Il Far west della periferia romana: due sparatorie mortali in pochi giorni

La triste vicenda di Alex, il 14enne ucciso a Monte Compatri, ricorda, con le dovute differenza, quella di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020

Il luogo, a Roma, della sparatoria. I carabinieri al lavoro.

Le periferie romane assomigliano al Far west. In pochi giorni si contano già due vittime di sparatorie avvenute per strada. Ieri nel quartiere Corviale un 33enne, con dei precedenti penali, è morto dopo che la sua auto è stata crivellata da una raffica di colpi – dieci o 15 quelli esplosi dai sicari, secondo quanto raccontano gli inquirenti – che lo hanno colpito al petto, non dandogli scampo. L’agguato, si pensa un regolamento di conti tra bande criminali, è avvenuto intorno alle 19:30 in Largo Edoardo Tabacchi. Se l’è cavata con una ferita alla gamba il 30enne che viaggiava con lui, ora ricoverato al San Camillo.

La seconda vittima è invece un ragazzino di 14 anni, Alexandru Ivan, ucciso con un colpo di pistola nella notte tra venerdì e sabato nel parcheggio della stazione Pantano della metro C, a Monte Compatri. La vittima, probabilmente uccisa per sbaglio, era in compagnia del patrigno che si era dato un appuntamento nel parcheggio con alcune persone – una delle quali oggi si trova in carcere a Velletri con l’accusa di omicidio in concorso – per chiarire quanto accaduto durante un diverbio avvenuto poco prima in un bar in zona Borghesiana.

Alex, come lo chiamano gli amici, ieri è stato ricordato dai compagni di classe con palloncini e fumogeni blu lanciati davanti alla stazione della metro Pantano. Di lui la preside dice che era un bravo ragazzo. “I compagni di classe di Alex sono ammutoliti, piangono, sono sotto choc. Lo siamo tutti”, racconta al dorso romano del Corriere della Sera Paola Uncinotti, che da 18 anni dirige l’istituto comprensivo Domenico Savio, nella borgata Finocchio. La sua triste vicenda, con le dovute differenze, ricorda quella di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020. Massacrato di botte dai fratelli Bianchi, solo perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

A lanciare l’allarme sull’escalation di violenza nella Capitale è l’associazione sindacale dei carabinieri Unarma che ieri ha dato la notizia dell’agguato avvenuto a Corviale. “La sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta, e il persistere di questi episodi richiede un intervento urgente da parte delle autorità competenti”, si legge in una nota di Antonio Nicolosi segretario generale Unarma.

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