Stellantis, la crisi in Italia e il futuro di Cassino

A seguito dell’ultimo piano di esuberi, il sito Stellantis di Cassino è sceso a 2.400 occupati diretti. Nei primi sei mesi del 2025 si sono registrate oltre 50 giornate di fermo produttivo, con circa 700 lavoratori sono stati coinvolti nel contratto di solidarietà

Il momento più buio per l’auto italiana. E ancora una volta su Cassino si addensano ancora una volte nubi nere. Nerissime. Premessa. Secondo i dati raccolti dal sindacato Fim Cisl, i dati di produzione di auto in Italia nei primi sei mesi del 2025 si confermano in peggioramento netto perfino rispetto al già difficilissimo 2024. Nel primo semestre ci siamo fermati a 123.905 unità, in calo del 33,6%, con il risultato annuale che essere di appena 250.000 vetture. L’Italia non può più considerarsi a nessun titolo una potenza in campo automobilistico, inutile nascondersi.

E Stellantis? In questi giorni il gruppo italo-francese e i sindacati stanno procedendo a siglare una serie di accordi per rinnovare gli ammortizzatori sociali. È successo a Termoli: 1.823 operai in solidarietà fino al 31 agosto 2026. Qui, dopo la chiusura della produzione del motore Fire, le linee motori rimaste sono la V6/2.0 T4 e Gse si attende per fine 2026 il cambio elettronico eDct. Ed eccoci al futuro dello stabilimento ciociaro.

A seguito dell’ultimo piano di esuberi, il sito Stellantis di Cassino è sceso a 2.400 occupati diretti. Nei primi sei mesi del 2025 si sono registrate oltre 50 giornate di fermo produttivo, con circa 700 lavoratori sono stati coinvolti nel contratto di solidarietà. Nel primo semestre 2025 sono state prodotte 10.500 unità, in calo del 34% rispetto alle 15.900 del 2024. Nel 2021 erano 22.966. Da allora si lavora su un solo turno. Qui vengono realizzate attualmente Alfa Romeo Giulia e Stelvio, ma anche Maserati Grecale a benzina ed elettrica. I piani di Stellantis prevedevano l’arrivo di due nuovi modelli a marchio Alfa Romeo basati sulla piattaforma elettrica Stla Large, rispettivamente nel 2025 e nel 2026, ma l’azienda ha ormai ufficialmente messo in calendario ritardi ad oggi non quantificabili.

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