Roma: “salviamo il Teatro delle Vittorie”. Ex dipendenti RAI lanciano appello per bloccare la vendita

Il comitato “Salviamo il TDV” propone di intitolarlo a Pippo Baudo, simbolo della storia della televisione italiana, e rilanciarlo come centro produttivo e culturale con investimenti, ristrutturazioni e collaborazioni formative.

È online l’appello pubblico promosso dal comitato “Salviamo il TDV”, formato da dipendenti ed ex dipendenti RAI, per chiedere che il Teatro delle Vittorie, storico cuore produttivo della televisione italiana, non venga venduto e torni a svolgere un ruolo centrale nel mondo dello spettacolo e della cultura, grazie a un piano di investimenti strutturali e a una nuova visione industriale e culturale.

Il Teatro delle Vittorie, spesso definito il “Tempio della TV”, è stato per decenni la casa dei grandi show e dei volti più noti del piccolo schermo. Negli anni, secondo il comitato, ha subito un progressivo ridimensionamento della sua vocazione originaria e un disinvestimento tecnologico, mettendo a rischio la piena funzionalità e la prospettiva futura dell’edificio.

«Il Teatro delle Vittorie non è solo un immobile: è una parte viva della memoria e della capacità produttiva del Servizio Pubblico. Chiediamo che venga fermata ogni ipotesi di vendita e che si apra subito un percorso trasparente di rilancio, con risorse, tempi e obiettivi chiari», sottolinea il comitato. Per i promotori dell’iniziativa, salvare il TDV significa anche valorizzare il suo ruolo storico come luogo di crescita professionale e creativa per generazioni di lavoratrici e lavoratori, artisti, tecnici e autori.

Tra le richieste rivolte alla dirigenza RAI, al Consiglio di Amministrazione, alla Commissione di Vigilanza RAI, al Ministero della Cultura e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, il comitato chiede di fermare la vendita del teatro, avviare un piano chiaro di investimenti e ristrutturazione, restituire al TDV un ruolo centrale nello spettacolo e nella cultura, intitolarlo a Pippo Baudo e promuovere collaborazioni con istituti e università romane legate al mondo dello spettacolo.

«Salvare il Teatro delle Vittorie significa aprire la RAI al futuro creativo e innovativo, partendo dalla propria storia», conclude l’appello

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