntata si parla della paternità, Giallini, protagonista di Io sono Tempesta, avrebbe avuto volere più figli, l’attore romano ha ammesso che negli ultimi anni ha iniziato a preferire la TV:

“La televisione mi piace se è fatta bene, ma spesso si corre troppo. Anche al cinema, è cambiata la gente: ci sono più vincoli in TV”.

Rocco Schiavone tornerà per una terza stagione, intanto la seconda vi aspetta dal 17 ottobre alle 21:15 su Rai 21:20.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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