Rifiuti: Gualtieri, “dopo la bonifica, Malagrotta sarà polmone verde di Roma” – LA DIRETTA

Ha preso il via il consiglio straordinario congiunto dei Municipi XII e XI di Roma sulla bonifica della discarica di Malagrotta. Sono previsti due appalti per un totale di 250 milioni di euro, fondi provenienti dall'Unione europea

 

Si è aperto il consiglio straordinario congiunto dei Municipi XII e XI di Roma sulla bonifica della discarica di Malagrotta. Nell’aula consiliare di via Mazzacurati a Roma sono presenti il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’assessora ai rifiuti di Roma, Sabrina Alfonsi e i presidenti del Municipio Roma XII, Elio Tomassetti e del Municipio Roma XI, Gianluca Lanzi. Insieme a loro, nell’emiciclo, anche una schiera di cittadini e rappresentanti dei comitati che hanno chiesto di poter intervenire.

“È dal 1985 che lotto. È ora che i cittadini si sveglino, vogliamo sapere di Malagrotta e di Casal Selce. Vogliamo sapere della raffineria di porfina, assessore e sindaco, ho 70 anni”, ha detto il rappresentante di un comitato in apertura del consiglio durante il quale saranno discussi gli interventi di bonifica della discarica romana. Al momento non è previsto l’intervento dei cittadini, ma la richiesta sarà vagliata dai presidenti del consiglio dei due Municipi.

“Malagrotta diventerà polmone verde di Roma”

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Gualtieri, che ha sottolineato come la discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, “ha costituito per anni il più grande sbocco di Roma” e adesso “la bonifica, che richiede interventi in sinergia con i territori” sarà “una priorità assoluta per i prossimi anni, per il territorio e la città”.

La bonifica della discarica – ha aggiunto il primo cittadino – “è un debito nei confronti del territorio e a cui le istituzioni hanno deciso di porre rimedio – ha aggiunto il sindaco -. È un lavoro colossale, la quantità di rifiuti è di molto superiore a quella che avrebbe dovuto esserci, questa massa di rifiuti grava sul sito ma anche su tutta la zona circostante, è una priorità assoluta portare a compimento la bonfica anche se non si fa in pochi giorni”.

Per l’avvio della bonifica “è stato fatto tutto il lavoro preliminare, un lavoro straordinario: è bene che il consiglio e i cittadini lo conoscano. La bonifica deve diventare la priorità dei prossimi anni, più il lavoro procederà speditatamente, tanto più si potrà procedere a una riqualificazione dell’area per trasformarla in un grande polmone ambientale come meritano i cittadini”, ha concluso Gualtieri.

250 milioni per la bonifica

Per la bonifica sono previsti due appalti integrati, uno da 150 milioni e l’altro da 100 milioni di euro, per un totale di 250 milioni di euro dei fondi provenienti dall’Unione europea e già annunciati nei mesi scorsi. Le operazioni – ha spiegato il subcommissario alla bonifica della discarica, il maggiore dell’arma dei carabinieri, Aldo Papotto – si svolgeranno su tre livelli di intervento e saranno terminate entro il 2025.

L’estensione della discarica di Malagrotta “è pari a 244 ettari, che corrispondono quasi a 300 campi di calcio – ha detto Papotto -. Il fattore inquinante del sito, in cui sono depositati 80 milioni di metri cubi di rifiuti, non è determinato dal fondo argilloso ma dall’altezza dei cumuli di rifiuti che vanno dai 20 ai 60 metri, superando i 18 metri del polder, la struttura di contenimento in altezza”.

“Sono previsti due appalti integrati, uno da 150 milioni e l’altro da 100 milioni di euro – ha aggiunto Papotto -. Le operazioni si svolgeranno su tre livelli e contiamo di terminarle entro il 2025. Nella prima fase verrà captato il biogas verrà captato e potrà essere oggetto di riutilizzo, eventuali proventi saranno in capo al pubblico. È poi previsto il rifacimento del sistema di diaframma plastico, passerà dall’attuale perimetro di 5,8 chilometri a 6,3 chilometri e si congiungerà ai margini del sistema polder, il quale sarà alto 35 metri, invece che 18 metri come è attualmente. Il nuovo polder sarà fatto con le più avanzate tecnologie per mantenere la pressione dei rifiuti. Termineremo con un capping finale con strati argillosi e terre varie”

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