Grillo: “Non sono il padre padrone, ho agito con il cuore”

"Sento delle dichiarazioni che mi fanno anche male, perché forse non le merito". Inizia così il video del garante del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, pubblicato sul suo blog, che commenta la rottura tensioni con l’ex premier, Giuseppe Conte. Che risponde: "Ho sempre rispettato e continuerò a rispettare Grillo, ma non dica falsità sul mio conto"

Raduno nazionale degli attivisti e portavoce del Movimento 5 Stelle. Nella foto Beppe Grillo

Sento delle dichiarazioni che mi fanno anche male, perché forse non le merito. Inizia in questo modo il nuovo video del Garante del Movimento cinque stelle, Beppe Grillo, pubblicato sul suo blog, in merito alle tensioni con l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “La dinamica è: ci siamo visti tutti insieme con Conte all’hotel Forum e abbiamo dato incarico di rifare il Movimento perché in crisi. Avevamo bisogno di lui – afferma Grillo -, noi siamo un Movimento che può mutare, può cambiare ed è giusto che ci sia una persona che lo cambi. Per l’amor di Dio, questa era assolutamente una cosa concordata: infatti, è un Movimento che permette a un professore di università di diventare presidente del Consiglio. Abbiamo fatto accadere noi questa cosa”.

 

Con il cuore!

 

Grillo aggiunge: “Ho presentato il simbolo 2050, con Conte eravamo d’accordo ed eravamo tutti gasati. Dopo un po’ gli ho detto ‘prenditi lo statuto, vedi se ti va bene, quello che non ti piace lo cambiamo, fai tu. Poi, chiamami e ci sentiamo’. Da quel giorno lì, io non ho più sentito nessuno. Siamo a maggio, lo chiamo e non si fa trovare, e comincio a sentire anche il peso di questa cosa: lo statuto, lo statuto, lo statuto. Insomma, se allora non ti fidi di me, fallo vedere ai parlamentari, a qualcuno. Sono rimasto anche in imbarazzo ad essere l’unico depositario di qualche sprazzo di statutino. Poi mi è arrivata la famosa bozza, ho guardato – sottolinea ancora il Garante pentastellato -, ed era una roba che si metteva al centro lui, forse aveva frainteso perché era una cosa da tenere presente che negli Stati generali gli iscritti avevano detto di fare una distruzione dei poteri. Perché se hai tutto in mano ti fai del male da solo”.

“Fino all’ultimo abbiamo fatto una trattativa, falla con i parlamentari, ma la faceva con me, e io ho cercato di arrivare in fondo. E quando sono venuto a parlare in Parlamento ho visto questo ambiente un po’ di paura – aggiunge Grillo -, non sentivo l’ambiente del M5s. Ho sentito una paura latente, io ho fatto qualche battuta, lui magari si è offeso, non lo so, ma sono battute, è forse la mia ‘disgrazia’, i miei ‘effetti collaterali’. Però, ho detto 3-4 giorni e ci siamo. Lui il giorno dopo mi fece una telefonata tempestosa in cui disse ‘Io non ti rispondo più’, ma io gli ho detto rispondimi all’ultima mia eccezione, che ci siamo quasi, e facciamolo vedere questo statuto”.

Il Garante pentastellato, poi, prosegue sempre riferendosi a Conte: “Lui, poi, ha fatto la conferenza stampa ed è successo quello che è successo. Lui si è staccato, non mi ha risposto, lo statuto non è andato in porto, io la Carta dei valori non l’ho più vista. Quindi io ho agito come dovevo agire, con il mio cuore, la mia anima e la mia intelligenza. Io non sono il padre-padrone del Movimento, io sono il papà del Movimento: ho fatto delle cose straordinarie, con chi oggi mi sta disprezzando, che non rinnego. Il Movimento cambia, doveva cambiare con lui, era forse la persona più adatta che c’era, e forse magari non è la persona più adatta di quello che serve oggi al Movimento. Vi abbraccio tutti, e cercate di stare uniti, se possiamo – conclude Grillo -, poi se qualcuno vuole fare una scelta diversa la farà in tutta coscienza”.

“Ho sempre rispettato e continuerò a rispettare Beppe Grillo, ma non dica falsità sul mio conto, ho agito sempre in trasparenza”. Lo ha detto l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando la propria abitazione a Roma. “Sono pronto a pubblicare lo scambio di mail che ho avuto con Grillo, se lui mi autorizza”, ha aggiunto l’ex premier.

 

 

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