A Roma piante e cespugli invadono le strade, a rischio la sicurezza degli automobilisti. Alfonsi: “Cambiare regole su diserbo”

Nei prossimi giorni l'assessora porterà in giunta una delibera peri il potenziamento del servizio con l'ausilio di Ama. Ma l'obiettivo è centralizzare

Le erbacce infestanti e il degrado urbano a Roma.

Percorrendo la Salaria in direzione Roma, le fronde delle piante non solo occupano rigogliose le banchine, ma lambiscono anche l’asfalto e in alcuni tratti arrivano a occuparlo, mettendo la sicurezza degli automobilisti, che si vedono ridotta la visibilità e intralciata la carreggiata. A raccontare le condizioni della strada consolare romana è un articolo pubblicato sul dorso locale de La Repubblica.

La principale imputata del disastro è una pianta di origine cinese, è l’ailanto, una pianta di origine cinese,  che è estremamente infestante. A importarla – racconta Repubblica –  fu il monaco gesuita Pierre Nicolas d’Incarnile nel Settecento. Ne venne ampliata la coltivazione nel 1851 nel tentativo di salvare la produzione della seta. L’ailanto, però, non aiutò a salvare la bachicoltura e rimase, così, a moltiplicarsi sul territorio italiano. Per l’assenza di batteri a frenarne la riproduzione, l’ailanto è cresciuto in maniera incontrollata sul territorio romano. A favorirne la gemmazione nel catrame sono i cumuli di foglie che rimangono ai bordi delle strade e creano un humus adatto alla sua riproduzione. Può raggiungere un’altezza di 20 – 25 metri e la sua chioma è estremamente folta con rami piccoli e leggeri che si spezzano facilmente, intralciando le strade. La presenza sul territorio della capitale è così radicata che non sarebbe sufficiente l’intervento estemporaneo degli addetti, ma sarebbe necessario procedere in modo sistematico con una vera e propria disinfestazione. Non solo ailanto, ma anche olmo, portulaca, oleandro, eucalipto, robinia pseudoacacia, canna palustre. Sono tra le fessure dell’asfalto, sulle carreggiate, ricoprono macchine, parcheggi, marciapiedi.

Intanto l’assessora capitolina all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ha annunciato un cambio drastico della gestione del servizio diserbo da parte del Comune. Nei prossimi giorni, racconta Repubblica, porterà in giunta “una delibera peri il potenziamento del servizio con l’ausilio di Ama, sul modello attuato con il Piano Scuole che è andato bene, la prova è stata superata”. L’obiettivo dell’assessora è centralizzare il servizio. “La gara che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione faceva acqua da tutte le parti. Stime sbagliate dei chilometri per municipio, quantificazioni totalmente errate dei passaggi da effettuare per garantire un risultato decoroso – commenta Alfonsi a Repubblica – 16 lotti con 16 differenti ribassi d’asta e un importo totale a base di gara assolutamente insufficiente. Fortunatamente quell’appalto si sta per chiudere con un anno di anticipo e così potremo voltare pagina”.

 

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