Laurentina, la terra continua a bruciare: sopralluogo della commissione Ecomafie

Quello che il 26 luglio è sembrato un normale incendio boschivo ha finito per portare alla luce strati di rifiuti sepolti che, sottoterra, continuano lentamente a bruciare

La delegazione di parlamentari intervenuti al sopralluogo.

Sotto l’asfalto e la vegetazione bruciata di un tratto della Laurentina, da giorni la terra continua a fumare. Non è un rogo qualunque: quello che il 26 luglio è sembrato un normale incendio boschivo ha finito per portare alla luce strati di rifiuti sepolti che, sottoterra, continuano lentamente a bruciare, alimentando fumarole e un odore acre che i residenti denunciano da tempo.

Ad accertarsene di persona è stata una delegazione della commissione parlamentare Ecomafie, arrivata questa mattina sul posto – al civico 998 di via Laurentina – con un permesso speciale della procura, visto che l’area è tuttora sotto sequestro. A guidarla il presidente Jacopo Morrone (Lega), che al termine del sopralluogo non ha nascosto la preoccupazione: “Ci siamo trovati davanti una situazione che impone interventi tempestivi a tutela della salute pubblica e dell’ambiente”. Le sue parole restituiscono il quadro di un’area dove “l’aria è difficilmente respirabile” per la persistenza di fumi e odori.

Tre, secondo Morrone, i nodi da sciogliere subito: fermare la combustione ancora in corso, capire di cosa sono fatti davvero i rifiuti bruciati, e stabilire se dietro ci sia una gestione illecita del ciclo dei rifiuti. Su quest’ultimo punto la commissione promette di non mollare la presa, lavorando “in piena sinergia” con procura ed enti locali per dare ai cittadini del Municipio IX “risposte certe e trasparenti”.

Alla visita, che ha attraversato uno scenario di terreno annerito e ancora fumante, hanno partecipato anche i senatori di Fratelli d’Italia Simona Petrucci e Andrea De Priamo, i deputati Pd Stefano Vaccari e Marco Simiani, insieme a squadre di carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco e tecnici dell’Arpa Lazio, chiamati a valutare l’entità del danno ambientale.

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