La Terra dell’Abbastanza, l’ottimo esordio dei Fratelli D’Innocenzo al cinema

I due gemelli scrivono e dirigono una storia di periferia con protagonisti due giovani attori. Dal 7 giugno in sala, prodotto da Pepito e Rai Cinema, distribuisce Adler Entertainment

La Terra dell'Abbastanza, l'ottimo esordio dei Fratelli D'Innocenzo vi aspetta da domani al cinema

La Terra dell’Abbastanza è il film d’esordio dei Fratelli D’Innocenzo, i due gemelli romani Damiano e Fabio che hanno scritto e diretto il loro primissimo lungometraggio che è stato inserito anche nel  programma della sezione Panorama dell’ultima Berlinale. 

La Terra dell’Abbastanza arriva in sala il 7 giugno e racconta la storia di due amici in una periferia romana: Manolo e Mirko, studenti dell’Alberghiero, che vivono di espedienti. La loro vita cambia quando Mirko, alla guida della sua auto, uccide un pedone e non presta soccorso. I due scoprono, poi, che hanno fatto un favore al boss del quartiere e iniziano a lavorare per lui. La periferia romana torna a essere protagonista in questo ottimo esordio cinematografico. Un film che potrebbe diventare il capostipite di un nuovo Neorealismo.

Damiano e Fabio D’Innocenzo, in arte Fratelli D’Innocenzo, hanno parlato del loro film che rappresenta un assoluto esordio dietro la macchina da presa: “Non abbiamo neanche un corto, ma abbiamo visto miliardi di film”. I due hanno anche collaborato alla scrittura di Dogman.

Una scuola di cinema da “spettatore” per i due registi e sceneggiatori che spiegano il perché di questo titolo, spiega Fabio D’Innocenzo:

“È estremamente democratico, ampio e dà respiro al film. Ci piaceva che lo spettatore attribuisse un proprio significato attraverso la visione del film e trovasse personalmente il significato dell’Abbastanza. Noi ci siamo trovati dentro a quest’Abbastanza, un luogo grigio, una parentesi limbale, altamente disperante, nella quale non si ha né troppo poco, si tenta la risalita collettiva o individuale. Abbiamo visto tantissimo film neorealista, forse l’età dell’oro del nostro cinema, c’era il desiderio di risalire insieme. Noi non l’abbiamo, questo presuppone l’altro lato della medaglia, non accontentarsi di quello che si ha, cercare status symbol utopici, ridicoli che appartengono al ventennio del berlusconismo. Vent’anni di crisi morale ed etica molto forte, c’è sempre la ricerca di qualcosa che non serve che crea uno stato di frustrazione”. 

La Terra dell’Abbastanza può contare anche su un cast tecnico ottimo, formato da alcuni fra i migliori “artigiani” del nostro cinema, tutti hanno preso parte al progetto perché fortemente interessati dal copione scritto dagli D’Innocenzo.

“Abbiamo preso una serie di maestri nei loro campi: Bonfini alla scenografia, Carnera alla fotografia, Cantini Perrini ai costumi, sono tutti i nostri maestri, quelli dai quali volevamo rubare con gli occhi, le mani e gli abbracci. Se hai una visione chiara di quello che devi raccontare, circondati delle persone più brave e non perdi l’idea che hai”.

La Terra dell’Abbastanza è stato influenzato da Fratelli di Abel Ferrara, ed è stato girato interamente o quasi a Ponte di Nona, parla Damiano:

“È una periferia che si sposava benissimo con il nostro film, volevamo raccontare l’adolescenza sia in periferia e volevamo una periferia magica, e Ponte di Nona con le casette colorate ci restituiva un Pasolini che incontrava Tim Burton o Wes Anderson”.

Fra le influenze dei giovani registi, classe 88, i grandi nomi del neorealismo italiano e alcuni artisti come Francis Bacon:

Nel cast, due giovani protagonisti Andrea Carpenzano e Matteo Olivetti dividono la scena con Max Tortora e Milena Mancini, rispettivamente il padre di Manolo e la madre di Mirko:

“Il film inizia con un viaggio con due ragazzi protagonisti, poi la storia segue il punto di vista di Mirko, quindi abbiamo approfondito più il rapporto fra Mirko e mamma Alessia. Max è stato bravissimo a interpretare Danilo, ha condensato l’essenza di un personaggio disperato”.

Le figure di Danilo e Alessia sono decisive nel film, come hanno lavorato ai personaggi, parlano i due attori:

A parlare è anche l’ottimo Matteo Olivetti che interpreta benissimo Mirko, su di lui si sono basati anche le altre scelte del casting:

La Terra dell’Abbastanza è un piccolo film indipendente, costato pochissimo, molti del cast tecnico hanno deciso di partecipare diminuendosi il compenso, come ha raccontato il produttore. I due Fratelli D’Innocenzo hanno aspettato tre anni prima di realizzare il proprio esordio. Paola Malanga di Rai Cinema ha spiegato perché ha scelto di realizzare il film:

“Quando arriva una sceneggiatura del genere tutti sono colpiti, per troppi anni sono arrivate proposte abbastanza interessanti, ma che mancavano di qualcosa, il quid che mancava, si trattava solo di intercettarlo e di dargli la possibilità di esistere. Quest’esordio si inserisce in un modo naturale in un cinema italiano che finalmente è molto ampio, ricco”.

La Terra dell’Abbastanza è un film prodotto da Pepito Film e Rai Cinema, distribuito da Alder Entertainemt che per la prima volta porta in sala un titolo italiano. Un ottimo titolo, un esordio toccante e ben fatto, vi aspetta dal 7 giugno al cinema.

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