È un’estate che fa paura quella che verrà dalle parti a nord di Roma. E non per le temperature roventi che già nella primavera 2026 stanno rendendo la vita complicata a pendolari e viaggiatori, ma per lo “spezzatino” che subirà la Roma-Civita Castellana-Viterbo. Dal 9 giugno al 6 settembre, infatti, la linea ferroviaria che collega Roma con la Tuscia sarà interessata da una serie di interventi infrastrutturali che comporteranno modifiche alla circolazione, interruzioni di tratta e l’impiego di autobus sostitutivi.Il primo cantiere riguarderà il ponte sul Tevere e determinerà la chiusura del collegamento tra Saxa Rubra e Acqua Acetosa. Durante questa fase i treni circoleranno separatamente sulle tratte Montebello-Saxa Rubra e Acqua Acetosa-Flaminio, con frequenze fino a 15-16 minuti nelle ore di maggiore affluenza. Prevista anche una rimodulazione degli orari, con servizio concentrato tra le prime ore del mattino e la serata.Per mantenere i collegamenti lungo l’asse ferroviario entrerà in funzione un sistema di navette su gomma. Temutissimi da tutti i pendolari, gli autobus sostitutivi – sulla carta – dovrebbero garantire corse ogni quarto d’ora nelle fasce di punta e ogni mezz’ora nel resto della giornata, con servizio esteso fino alle 23.
È proprio la difficoltà nel creare incastri perfetti a preoccupare l’attivissimo comitato dei pendolari della Roma-Viterbo, che dai microfoni di Radiocolonna lancia l’allarme.
“Abbiamo ribadito più volte che il doppio trasbordo non funziona e può generare confusione e disservizi – spiega a Radiocolonna Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord – la dinamica treno-bus-treno apre tante questioni molto delicate che si snodano attorno alle coincidenze, al controllo delle corse e alla gestione degli stalli. Si consideri che la dinamica-tipo di uno utente della ferrovia sarà questa: sale a Flaminio, scende ad Acqua Acetosa, prende il bus, arriva a Saxa Rubra e riprende il treno verso Montebello. Poi chi deve arrivare verso Riano deve prendere un altro bus. Insomma, un viaggio della speranza”.
La richiesta dei pendolari era stata chiara e lineare: far partire il pullman da Flaminio fino a Saxa Rubra e poi da lì il treno per Montebello, ma il discorso del traffico e la carenza di potenziali navette ha determinato il niet alla sensata proposta del comitato.
“Chiediamo assoluto rigore per il rispetto degli orari e dal 9 giugno staremo in giro appositamente per monitorare la situazione e per rilevare eventuali problemi – conclude Bonanni – il rischio è che dall’inizio dello ‘spezzatino’ il treno non lo prenda più nessuno a vantaggio dell’uso di mezzi privati”.
Dulcis in fundo, nella giornata di ieri la Roma-Viterbo ha subito gli effetti nefasti della tromba d’aria che s’è abbattuta sulla città. Un albero, infatti, è crollato ad Acqua Acetosa determinando un momentaneo stop al servizio.