Rifiuti: a Roma le scorciatoie non pagano. Ecco perché

L'Ama raddoppia i turni, ma non basta. Albano rimane chiusa e i cassonetti tornano a riempirsi

Qualcosa non funziona. Non oggi, non ieri. Sui rifiuti a Roma è crisi infinita, ormai. Dal centro storico a Centocelle, passando per Roma sud, la raccolta rifiuti è in evidente difficoltà. Di nuovo. Cassonetti pieni, sacchetti abbandonati sui marciapiedi, montagne di cartoni accumulati. Una scena già vista, una crisi che si ripete ciclicamente in città legata a doppio filo alla carenza di impianti per trattare e smaltire l’immondizia.

Nel caso specifico le difficoltà odierne risulterebbero collegate alla chiusura della discarica di Albano, dove Roma trasferiva circa mille tonnellate di indifferenziata a settimana. Ma il sito è ancora sotto sequestro, per una fideiussione mancante o sballata. Meno male che c’è l’Emilia, che accoglie 11 mila tonnellate di spazzatura, almeno fino a metà mese. Poi, di nuovo il buio.

E pensare che l’Ama ha raddoppiata i turni di pulizia. “La presenza in servizio in ordinario nella giornata di domenica verrà incentivata prevedendo la corresponsione, oltre alla normale retribuzione, di un importo aggiuntivo che verrà graduato qualora, oltre alla presenza domenicale, il lavoratore garantisca anche la presenza nella giornata del sabato precedente e/o in quella del lunedì successivo”, si legge nel passaggio chiave del recente accordo siglato con i sindacati.

L’intesa raggiunta prevede che l’incentivo per i giorni di sabato, domenica e lunedì sarà integralmente assorbito dall’abbattimento degli straordinari in festivi e prefestivi. Ciò consentirà una diminuzione dei costi, assicurando la domenica un servizio in ordinario e non più in straordinario. Non è tutto. Gli autisti passeranno da 100 a 140 la mattina, da 40 a 90 la notte e si arriverà a un massimo di 235 autisti l’intera domenica. Più soldi, più raccolta. Ma il problema è dove e come smaltire i rifiuti.

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