Roma semplifica le insegne: via libera al nuovo regolamento per negozi e locali

Approvata dall’Assemblea capitolina la riforma delle insegne commerciali: meno burocrazia e tempi certi con la Scia. Valerio Casini promuove la semplificazione, mentre restano le tutele sul decoro urbano, soprattutto nelle aree storiche.

l'ingresso principale di Palazzo Senatorio

L’Assemblea Capitolina ha approvato a maggioranza il nuovo regolamento per la gestione delle insegne di negozi e locali a Roma, con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative e sostenere le attività economiche.

La delibera, firmata dai consiglieri di Italia Viva Valerio Casini e Francesca Leoncini, introduce una delle principali novità: l’accorpamento della richiesta per l’insegna alla SCIA, già prevista dalla normativa nazionale.

“L’obiettivo è semplificare le procedure, garantire tempi certi e sostenere le attività economiche, migliorando al contempo il decoro urbano”, ha spiegato Casini, sottolineando come l’attuale sistema fosse caratterizzato da iter troppo lunghi.

Il nuovo modello distingue chiaramente tra attività commerciale e insegna: eventuali irregolarità su quest’ultima non bloccheranno l’avvio dell’esercizio.

Nelle aree sottoposte a tutela, come il centro storico o gli immobili di pregio, la SCIA sarà “condizionata” e soggetta al parere preventivo della Sovrintendenza Capitolina. In questi casi, quindi, l’autorizzazione non avrà effetto immediato, garantendo un controllo più stringente a tutela del patrimonio storico e architettonico.

Il testo è stato inoltre modificato accogliendo osservazioni provenienti dai Municipi, dalla Sovrintendenza e dal Dipartimento Sviluppo economico, al termine di un confronto articolato.

Soddisfazione anche da parte dei consiglieri del Partito Democratico Riccardo Corbucci e Antonella Melito, che definiscono la riforma “un passaggio fondamentale per modernizzare un sistema ormai obsoleto”.

Il nuovo regolamento punta su digitalizzazione, semplificazione e controlli successivi più efficienti, con l’obiettivo di ridurre ritardi e fenomeni di abusivismo. “Non è una liberalizzazione, ma un intervento per rendere le regole più chiare e applicabili”, sottolineano.

Con questa riforma, Roma prova dunque a colmare un paradosso burocratico: la possibilità di aprire un’attività in tempi rapidi senza poter installare l’insegna necessaria a renderla visibile. Un passo avanti, nelle intenzioni del Campidoglio, verso una città più competitiva e ordinata.

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