X-Men: Dark Phoenix, i mutanti Marvel anti-sistema al cinema dal 6 giugno

Sophie Turner, Jessica Chastain, James McAvoy, Michael Fassbender e il regista Simon Kinberg presentano il film

X-Men: Dark Phoenix, la protagonista Sophie Turner in una foto

X-Men: Dark Phoenix è l’ultimo film dedicato ai mutanti Marvel e sarà al cinema il prossimo 6 giugno, ma è stato presentato oggi da alcuni dei suoi protagonisti in una mini conferenza: James McAvoy, Michael Fassbender, Jessica Chastain, Sophie Turner e il regista Simon Kinberg. 

Dark Phoenix è l’ultimo lungometraggio dedicato ai mutanti ideati da Stan Lee, il decimo film dedicato agli X-Men è incentrato su quello più potente di tutti: Jean Grey, interpretato da Sophie Turner e che riesce ad avere un potere talmente forte da non riuscire a gestirlo. Gli altri mutanti, capitanati dal dottor Charles Xavier, dovranno decidere se è più importante salvarla o salvare la razza umana.

A dirigere il film, Simon Kinberg, prima prova alla regia per il produttore di moltissimi film degli X-Men:

“Gli X-Men fanno parte della mia vita da 15 anni, amo questi personaggi sin da bambino quando leggevo i fumetti. Il set è stato una famiglia per me, mi sono sentito sostenuto e al sicuro. E mi sono divertito, penso sia il film più realistico e drammatico della saga, i miei attori ci sono abituati. Li ho guardati recitare in adorazione, la maggior parte del tempo”.

Michael Fassbender riprende il ruolo di Magneto ed è lui a sottolineare perché sono ancora rilevanti i mutanti nati nel 1963:

“Sono nati nell’era dei diritti civil, la storia e il tema sono legati al nucleo del fumetto: si sentivano fuori posto, non si sentono inclusi e la società li spinge ai margini. Come umani siamo molto tribali, anche se siamo diventati più sofisticati, diamo la colpa sempre a qualcun altro: minoranze, migranti, se abbiamo un problema. Oggi si vive in difficoltà, ma non bisogna creare derisione e paura”. 

L’attore irlandese si dice però ottimiste e ripone le speranze nelle nuove generazioni:

“Credo che il futuro sia luminoso, le giovani generazioni sono una forza positiva e spero che risolvano tutto”.

Le due protagoniste del film sono due donne, la “Dark PhoenixSophie Turner e la villain Jessica Chastain, due ruoli che confermano che quest’ultimo film della saga molto deve alle donne:

“Qualsiasi cosa per farci uscire dalla cucina – scherza Sophie Turner – ho amato fare parte del film, Jean Grey è sia protagonista che antagonista, è un personaggio pieno di difetti, una buona rappresentazione di noi donne”.

Jessica Chastain crede che il merito dell’ascesa al potere delle donne a Hollywood sia avvenuta troppo tardi e molto si deve a titoli come questo, Black Panther e Captain Marvel:

“Gli studios non hanno nessun merito, il merito è di film come Captain Marvel e Black Panther. Mi piace X-Men: Dark Phoenix perché esplora la rabbia di noi donne, tutto il contrario dello stereotipo che ci vede come caramelle zuccherose. Le marce in tutto il mondo dimostrano che qualcosa si muove”.

Con questo titolo, X-Men torna alla Marvel dopo un passaggio in Disney, significativo per il regista:

“Questo film ha affrontato così l’idea di famiglia diversamente, come diceva Michael i protagonisti sono degli outsider perseguitati. Questo è il film più iconico e con la storia più complessa, per la prima volta non pensavo al sequel, Dark Phoenix mi ha riportato in quinta elementare quando leggevo i fumetti di X-Men”.

Il personaggio di James McAvoy dice una bugia alla protagonista, ma per l’attore scozzese si possono dire purché a fin di bene:

“Diciamo bugie a volte è necessario e vada bene. Se ti alzi la mattina e hai un pessimo aspetto non puoi dire che non ti si può guardare. Io cerco di evitarlo, Charles nel film non dice bugie per cattiveria, ma serve a nutrire il suo ego, vuole sempre dimostrare di avere ragione a tutti coloro che credono di essere emarginati”.

Un altro dei temi del film è la relazione che si ha con l’autorità che rende i mutanti una sorta di eroi anti-establishment, per Sophie Turner il rifiuto del sistema parte quando si dice no ai propri genitori, mentre per McAvoy fa parte del nostro DNA, mentre per Michael Fassbender il problema è quando entra in gioco l’ignoranza:

“I figli non reagiscono così all’autorità dei genitori, certe volte li mettono alla prova per capire fino a dove possono spingersi. Non è tutto contro il sistema, trovo esasperante quando l’autorità si mescola all’ignoranza”.

Anche X-Men: Dark Phoenix, come Captain Marvel, è ambientato negli anni 90, ma sono un’epoca diversa senza musica grunge e camicie di flanella:

“Ho pensato ai film precedenti della Marvel – spiega il regista – gli anni 80 erano stati trattati come un feticcio, Dark Phoenix è ambientato nel 1992 e ho usato l’anno come un personaggio. È il più grezzo rispetto agli altri film degli X-Men e poi… non volevo le camicie di flanella!”

In quest’ultimo film, inoltre, i mutanti riescono a usare i propri poteri, come ha spiegato il regista:

“Ha uno stile diverso rispetto agli altri film, abbiamo usato la camera a spalla, tutti i personaggi usano i poteri insieme, lavorando come una squadra”.

O come una famiglia, quella dei mutanti vi aspetta al cinema dal 6 giugno con X-Men: Dark Phoenix, distribuito da 20th Fox. 

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