Momenti di tensione e esplosioni di bombe carta hanno segnato oggi la protesta dei tassisti a Roma, in occasione dello sciopero nazionale proclamato da diverse sigle sindacali. La mobilitazione durerà 24 ore, dalle 8 alle 22, per contestare le politiche del governo e l’ingresso delle multinazionali nel settore.
Un lungo corteo di taxi ha attraversato le strade della Capitale: circa 50 vetture sono partite questa mattina dall’aeroporto di Fiumicino verso piazza Bocca della Verità, proseguendo poi verso piazza Capranica e Montecitorio, dove si è svolta la manifestazione principale.
Nei pressi di piazza Bocca della Verità si sono registrati momenti di tensione con l’arrivo di Matteo Hallisey, presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, contestato dai manifestanti. “I tassisti ci hanno inseguito sfondando la piazza e tentando di superare le forze dell’ordine, tra sputi e calci”, ha raccontato Hallisey. “Abbiamo voluto manifestare pacificamente con Ivan Grieco contro lo sciopero nazionale, mostrando cartelli con scritto ‘Basta lobby’ e pos da offrire ai tassisti”.
Tra le principali motivazioni della protesta, la concorrenza ritenuta sleale delle piattaforme digitali come Uber e la mancanza di regole chiare per il settore.
La manifestazione ha raggiunto il culmine in piazza Montecitorio, con centinaia di partecipanti tra fumogeni, bombe carta e petardi. Tra i cori dei manifestanti: “Siamo noi, siamo noi i tassisti d’Italia” e “Chi non salta è uberino”, rivolto a Uber.
Tra bandiere tricolore e slogan contro il governo, spiccava anche uno striscione con la scritta: “Giù le mani dalla 21/92, modificate i vostri stipendi”. Altri cartelli recitavano: “La licenza non si tocca”. La piazza davanti alla Camera dei deputati è stata transennata e presidiata dalle forze dell’ordine per garantire la sicurezza.