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Suburra 2, la serie TV sulla malavita a Roma su Netflix il 22 febbraio

Seconda stagione per il primo titolo originale italiano con elezioni e migranti fra i temi trattati. Chi prenderà il potere su Roma?

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di Chiara Laganà | 2019-02-20 20/02/2019 ore 19:00

I personaggi di Suburra, la seconda stagione su Netflix dal 22 febbraio © Emanuela Scarpa/Netflix

L’attesa è finita: Suburra torna con la sua seconda stagione con otto nuovi episodi a partire dal 22 febbraio su Netflix, la piattaforma forte del successo della prima stagione lanciata nel 2017. Ispirata al film di Sollima e al libro di Giancarlo De Cataldo, la seconda stagione di Suburra riprende la storia sulla “malavita capitale”.

I tre protagonisti della prima hanno un’evoluzione “esplosiva”: Aureliano Adami (Alessandro Borghi) ha il potere della droga su Ostia, ma non ha più notizie dalla sorella Livia; Spadino (Emanuele Ferrara) si trova escluso dalla famiglia Sinti degli Anacleti e Lele (Eduardo Valdarnini) è diventato vice questore a Ostia.
Sara Monaschi (Claudia Gerini) si appresta ad accogliere con la sua Onlus 512 migranti, mentre Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) è candidato a sindaco di Roma, a tessere i fili di tutto c’è sempre l’onnipresente Samurai (Francesco Acquaroli). Mentre le donne protagoniste continuano ad acquisire sempre più potere.

Cento location romane, 117 giorni di ripresa, 4000 comparse e ben 200 auto di scena. Questi i numeri della serie TV “romana” di Netflix, senza raccontare oltre: la trama della seconda stagione è come sempre ricca di imprevisti, giochi di potere e… omicidi. Una serie TV speciale per Kelly Luegenbiehl, vice presidente di International Originals di Netflix:

“Il mondo si è affezionato a una storia così tipicamente romana e ha avuto successo non solo qui in Italia, ma anche in Vietnam o in Germania. Alcune espressioni fanno parte della loro cultura ed è uno dei titoli più visti in questo Paese”.

Prodotta da Cattleya, Bartlebyfilm e Rai Fiction, Suburra è il primo titolo originale italiano di Netflix e una delle chiavi del suo successo per la sua produttrice, Gina Gardini di Cattleya, sta nell’essere radicata profondamente al territorio:

“Non so qual è la chiave del successo di Suburra, ma forse sta anche nella libertà creativa che Netflix ci ha dato con un valore produttivo enorme. Anche il fatto che è una storia locale, ma anche globale: c’è anche uno sguardo su Roma che non si era mai visto. Anche i personaggi femminili arricchiscono la seconda stagione, non è un caso che Suburra sia concepita e guidata da donne molto forti: Kim Gualino, Jennifer Breslow, Barbara Petronio e poi costumi, scenografia e casting sono tutti affidati a donne”.

Le donne saranno ancora più protagoniste nella seconda stagione che si apre toccando un tema di forte attualità: lo sbarco di 512 migranti a Roma. 

“Ci piace attraversare i grandi e piccoli fatti della società contemporanea – spiega Riccardo Tozzi di Cattleya – temi della città che leggiamo sui giornali tutti i giorni da anni. Quello della migrazione, il collegamento fra lotta politica e territorio, le componenti criminali del territorio sono viste senza fare distinzioni fra buoni e cattivi. Questo linguaggio implica un aggancio con la storia del nostro cinema, pochi Paesi hanno la nostra eredità e possono trasferirla nel linguaggio seriale”.

Barbara Petronio, che aveva già curato la sceneggiatura della prima stagione, ha anticipato l’esplosione e l’evoluzione di Aureliano, Spadino e Lele:

“Si è aggiunta passione per i personaggi e la storia, sono stati traghettati dalla prima e nella seconda esplodono. L’esplosione ci ha guidato anche nella writer’s room, quanta materia portare dentro questi personaggi che sono paradiso per chi scrive”.

Dopo Michele Placido, la regia della seconda stagione è affidata alla coppia Andrea Molaioli e Piero Messina, il regista di SLAM – Tutto per una ragazza aveva già diretto quattro episodi della prima stagione.

“In questa stagione mi sono divertito di più, ho iniziato a prenderci gusto conoscendo personaggi e attori, lo scambio è più proficuo ed efficace. Una delle forze della serie TV sono situazioni ed eventi che si susseguono e portano a un gran movimento di sentimenti, emotività e sentimentalità”.

Nello specifico Molaioli ha diretto le puntate 1, 2, 3, 7 e 8, mentre Messina ha diretto le 4, 5 e 6, per lui è un esordio completo rispettando “le regole e il linguaggio di una serie TV” che vede nei suoi tre personaggi principali una delle chiavi del suo successo. 

Alessandro Borghi, fresco di nomination ai David proprio per un film Netflix, riprende il ruolo che l’ha lanciato:

“Per me Suburra è stato l’inizio di tutto Cattleya e Sollima hanno creduto in un 28enne che non era riuscito ancora a fare nulla. Se penso alla seconda stagione, penso a tante cose: quello dell’attore è un mestiere complesso soprattutto in questo Paese, dove non c’è l’opportunità di raccontare determinate cose. Le new entry dimostrano che c’è un ricambio di cose belle in questo Paese. Quando ho iniziato, a 18 anni nel 2006, c’erano poche possibilità di lavorare perché lavorano gli stessi attori, grazie alla globalizzazione dei contenuti oggi ci sono più chance per tutti”.

In evoluzione per un duplice motivo anche Spadino, l’erede della famiglia sinti interpretato da Giacomo Ferrara:

“Per far maturare Spadino ho tolto gli atteggiamenti che lo facevano rimanere un ragazzino e ho fatto in modo che la rabbia dentro uscisse fuori. Anche l’evoluzione di mamma e Angelica mi hanno permesso di dare più sfumature al personaggio: è bellissimo come si evolverà e continua anche l’esplorazione della sessualità”.

Lele è vice questore di Polizia, seguendo le orme paterne, un ruolo a sorpresa per Eduardo Valdarnini:

“Ho fatto una ricerca e si può essere vice ispettore prima di compiere 28 anni e si può entrare in polizia seguendo un percorso civile. Ho capito subito una cosa, è un comportamento che cambia con il background della prima: è stato facile abbinare le due cose e dare vita a qualcosa di nuovo, un po’ più duro e convinto di se stesso”.

Dietro tutti i personaggi, c’è la regia del perfido Samurai, interpretato da Francesco Acquaroli:

“Sono in buona compagnia, qui il più pulito ha la rogna come si dice a Roma… in questa stagione si vedrà, c’è un passato che pesa su Samurai, non ha margini di riscatto. La lotta di potere porta a una concorrenza sempre più pericolosa e raffinata, i ragazzi crescono, i concorrenti aumentano, per tenere questo potere: il re di Roma non ha tempo per distrarsi”.

Filippo Nigro e Claudia Gerini ricoprono i ruoli più “istituzionali” in Suburra, Amedeo Cinaglia diventa l’ago della bilancia nella politica romana nel corso della seconda stagione:

“Quello che era interessante per me è stato renderlo credibile al pubblico e a me. Cinaglia è quasi paralizzato, chiuso, fermo, come se non si rendesse conto di quello che fa: questo è il percorso, rendere credibile un personaggio che si prende responsabilità pesanti”.

Come quelle che caratterizzano la cinica Sara Monaschi che perderà l’appoggio del Vaticano:

“Sara è molto importante nell’evoluzione della mia carriera – spiega Claudia Gerini – è molto diversa da tutte, è una donna spietata soprattutto nella seconda stagione perché gli è stato tolto tanto, ma recupera senza perdersi d’animo e ha strumenti per arrivare ad avere un ruolo importante. Si sporcherà le mani, deve andare fino in fondo e non si spaventa, è un personaggio freddo e pronto a tutto per raggiungere i suoi scopi. Vorrei avere la sua determinazione a volte, è una donna che va fino in fondo, non si lascia trascinare dalle emozioni”.

Nella seconda stagione – senza fare spoiler – ci saranno delle scene molto drammatiche che coinvolgeranno una delle coppie di attori migliori di Suburra: Alessandro Borghi e Barbara Chichiarelli. Fra addii e conferme, le new entry di Suburra sono soprattutto donne fortissime ciniche che decidono, comandano e non si fermano finché non hanno ottenuto il loro scopo. Accrescono il loro ruolo/potere mamma Adelaide e Angelica, interpretate da Paola Sotgiu e Carlotta Antonelli, mentre le new entry di questa stagione: l’agente Cristiana (Cristiana Pelliccia); Nadia (Federica Sabatini), la figlia di un giovane boss di Ostia e lo speaker radiofonico romanista Adriano (Jacopo Venturiero) continueranno a intessere la trama di Suburra.

La seconda stagione di Suburra vi aspetta su Netflix a partire dal prossimo 22 febbraio.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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