Giubileo, il Santa Maria della Pietà rivive con 5 milioni

Entro fine anno verranno completati i lavori per la realizzazione dell'ostello finanziato dal governo

Una volta era il manicomio più grande d’Italia. E forse lo sarebbe ancora, se solo fosse attivo. Ma il Santa Maria della Pietà si prepara comunque alla sua seconda vita, o anche terza. Il governo di Giorgia Meloni sta infatti finanziando diversi progetti in vista del Giubileo del 2025. Il piano di Palazzo Chigi per l’anno santo prevede una spesa totale di 1,8 miliardi di euro per 87 opere pubbliche, da realizzare in particolare nella zona del Vaticano, come ad esempio la costruzione di un sottovia in piazza Pia, alcuni percorsi pedonali e il restauro delle mura di Porta Angelica.

Di questi, cinque milioni saranno utilizzati per l’ostello del Santa Maria della Pietà: il governo ha affidato la gestione dell’appalto alla Regione Lazio, che a luglio del 2023 ha deciso di usare un padiglione dell’ex manicomio, che fu il più grande d’Europa e ancora oggi si estende su un’enorme superficie: 270mila metri quadrati, sulla collina di Monte Mario nel nord-ovest di Roma. Prima di alcuni progetti recenti, tutto il complesso era rimasto quasi del tutto abbandonato per oltre vent’anni a partire dal 2000.

Fu inaugurato nel 1914 come un manicomio-villaggio che si estendeva su 27 ettari ed era composto da 37 padiglioni e altri edifici, con sette chilometri di viali alberati, giardini e piazze. Aveva un migliaio di posti letto, ma dopo la Prima guerra mondiale arrivò a ospitare fino a tremila pazienti. Il giorno della chiusura, il 14 gennaio del 2000, all’interno era rimasta appena una decina di pazienti.

Ciascun padiglione era riservato a malati psichiatrici classificati in modo diverso: in un edificio per esempio erano ricoverate le persone considerate tranquille, in un altro quelle dette sudicie e in un terzo quelle croniche. Nel settore criminale (cioè di chi aveva commesso reati), recintato con mura alte quattro metri, c’era invece un padiglione per i prosciolti, uno per i sorvegliati e un terzo per le persone sotto osservazione.

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