Rifiuti, il piano Gualtieri finisce nel cassonetto

Le strade tornano a riempirsi di spazzatura, complici le difficoltà di Ama e l'eterna carenza di impianti. E il piano da 40 milioni?

Sacchetti dei rifiuti che traboccano fuori dai cassonetti, ammassati sulla strada perché i contenitori sono pieni. Cartacce sparse ovunque. Una situazione incredibile, dal centro alle periferie. E il piano da 40 milioni messo a punto dal neo-sindaco, Roberto Gualtieri, evapora nel nulla. Lo dicono le istantanee di una Capitale di nuovo a rischio emergenza rifiuti, quando manca poco più di un mese a Natale. Nelle eleganti vie residenziali intorno ai giardini di Villa Paganini e al parco storico di Villa Torlonia, zona Trieste-Salario, non lontano da Porta Pia con con le mura Aureliane e il monumento ai Bersaglieri, la situazione della raccolta dei rifiuti è tornata fuori controllo, come nel resto della città.

E pensare che il piano era anche ambizioso. Oltre 4 mila passaggi di pulizia straordinaria per rimuovere i sacchetti accumulati fuori dai cassonetti, a causa del ciclo di smaltimento carente di impianti e non autosufficiente. E1.000 gli operatori Ama sul campo. Mentre delle ditte esterne, tramite l’attivazione di accordi di programma e un appalto rimasto fermo con fondi del Giubileo straordinario del 2015, si occuperanno rispettivamente di pulizia del verde e di liberare le caditoie. 33,3 milioni sono risorse ordinarie, 7,7 milioni sono fondi aggiuntivi.

Di queste 3 milioni finanzieranno un patto di produttività per gli straordinari dei dipendenti Ama. Due settimane fa, complici i lavori del G20 e la presenza di numerose ambasciate e residenze diplomatiche, Roma era stata tirata a lucido. Ma, finiti i fasti del vertice internazionale, la realtà parla nuovamente di una Capitale con un ciclo dei rifiuti peggiore di quello di qualsiasi grande città europea.

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