Stavolta ci siamo davvero. Dopo mesi caratterizzati da annunci solenni, dietrofront, smentite e diatribe politiche, nella giornata di domani avverrà l’inaugurazione le due nuove stazioni della Metro C: Porta Metronia e Colosseo. Un evento epocale, che proietterà la terza metro di Roma nel cuore del centro storico con uno sguardo verso quella Farnesina che – tra poco più di un decennio – dovrebbe rappresentarne il punto di arrivo. Come spiegano i blogger di Odissea Quotidiana, sono diverse le caratteristiche salienti e interessanti che presentano le due nuove stazioni.
Ecco qualche spoiler in attesa del grande giorno.
COLOSSEO
La fermata Colosseo presenta una configurazione planimetrica non regolare, con uno sviluppo massimo di circa 150 metri in lunghezza e 34 metri in larghezza, articolata su quattro livelli sotterranei: atrio di accesso, livello impiantistico, mezzanino e piano delle banchine. La realizzazione è avvenuta mediante la tecnica costruttiva “top down”, adottata anche per la futura stazione di piazza Venezia.
L’assetto degli spazi esterni prevede due accessi dedicati alla linea C lungo via dei Fori Imperiali. Il primo è collocato in prossimità del Clivo di Acilio, area in cui il Muro del Muñoz è stato rimosso e successivamente ricostruito; il secondo si trova sul versante del Clivo di Venere Felice, dove sono stati eseguiti interventi di consolidamento delle strutture monumentali esistenti. Tali accessi possono essere indicati come “ingressi dei Clivi”. A questi si aggiunge un percorso sotterraneo che consente il collegamento diretto con le banchine della linea B della metropolitana.
Da segnalare, inoltre, di sei pozzi d’epoca arcaica sovrastati da vetri che consentono di ammirarne la bellezza, un laconicum di età imperiale ed edifici di età repubblicana che fungevano da contenitori geologici.



PORTA METRONIA
La fermata Porta Metronia è organizzata secondo uno schema planimetrico regolare di forma rettangolare, con dimensioni pari a circa 118 metri di lunghezza e 28 metri di larghezza, e si sviluppa in profondità fino a 30 metri. Al suo interno si articolano cinque livelli sotterranei: l’area di accesso con spazio museale annesso, un livello destinato agli impianti, il mezzanino e il piano riservato alle banchine. Anche in questo caso – come per Colosseo – la realizzazione dell’opera ha seguito la tecnica costruttiva “top down”. L’intervento in superficie è contraddistinto da quattro strutture emergenti di forma parallelepipeda, rivestite in lastre di travertino e alte circa tre metri rispetto al piano stradale, concepite come elementi di illuminazione naturale in grado di convogliare la luce all’interno degli spazi museali sotterranei.
Dall’accesso situato su viale Ipponio si apre la vista sulla piazza ipogea, progetto dello studio ABDR, già autore di altre stazioni della linea B come Annibaliano, Libia e Conca d’Oro.
Da segnalare anche la notevolissima Domus del Comandante, scoperta esattamente dieci anni fa.
Si tratta di un’area archeologica, estesa per circa 1.750 metri quadrati, che appartiene ai resti di una struttura militare romana databile al II secolo d.C., organizzata in un settore residenziale e in uno spazio verde. Il complesso è stato utilizzato per lungo tempo, subendo diversi interventi di trasformazione, fino a quando non è stato improvvisamente dismesso nella seconda metà del III secolo d.C., in parallelo all’edificazione delle Mura Aureliane, avvenuta tra il 271 e il 275 d.C.



