Rifiuti, gli impianti rimangono solo sulla carta. Aspettando il Pnrr

Il Campidoglio ha messo nero su bianco gli impianti che servono a Roma. Ma senza Pnrr rimarrà tutto sulla carta

No alla discarica di Valle Galeria

Nuovi impianti di raccolta e trattamento dei rifiuti a Roma. Bellissima notizia, peccato che non ci siano i soldi, non ancora almeno. Manca all’appello un certo Pnrr che può dare a Roma quella svolta sulla spazzatura che manca da decenni.  Ciò che serve alla Capitale e di cui si prevede la realizzazione sono nuovi centri di raccolta dei rifiuti e biodigestori, impianti grazie ai quali si possa chiudere l’annale e ricorrente emergenza romana, con la speranza di arrivare così a concludere il ciclo almeno di una parte delle tipologie di rifiuti all’interno del territorio comunale.

Anche e soprattutto per questo, la giunta capitolina ha approvato due delibere, relative ai progetti delegati ad Ama per partecipare ai bandi del Pnrr, per costruire nuovi centri di raccolta, biodigestori e siti di selezione di carta e plastica. Il piano c’è, insomma. Semmai sono gli impianti che latitano. Roma attende i due biodigestori, le quattro strutture per trattare carta e plastica, le nuove dieci isole ecologiche e l’aiuto che potrà dare Acea con i fondi del Pnrr.

Nel frattempo la soluzione per evitare il collasso è sempre la stessa: esportare immondizia. I trasferimenti verso l’Abruzzo continueranno almeno fino al 31 luglio per un totale di 40.500 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Così si legge nella delibera di giunta con cui la Regione di Nicola Zingaretti ha prorogato un accordo che va di fatto avanti dal 2014. Perché finché non arriveranno i soldi dall’Europa, sarà così.

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