Buche, Viale Parioli da simbolo di Roma a mulattiera

L'asse viario simbolo della Capitale e baricentro del quartiere sviluppato dal regime fascista è un concentrato di voragini. E ora arrivano i cacciatori di buche

Rimozioni per evitare che nelle buche cadano le auto

Da sempre è una delle strade più belle e simboliche di Roma. Viale Parioli è un po’ tutto un nome. Alberato da maestosi platani, fu costruito a fine Ottocento come prosecuzione dell’asse umbertino viale Regina Margherita, viale Liegi, su un percorso non riconducibile ad antichi tracciati. Poi, con l’avvento del fascismo, nacquero i Parioli, quartieri che Mussolini voleva destinato alle residenze dei gerarchi di primo piano nel regime. Giuseppe Bottai a via Mangili, Galeazzo ed Edda Ciano a via Secchi, tanto per dirne qualcuna.

A circa metà del suo percorso forma piazza Santiago del Cile. La sua realizzazione ha permesso l’edificazione della valle tra le due alture dei Parioli, allora chiamate Monte San Filippo (viale Romania, Piazza delle Muse) e il Monticello (via Antonio Bertoloni, Villa Elvezia). Ma ora Viale Parioli è qualcosa di molto simile a una mulattiera. Un asfalto indecoroso, indegno, si snoda fin dal principio fino a piazza Santiago del Cile.

Buche, dossi, crepe. A passarci con lo scooter è peggio che andar di notte. D’altronde, chiunque si sia trovato a guidare, a viaggiare o, comunque, anche solo a camminare per le strade di Roma non può non aver notato il disastroso stato della sua rete viaria. E pensare, come riporta il Tempo, negli 800 km circa di viabilità, scenderanno in campo i cacciatori di buche: ingegneri, operai, architetti. Si tratta di un’eredità della precedente amministrazione Raggi che peserà per circa 10 milioni sulle casse di Roma Capitale.

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