Peste suina: parte dall’Insugherata l’abbattimento selettivo dei cinghiali

Con l'accertamento ieri del quarto caso di peste suina africana nella riserva, il commissario straordinario all'emergenza Angelo Ferrari si è messo al lavoro per una nuova ordinanza

I cinghiali vicino stazione metro Valle Aurelia a Roma (foto Giannini - Lega)

Via al piano degli abbattimenti selettivi dei cinghiali di Roma Nord. Con l’accertamento ieri del quarto caso di peste suina africana nella riserva dell’Insugherata – scrive il dorso locale del Corriere – il commissario straordinario all’emergenza Angelo Ferrari si è messo al lavoro per una nuova ordinanza.

La prima novità è che da ieri, dopo l’autorizzazione del ministero della Salute, i controlli sanitari sui casi sospetti si potranno effettuare direttamente a Roma, all’Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana. In questo modo non sarà più necessario il trasferimento degli ammali a Perugia, il che “permetterà di accorciare i tempi”, spiega l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato.

La nuova ordinanza del commissario Ferrari – spiega il Corriere – prevede poi l’avvio dell’abbattimento degli ungulati a partire dall’area dell’Insugherata, epicentro del focolaio. Pratica peraltro regolata dall’articolo 35 della legge regionale del Lazio sulla caccia, secondo cui i prelievi selettivi devono essere eseguiti dalla polizia provinciale, eventualmente coadiuvata da esperti del settore venatorio. La maggior parte dei cinghiali infetti morirà, ma gli altri vanno abbattuti. Il rischio altrimenti è che gli animali malati, uscendo dalla recinzione della riserva naturale, vadano a contaminare i grandi allevamenti di maiali che esistono tra Roma e Viterbo. A quel punto a essere eliminate sarebbero decine di migliaia di capi di bestiame. Il pericolo è concreto – scrive il Corriere – e i romani lo sanno bene, considerati gli avvistamenti ormai quotidiani degli ungulati per le strade e i parchi del quadrante Nord della Capitale.

Prima si vedevano solo nelle zone limitrofe all’Insugherata come Cassia, Balduina, Trionfale, ma nelle ultime settimane sono arrivati fino a villa Glori (Parioli) e piazza Verbano (Trieste). Si muovono anche in gruppi numerosi, come quello da oltre venti animali fotografato da un residente in via Festo Avieno. Tanto che una volta risolto il problema all’interno dell’Insugherata, prevede l’ordinanza, sarà necessario procedere con gli abbattimenti selettivi nei territori che circondano l’area verde.

Ad attirare gli ungulati in città, aumentando la possibilità di contagio tra i suini, è la presenza continua di rifiuti per strada. Per questo il Municipio XV – confinante con il parco – ha fatto partire gli interventi per le postazioni anticinghiale per la raccolta dei rifiuti. Le prime sono state realizzate lunedì in via Italo Panattoni, che costeggia l’Insugherata.

“Sono state censite le aree sia pubbliche che private per il posizionamento di nuove recinzioni”, ha raccontato al Corriere l’assessore municipale alle Politiche Ambientali, Marcello Ribera -. E abbiamo chiesto ad Ama di intensificare la pulizia dei punti sensibili, aumentando gli interventi nelle aree maggiormente interessate attraverso doppi turni di ritiro rifiuti e incrementando il lavaggio e lo spazzamento meccanizzato delle strada”. Gli altri punti da mettere in sicurezza, ha fatto sapere il minisindaco del XV Municipio, Daniele Torquati, sono “via dell’Acqua Traversa, via Manfredi Azzarita, via Frassineto, via Antonio Labranca, via Giulio Galli e viale Cortina d’Ampezzo”.

 

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