Città del Capo, capitale africana dell’informatica

Roma è una città che soffre di tanti mali ma uno in particolare è emerso in modo evidente durante la pandemia, il basso livello di digitalizzazione

Roma è una città che soffre di tanti mali ma uno in particolare è emerso in modo evidente durante la pandemia, il basso livello di digitalizzazione. La città non è tecnologicamente all’altezza dei grandi cambiamenti tecnologici internazionali, risultando di fatto priva degli strumenti necessari per un’amministrazione efficace.

Dall’altra parte del mondo, nell’emisfero meridionale, una città egualmente complicata ha invece compiuto un enorme passo in avanti nella digitalizzazione dei servizi, riuscendo persino a superare una grave crisi idrica. Stiamo parlando di Città del Capo, sede del Parlamento del Governo sudafricano, e oggi anche la capitale africana dell’informatica.

La crisi idrica

La crisi idrica che la città ha attraversato è emblematica per capire quanto sia importante lo sviluppo della tecnologia nei contesti urbani. I problemi iniziarono nel 2015 con una siccità che durò per tre anni e prosciugò le riserve idriche di Città del Capo. La crisi mise in ginocchio la vita cittadina ma una fortunata combinazione di ingegno, tecnologia, e lungimiranza consentì di superarla. All’inizio dell’emergenza furono adottate una serie di misure convenzionali, quali l’acquisto di acqua potabile dalle riserve delle province limitrofe, la riduzione dei consumi non indispensabili e l’aumento della captazione dell’acqua attraverso dei nuovi desalinatori. Ma a queste vennero aggiunte altre misure più innovative.

Monitoraggio dei consumi dell’acqua

Parallelamente ai convenzionali sovrapprezzi sui consumi in eccesso, nel 2018 il Governo investì in un sistema di monitoraggio locale dell’erogazione dell’acqua che collegava i contatori delle case ad un database centrale. Una volta raccolte le informazioni di quasi ogni casa nella città, fu istituito un portale web in cui venivano pubblicati i dati raccolti. Su una mappa della città, alcune spie verdi sopra le case indicavano un consumo ottimale dell’acqua, mentre altre spie grigie ne indicavano un uso eccessivo.

In questo modo la popolazione cittadina veniva coinvolta nel monitoraggio dei consumi, e scene di persone che rimproveravano i vicini per sfruttamento eccessivo si moltiplicavano. L’efficace utilizzo delle sensibilità dei cittadini, unita alla già soddisfacente copertura internet della metropoli, ha creato un sistema di controllo efficace e robusto. Con una sola mossa, il municipio si è assicurato un livello di consumo dell’acqua contenuto, senza dover investire in eccessivi strumenti di controllo.

Investimenti in tecnologia

Tutto questo è stato possibile solo grazie agli ingenti investimenti in tecnologia da parte del municipio. Nel 2017 furono infatti installati 72 hotspot Wi-Fi pubblici, fu finanziato un potenziamento delle reti preesistenti e creato un programma di accesso alla rete per i quartieri più poveri, per un costo complessivo di circa 15 milioni di dollari. Oggi, a questi progetti viene affiancato un programma di E-Government, con cui i cittadini possono accedere a quasi tutti i servizi governativi, quali poste, tasse e bollette su piattaforme online, eliminando la congestione negli uffici amministrativi, e semplificando i processi burocratici. Sono stati inoltre resi pubblici i dati di 48 database pubblici, che oggi qualsiasi cittadino può consultare liberamente. La trasparenza ha sostenuto la partecipazione dei residenti alla vita pubblica. Da questa iniziativa sono nate infatti varie app, tra cui WhereIsMyTransport, un software di infomobilità in tempo reale.

Tuttavia, Città del Capo è anche piena di contraddizioni. Da un lato, è una delle metropoli più avanzate dell’Africa, piena di attrazioni turistiche e opportunità d’investimento; dall’altra è una città divisa, in cui le baraccopoli, eredità dell’apartheid, sono ancora numerose. Nonostante le difficoltà, il Governo è comunque riuscito a utilizzare al meglio le risorse disponibili, creando un’enorme opportunità d’innovazione da una crisi che sembrava insormontabile. Roma, con i suoi problemi di spazzatura, strade dissestate, traffico può certamente prendere esempio e adattare sistemi di questo tipo ad altri settori. Una cosa è certa: negare i problemi di Roma non è il modo migliore per iniziare a risolverli. C’è da sperare che la prossima amministrazione comunale sappia imprimere una svolta nella gestione della Capitale d’Italia.

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