La periferia est di Roma si prepara a un evento storico. Papa Leone XIV oggi alla 16 farà visita alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, nel cuore del Quarticciolo. È un ritorno simbolico: prima di lui, solo Giovanni XXIII (1963) e Giovanni Paolo II (1980) avevano varcato la soglia di questa comunità. Questa è la seconda visita di cinque, la prima è stata ad Ostia, che il Papa ha programmato nelle parrocchie della periferia romana prima di Pasqua.
La “Buca” e la Metafora della Periferia
Il parroco dehoniano, padre Daniele Canali, descrive il quartiere come una “buca”. Geograficamente, il Quarticciolo sorge in una depressione del terreno rispetto ai quartieri limitrofi, ma nelle parole del sacerdote c’è un doppio senso profondo: scendere qui significa immergersi in una realtà sociale complessa, spesso dimenticata, definita quasi una “discesa agli inferi” per il degrado che la attanaglia.
Tra Degrado e Speranza: La Sfida della Legalità al Quarticciolo
Il quadro dipinto dal parroco non nasconde le ombre:
• Decadimento urbano: Negozi chiusi, strutture abbandonate (come la storica piscina “Azzurra 7”) e istituzioni spesso assenti.
• Criminalità: Una rete capillare di spaccio e prostituzione lungo la via Palmiro Togliatti. Solo pochi giorni fa, un’operazione dei Carabinieri ha portato a 11 arresti nel quartiere.
• Sicurezza: Lo stesso parroco è stato vittima di aggressioni, e la parrocchia deve fare i conti con furti e atti di intolleranza durante le processioni.
Nonostante ciò, la Chiesa non arretra. Grazie alla collaborazione con il Comune e il commissario straordinario Mauro Casinghini, l’arrivo del Papa è diventato il volano per piccoli ma significativi interventi di decoro, come la sistemazione di Largo Mola di Bari.
I “Punti di Luce”: il Papa troverà una Comunità Viva al Quarticciolo
La risposta della parrocchia al degrado è una rete fitta di attività che puntano all’incontro e alla formazione:
1. Cenacoli nelle case: 12 gruppi (“Punti di Luce”) si riuniscono a pregare negli appartamenti, sfidando il buio delle strade.
2. Gruppi “Magis”: Ispirati a Sant’Ignazio, questi gruppi aiutano i giovani post-Cresima a non accontentarsi. Come racconta Federico “er Giaguaro”, oggi capotreno: “Nascere qui non è una condanna. La parrocchia mi ha insegnato che potevo studiare e trovare un lavoro onesto, invece di finire a fare il ‘palo’ per gli spacciatori.”
3. Cultura e svago: Un teatro parrocchiale con scuola per bambini e una sala prove per giovani band.
La Carità in Prima Linea
Dal 2022, un Centro d’Ascolto Caritas monitora i bisogni delle famiglie. Il referente, Gabriele Leardi, descrive una povertà che morde anche chi ha un titolo di studio ma ha perso il lavoro. L’Emporio parrocchiale assiste circa 80 persone al mese, fornendo cibo, vestiti e aiuto per il pagamento delle bollette, con l’obiettivo finale — tramite l’ “Officina delle Opportunità” — di reinserire le persone nel mondo del lavoro. L’arrivo di Leone XIV alle ore 16:00 della II domenica di Quaresima rappresenta per il Quarticciolo una “carezza” della Chiesa universale. La “discesa” del Papa tra i lotti di via Manfredonia non è solo un atto formale, ma un messaggio politico e spirituale: la speranza della “risalita” è possibile, anche dove il suolo sembra sprofondare.
I Gruppi “Magis”: Contro il Determinismo Sociale
L’attività più originale della parrocchia è probabilmente quella dei gruppi Magis (dal latino “di più”). L’idea di Padre Canali è semplice quanto rivoluzionaria per una borgata: rompere l’idea che il destino sia segnato dal CAP di nascita.
• Il metodo Ignaziano: Ispirandosi a Sant’Ignazio di Loyola, il percorso spinge i ragazzi a non accontentarsi del “minimo indispensabile”. In un contesto dove la via più facile per guadagnare è fare la “vedetta” per il narcotraffico (guadagnando poche decine di euro al giorno ma ipotecando il futuro), la parrocchia propone un’alternativa di dignità.
• L’esempio dei pari: Il fatto che i ragazzi più grandi facciano da educatori ai più piccoli crea un circolo virtuoso. Testimonianze come quella di Federico “er Giaguaro” sono fondamentali: dimostrano che si può diventare capotreno, laurearsi o trovare un mestiere onesto pur essendo cresciuti tra i “lotti”.
L’Architettura del Quarticciolo: I “Lotti” e la Storia
Il quartiere ha un’identità visiva molto forte, legata a un’estetica razionalista e popolare:
• Il progetto originario: Costruito tra il 1938 e il 1943 dall’Istituto Fascista Autonomo Case Popolari (IFACP), il quartiere doveva ospitare le famiglie operaie. Gli edifici, chiamati comunemente “lotti”, sono caratterizzati da una struttura a “serpentone”.
• L’estetica della necessità: Sono palazzi nati senza fronzoli, spesso privi di balconi, pensati per massimizzare lo spazio abitativo. Questa uniformità architettonica ha creato nel tempo un forte senso di appartenenza tra i residenti, ma anche una sensazione di isolamento rispetto al resto della città.
• La Chiesa dell’Ascensione: Progettata da Francesco Fornari nel 1954, la chiesa si inserisce in questo contesto come unico vero punto di aggregazione monumentale. Affidarla ai Dehoniani (Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù) ha significato portare nel quartiere una spiritualità molto concreta, attenta ai problemi sociali e del lavoro, in linea con il carisma del fondatore Léon Dehon.
La “Rete Sociale” del Territorio
La parrocchia non agisce nel vuoto, ma fa parte di un ecosistema di resistenza sociale:
• La Palestra Popolare: Un punto di riferimento per lo sport accessibile a tutti.
• Il Teatro Biblioteca: Uno spazio pubblico che combatte la povertà educativa attraverso la cultura.
• Il Polo Civico: Una rete che unisce queste diverse realtà per dialogare con le istituzioni (Municipio V e Governo) e chiedere interventi strutturali, come quelli promessi per la piazza Largo Mola di Bari in occasione della visita papale.