“Abbiamo accertato che, nella notte, una larga fetta dei partecipanti al rave ha lasciato l’area e questa mattina ci siamo avvicinati per procedere all’identificazione delle persone rimaste e per invitarle a defluire”. Dalla questura di Viterbo arriva la conferma: la situazione a Valentano, nell’alta Tuscia, si sta normalizzando. E senza alcuna particolare criticità di ordine pubblico.
Intorno alle otto di mattina la stragrande maggioranza dei giovani che, fino a ieri, ballava e si divertiva aveva già abbandonato il luogo. Gli altri – un centinaio di mezzi e circa 250 persone alle 9 di questa mattina – stanno smontando le tende e portando via le loro cose in queste ore.
Ieri sera – nel centro storico della confinante Pitigliano (Grosseto), paese in questi giorni affollato di turisti – sono stati avvistati alcuni “reduci” del rave party che andava avanti dal 13 agosto scorso: alcuni senza viveri, in cerca di cibo, altri si sono addormentati accampandosi di fatto nelle strade pubbliche, altri – senza mezzi per tornare ai luoghi di provenienza- hanno aspettato la ripresa dei servizi di linea (autobus) mattina.
Anche i comuni di Manciano e in minor misura Sorano, sul versante della Toscana sono interessati dai flussi di rientro dei reduci del rave party osservati nei loro transiti dalla popolazione locale nelle proprie case.
Il procuratore di Viterbo: “L’unico fascicolo aperto riguarda il giovane morto”
“Siamo in attesa dell’esito dell’autopsia ma al momento abbiamo un fascicolo aperto contro ignoti ipotizzando il reato di morte come conseguenza di altro delitto”. Secondo quanto riferisce l’agenzia Nova, a confermalo è il procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma, in merito all’indagine che la procura sta conducendo sulla morte del giovane di Milano, il cui corpo è stato recuperato il 16 agosto dalle acque del lago di Mezzano. In merito alle indiscrezioni su possibili altri reati non trova conferma quella relativa a una seconda vittima.
“Abbiamo chiesto anche ad altre procure ma non abbiamo trovato riscontri”, afferma il procuratore. Il territorio in cui si svolge il rave è al confine con la Toscana e con i Comuni della Maremma dove operano altri uffici giudiziari. Restano da verificare anche le voci di violenze sessuali su donne, due addirittura, che sarebbero avvenute nel perimetro del ritrovo Techno. Ci sarebbe il racconto di una giovane che, durante il rave, avrebbe subito una violenza sessuale ma non ha presentato denuncia quindi i contorni della vicenda sono da accertare.
Anche sulle eventuali contestazioni legate all’aspetto organizzativo dell’evento “non abbiamo denunce da parte del proprietario che, però, sappiamo intenzionato a volerla sporgere per danneggiamento”. Ma al momento “ci sono irregolarità legate alla violazione delle norme anti-Covid, quindi di tipo amministrativo, e un problema di gestione dell’ordine pubblico che le forze dell’ordine stanno gestendo in maniera egregia considerando l’alto numero di partecipanti al rave”, sottolinea Auriemma.