torna su
21/11/2019
21/11/2019

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Non Mentire, la nuova serie TV in onda su Canale 5 dal 17 febbraio

Il remake dell’inglese Liar con Alessandro Preziosi e Greta Scarano, sei episodi diretti da Gianluca Maria Tavarelli, prodotta da Indigo Film e Mediaset

Avatar
di Chiara Laganà | 2019-02-27 29/01/2019 ore 19:14
(ultimo aggiornamento il 27 Febbraio 2019 alle ore 23:25)

Non mentire è la nuova serie TV di Canale 5, ispirata all'inglese Liar, arriva in prima serata il 17 febbraio

Non Mentire è la nuova serie TV di Mediaset e andrà in onda su Canale 5 dal prossimo 17 febbraio. Sei puntate per sviscerare e capire chi dei due protagonisti sta mentendo, ispirata alla serie TV inglese Liar, Non Mentire è interpretata da Alessandro Preziosi e Greta Scarano, diretti da Gianluca Tavarelli. 

Non mentire racconta la storia di Laura (interpretata da Greta Scarano), un’insegnante di Lettere in un liceo di Torino che ha da poco lasciato il suo fidanzato (Matteo Martari) quando l’affascinante padre di uno dei suoi alunni, Andrea (Alessandro Preziosi), la invita fuori a cena. Il loro incontro cambierà le loro due vite e sconvolgerà anche quelle delle persone che stanno a loro vicine: Laura accusa Andrea di averla stuprata, mentre Andrea racconta di aver passato una serata fantastica. Chi dei due sta mentendo?

Ispirata alla serie TV inglese Liar, andata in onda nel 2017 su ITV e in Italia su Canale 9, Non Mentire è una produzione Mediaset e Indigo Film, per il vicedirettore di Canale 5 Carlo Panzeri è importante trasmettere una serie del genere perché tratta alcuni temi legati alla realtà:

“Non mentire racconta in modo convincente alcuni temi all’ordine del giorno dell’agenza sociale: il potere dei social media che possono determinare le fortune e sfortune di una persona in un attimo e la violenza. Canale 5 è orgogliosa di avere questo prodotto nel palinsesto, grazie a tutte le persone coinvolte”.

Daniele Cesarano, direttore fiction Mediaset, spiega perché è stato scelto di adattare per l’Italia questo format:

“Il motivo per cui l’abbiamo scelta è per il modo in cui era scritto, quello che conta è come viene raccontata, come se fosse un thriller, sulle dicotomie di vero e falso e sul consenso Raramente ho visto in un prodotto televisivo italiano un’armonia di questo tipo: Greta Scarano, la conosco da anni, e oggi la ritrovo una star e riesce a bucare lo schermo. Di Preziosi ammiro la capacità di lavorare sulle sfumature. Ammiro il coraggio di entrambi di accettare questi due ruoli. Il mio contributo a Non Mentire è stata una telefonata a Tavarelli, avevo visto la fiction di Borsellino e mi aveva folgorato e d’allora avevo sognato di lavorare con lui”.

Gianluca Tavarelli ha diretto Non Mentire fortemente colpito dal format inglese Liar:

“Quando Daniele e Indigo mi hanno proposto questa serie TV ho voluto fortemente farla perché ce n’è bisogno: è la storia di una donna e di un uomo e ha una serie di temi da raccontare: potenza social, impossibilità di capire dove sta la verità, notizia vera o falsa e la difesa di fronte a calunnie. Ci sono storie più semplici, ma questa è contemporanea e racconta la contemporaneità, è un thriller giallo e dà la possibilità di raccontare cose più profonde, meccanismi interni che ci hanno fatto capire che andava fatta. Quello degli attori è stato un lavoro grosso e su di loro si regge tutta la serie”. 

Greta Scarano protagonista de La linea verticale – interpreta Laura, l’insegnante precaria che accusa di stupro il dottor Molinari:

“Vado fiera di questa serie TV, molto importante per il momento storico in cui viviamo, tratta di dinamiche culturali complesse e per noi dell’industria di intrattenimento questo era il massimo che potessimo fare: un prodotto realizzato con massima serietà e impegno. Un prodotto che io guarderei e non capita tutti i giorni, devo dire che è stato un viaggio molto complesso e difficile, ma mai faticoso”.

Alessandro Preziosi, reduce da Liberi di scegliere, è l’altra parte della storia, il dottor Molinari:

“Sono fierissimo di aver preso parte a questo progetto per un ruolo così difficile e delicato, anch’io nel tempo avevo visto la fiction su Borsellino e ne fui emotivamente e socialmente colpito, mi colpì un frammento su cui ho riflettuto tanto, c’era il senso del dovere e ancora mi commuove. Oggi si parla di verità, un concetto poderoso e importante, ci sono condizioni e circostanze in cui la verità mette a rischio talmente tanta gente”. 

Per l’attore questa storia incentrata sulla verità è profondamente attuale:

“Non mi sono mai permesso di confondere il mio mestiere con l’attualità, il nostro mestiere è puro intrattenimento, ma oggi non è possibile affermare la propria verità senza essere ricattati o additati. Si è persa la tattilità nei confronti della verità, non si leggono più giornali, la necessità di questa fiction è rendere visibile questo tema, un uomo e una donna messi in discussione da loro stessi. Non mentire è uno dei rari casi in cui gli attori sono raccontati”.

A Lisa Nur Salam è toccato il difficile compito di adattare per l’Italia il soggetto di Jack e Harry Williams:

“Vengo dal teatro ed è bello vedere attori che migliorano quello che uno scrive, la riflessione più importante di Non Mentire è quella sul consenso legale, umano, di opportunità e prudenza, è una riflessione che andrà fatta perché è un terreno scivoloso e lo stupro non è un equivoco”.

Fra gli adattamenti per il pubblico italiano, in particolare l’argomento di in una lezione che la professoressa, interpretata da Joanne Froggatt, affrontava con i suoi alunni la caccia alle streghe ne Il Crogiuolo di Arthur Miller e un pezzo de Il Grande Gatsby:

“Abbiamo tenuto il più possibile, ma l’abbiamo attualizzato con le realtà torinesi, il racconto di una provincia a una storia simile. Poi nella serie TV inglese, nella scelte delle opere discusse dalla professoressa si faceva attenzione all’inaffidabilità del narratore, per l’Italia ho scelto il girone dei falsari della Divina Commedia: la lezione più chiara per raccontare la menzogna e ho scoperto che non c’è un girone degli stupratori, c’è quello per chi maltratta gli ospiti, ma non per gli stupratori”.

Lo “stupratore” – almeno secondo la verità di Laura Nardini – è l’insospettabile Molinari, un ruolo difficile per Alessandro Preziosi:

“Il mio personaggio vive di una delicatissima condizione, è un padre vedovo, un chirurgo affermato, un uomo di cui tutti hanno grande stima. In una scena con Fiorenza Pieri che interpreta Caterina, io le dico: ci conosciamo da 20 anni posso fare una cosa del genere? Andrea offre tanti spunti e anche la posizione dell’uomo nella nostra società relazionale, soprattutto nelle società virtuali perché allontanano l’uomo dalla realtà”. 

Per dare credibilità a Laura Nardini, Greta Scarano ha cercato di entrare empatia con le donne vittime di stupro:

“Laura non ha dubbi, è stata stuprata e la mia interpretazione è stata entrare in empatia con una donna che è stata vittima di stupro. Sono un’attrice che fa lavoro preciso e chirurgico sui personaggi che interpreto, non è stato facile entrare in empatia con una problematica del genere, ma mi avvicina molto alle donne che hanno subito uno stupro. Entrare in empatia con il personaggio mi aiuta molto, è affascinante e mai semplice soprattutto poi riflettere in questo caso in cui si discute sul consenso, quello che avviene dopo un no è una violenza. Le persone accanto a te non ti credono, ho riflettuto su cosa significa comunicare di essere stuprata”. 

In un momento di disperazione, Laura scrive un post su Facebook in cui denuncia Molinari, curiosamente la serie TV inglese uscì a pochi mesi dalla nascita del movimento #MeToo, per Preziosi fornisce una valida riflessione a una serie di spunti sulla società di oggi:

Non mentire dà una riflessione valida e interessante sulla psicologia con la quale ci si sente al di là di quello che si è commesso, se si è vittima o carnefice. Non c’è autonomia di quello che siamo perché è più importante se il nostro nome finisce in rete, diffamarlo sui social determina una mistificazione totale della persona. Il merito della serie TV è che dà spazio alla verità reale e non  a quella virtuale”.

Non mentire arriverà in altri Paesi e la serie TV andrà anche alla Berlinale sarà venduta all’European Market delle serie TV da All3Media e ci sarà un panel dove si parlerà proprio di come adattare un format nella TV di oggi, come ha preannunciato Francesca Cima di Indigo Film, uno dei produttori, insieme a Nicola Giuliano e a Carlotta Calori. Cima è intervenuta sul possibile rischio spoiler visto che la serie TV è originale è già andata in onda in UK e anche in Italia:

“I bambini continuano ad amare le fiabe, di cui sappiamo tutti il finale. Anche se avessimo preso un romanzo, sarebbe stata la stessa cosa”.

Non mentire va in onda su Canale 5, la rete ammiraglia di Mediaset che ultimamente ha perso ascoltatori anche a causa di flop come Adrian e La Dottoressa Giò:

“Difendo la rete – spiega Cesarano – la fiction ha dei cicli particolari, in questo momento c’è un’evoluzione, in Mediaset ci sono stati cicli alti e bassi, quando guardi i nomi di lavora in altre piattaforme, molti sono nati con Mediaset 10 anni fa, i prodotti seppure diversi hanno una caratteristica comune: fanno parte di un progetto narrativo solido e vogliono renderlo diversificato”.

Cesarano, qualche mese fa, aveva ammesso che la rete avrebbe scommesso di più sui format originali senza fare più remake, ma per Liar ha fatto un’eccezione. Una regia e una scrittura attenta e ottima recitazione rendono Non mentire un prodotto di qualità nel panorama televisivo italiano, un prodotto che strizza l’occhio alla qualità di alcuni titoli esteri:

“Oggi il pubblico televisivo è educatissimo non gli puoi far vedere menate, devi andare sempre oltre e fare invenzioni pazzesche: devi essere bravo su tutto e originale. Sento la pienezza del racconto più nella TV che nel cinema”. 

Non mentire non punta il dito su nessuno, non crea né carnefici né eroi e (forse) nessuno sta dicendo la verità:

“Volevo raccontare una violenza e il confine sottile fra uomo e donna. Non ci sono eroi, né personaggi positivi perché la realtà non è bianca o nera, è grigia. Questa zona è quella che racconto, in un momento in cui non ci sono né testimoni né telecamere, in cui la mia parola è contro la tua e nessuno è trasparante”.

Non mentire vi aspetta per sei puntate a partire dal 17 febbraio su Canale 5 in prima serata.  

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
748 articoli

Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014