Spari in via della Giuliana: sopralluogo del Ris dopo il ferimento della giornalista Stillitano

L'episodio risale al 14 settembre, quando la donna, mentre passeggiava lungo la strada, ha avvertito un forte dolore alla spalla, per poi accorgersi di essere stata colpita da un oggetto

foto dalla pagina Facebook

Prosegue l’attività investigativa nel quartiere Prati di Roma, dove questa mattina è stato eseguito un sopralluogo in via della Giuliana, all’altezza del civico 3, nel luogo in cui lo scorso lunedì pomeriggio la giornalista e scrittrice Cristina Stillitano è stata ferita in strada da un colpo sparato, con ogni probabilità, con un’arma ad aria compressa. Sul posto, a partire dalle 11, sono intervenuti gli esperti balistici del Ris di Roma, insieme ai carabinieri della compagnia San Pietro, della sezione rilievi tecnico scientifici e del nucleo investigativo della Capitale, al lavoro per raccogliere ogni elemento utile a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

L’episodio risale al 14 settembre, quando la donna, mentre passeggiava lungo la strada, ha avvertito un forte dolore alla spalla, per poi accorgersi di essere stata colpita da un oggetto. “Ho urlato per il dolore e mi sono accorta che stavo sanguinando”, ha raccontato Stillitano sui social, ripercorrendo i momenti immediatamente successivi al ferimento. “Lì per lì ho pensato di essere stata colpita da qualche passante ma, vicino a me, non c’era nessuno e la strada era semideserta”. È stato solo grazie all’intervento dei carabinieri, giunti rapidamente sul posto, che la giornalista ha compreso quanto le fosse realmente accaduto: un colpo sparato da distanza, con la maglietta forata e, nella carne, un foro netto e preciso di circa 5 millimetri.

Nel suo racconto, Stillitano ha sollevato un ulteriore elemento di preoccupazione, riferendo quanto appreso da alcuni esercenti della zona: “Mi hanno riferito che da diversi giorni si verificano spari di ‘gommini’ nella via, specie contro donne o turiste di passaggio, finora per fortuna mai ‘centrate'”. Secondo la giornalista, uno di questi proiettili sarebbe stato raccolto e conservato, a testimonianza di una situazione che, se confermata, rappresenterebbe “un forte e attuale pericolo per i passanti della via e i residenti del quartiere”.

Stillitano non ha nascosto la gravità di quanto avrebbe potuto accadere: “Il proiettile è arrivato nel mio braccio, vicino alla spalla, con molta violenza. Se mi avesse presa alla tempia, al torace o in un occhio, non so davvero cosa sarebbe successo”. Da qui l’auspicio, condiviso dalla giornalista, che le indagini in corso, culminate nel sopralluogo di questa mattina, possano portare rapidamente all’identificazione del responsabile dell’aggressione.

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