Oltre 150 spettatori hanno assistito al Museo M9 di Mestre alla proiezione di Dear You, film ambientato nella regione di Chaoshan e dedicato alla tradizione delle lettere inviate dagli emigranti alle famiglie rimaste in patria. Una storia di legami, memoria e migrazione che ha trovato punti di contatto anche con l'esperienza italiana.
(260909) -- VENICE, Sept. 9, 2026 (Xinhua) -- This photo taken on Sept. 8, 2026 shows the Italian screening of the Chinese film "Dear You" in Venice, Italy. The film was screened at the M9 Museum in Mestre, Venice, as part of a Chinese-language film promotion program held during the 83rd Venice International Film Festival. (Xinhua/Wang Kaiyan)
Una storia cinese capace di parlare anche al pubblico italiano. È quella raccontata da Dear You, pellicola conosciuta in Cina con il titolo Love Letters to Grandma, proiettata martedì pomeriggio al Museo M9 di Mestre davanti a oltre 150 spettatori cinesi e italiani.
Il film è stato presentato nell’ambito delle iniziative dedicate al cinema in lingua cinese organizzate durante l’83esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Al centro della pellicola c’è la tradizione dei “qiaopi”, le lettere che gli emigranti cinesi spedivano alle proprie famiglie insieme alle rimesse economiche. Un’usanza che diventa nel film il punto di partenza per raccontare la distanza, il rapporto con la propria terra e il legame tra generazioni.
La vicenda ha coinvolto anche l’attrice Li Sitong, presente a Venezia per la proiezione. L’interprete ha raccontato l’emozione di vedere arrivare il film così lontano dalla sua terra d’origine, dopo essere stato girato nella regione di Chaoshan. La pellicola si distingue inoltre per la presenza di numerosi attori non professionisti e per un racconto costruito attorno alla quotidianità delle famiglie comuni.
Proprio questi aspetti hanno favorito una particolare sintonia con il pubblico italiano. Laura Fincato, ex viceministro degli Esteri ed ex vicesindaca di Venezia, ha sottolineato come la storia delle migrazioni raccontata dal film possa essere accostata anche a quella di molti italiani partiti verso Paesi lontani alla ricerca di nuove opportunità.
Il tema della distanza e della necessità di mantenere un rapporto con le proprie origini diventa così un elemento comune a esperienze migratorie differenti. Secondo Fincato, il cinema può contribuire a rafforzare la conoscenza reciproca tra Italia e Cina, mettendo al centro non soltanto la tecnologia e lo sviluppo, ma soprattutto le persone e le loro storie.
Tra gli spettatori anche Qin Shasha, che aveva già visto il film in precedenza e che ha raccontato di essersi emozionata nuovamente durante la proiezione veneziana. Vederlo lontano dalla Cina, ha spiegato, ha dato alla pellicola un significato ulteriore, alimentando anche l’auspicio che sempre più produzioni cinesi possano essere proposte al pubblico internazionale.
Il console generale cinese a Milano, Zhang Chenggang, ha evidenziato a sua volta la possibile vicinanza tra la storia raccontata nel film e l’esperienza della comunità cinese residente in Italia, molte delle cui famiglie hanno vissuto o vivono ancora il rapporto tra una nuova vita all’estero e il legame con il Paese d’origine.
Il programma dedicato al cinema in lingua cinese alla Mostra di Venezia ha previsto, oltre alle proiezioni, anche incontri tra professionisti del settore e momenti di confronto. Accanto a Dear You è stato presentato anche il film cinese La ballata di un soldato, in un’iniziativa che punta a favorire la diffusione del cinema cinese e a creare nuove occasioni di dialogo culturale internazionale.