Crediti, immobili e mezzi. Tutti gli ostacoli al concordato Atac

La municipalizzata prosegue nella realizzazione del piano redatto dai commissari, ma le incognite non mancano. Ecco quali sono

Quante mine su cui far saltare il concordato di Atac. Quinto e ultimo viaggio di Radiocolonna.it nelle finanze della municipalizzata dei trasporti. Dal bilancio 2020 emergono tutti i potenziali ostacoli alla realizzazione del piano di risanamento di Atac. Se salta il piano, salta l’azienda. “Le azioni previste nel piano di concordato, nella cui attuazione è impegnata la società, si basano anche su previsioni che in quanto tali mantengono profili di incertezza”, è la premessa.

Primo ostacolo, “il primo pilastro del piano riguarda l’incremento quantitativo dell’offerta chilometrica e dei ricavi da Contratto di servizio. Tale crescita è condizione indispensabile per il conseguimento del livelli adeguati di servizio previsti dal contratto di servizio del 2015 e dipende necessariamente dalla disponibilità dei nuovi mezzi previsti nell’arco di piano, da acquisire sia in autofinanziamento sia con risorse pubbliche”.  Fortuna che Atac proprio sul parco mezzi, come raccontato da Radiocolonna.it, ha investito.

Seconda insidia, “il piano di concordato prevede che un flusso finanziario significativo, pari a circa euro 92 milioni, provenga dall’alienazione degli immobili non strumentali. L’attuale destinazione d’uso, tuttavia, e le dimensioni dei complessi immobiliari non rendono agevole identificare un mercato di riferimento per cui sussiste un’alea non solo rispetto al prezzo ricavabile dall’operazione”. Qui il problema è l’alienazione del patrimonio immobiliare, che con la pandemia è diventata assai difficile da realizzare, complice il crollo del mattone direzionale e commerciale.

Non è finita. “Tra le fonti necessarie per garantire la liquidità nel periodo di piano rientrano i crediti vantati verso Roma Capitale, gestione ordinaria e commissariale, per i quali i tempi d’incasso previsti hanno subito slittamenti e devono, pertanto, essere recuperati. Lo scostamento potrebbe essere assorbito con le risorse generate dalla gestione corrente in un periodo di durata non rilevante e con altre azioni correttive”. E ancora, “tra le operazioni straordinarie che potranno generare effetti finanziari positivi sui flussi di cassa a servizio del concordato rientra la cessione del ramo ferrovie regionali”.

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