Discarica Aniene: frigoriferi e congelatori trasportati dal fiume verso Roma

Nel novembre scorso i volontari di Aniene WaterLab hanno trovato un ammasso di elettrodomestici, alberi e detriti accumulato all'altezza di via di Lunghezzina

farme credit: La Fiorenza - Escape&Explore - Escursioni

Navigano sull’Aniene da mesi. Li hanno visti arrivare i volontari in gommone, come una barriera bianca che sbucava dalla corrente: frigoriferi, congelatori, grandi carcasse di elettrodomestici che il fiume trasportava verso la capitale. Ne scrive oggi il dorso romano de La Repubblica, che racconta una storia che comincia qualche chilometro a est di Roma, tra le curve dell’autostrada A1 e le rive dell’Aniene nel territorio di Tivoli. Lì esiste quella che, con ironia amara, viene chiamata la “Frigo Valley”: una discarica abusiva di elettrodomestici, visibile persino dalle immagini satellitari, a duecento metri scarsi dal fiume. Una bomba ecologica che attende da anni di essere bonificata.

A novembre scorso i volontari di Aniene WaterLab – la rete di associazioni che monitora la salute del fiume – avevano trovato il primo “tappo”: un ammasso di elettrodomestici, alberi e detriti accumulato all’altezza di via di Lunghezzina. Poi sono arrivate le piene invernali. Da novembre a maggio, quei rifiuti hanno percorso sedici chilometri di corso d’acqua, fermandosi vicino al nucleo industriale di via Giulio Bona, a quattro chilometri da ponte Mammolo e dall’ultimo tratto del fiume prima della confluenza nel Tevere. Altre carcasse sono apparse sulle anse prima di ponte Nomentano, altre sono rimaste impigliate nella barriera anti-plastica posizionata a valle di ponte Salario.

“Già nel 2018 uno sciame di resti di congelatori da gelato era partito da una discarica abusiva poco dopo il ponte di Salone”, racconta a Repubblica Gian Piero Russo, referente di Roma Rafting, che da trent’anni scende il basso Aniene in gommone. “La Procura di Roma si era attivata e grazie alle targhette degli elettrodomestici era riuscita a risalire a chi li aveva smaltiti illegalmente. Ma non sappiamo come sia finita”.

Russo sceglie le parole con cura quando descrive il fiume che conosce palmo a palmo. “I frigoriferi a mollo sono solo la prova più evidente di qualcosa di più profondo: l’assenza totale di prevenzione. Una volta messi in acqua, i grandi rifiuti galleggianti se ne vanno tranquillamente fino alla foce e al mare. È il risultato di un fiume che viene negato alla vista, trasformato in un non luogo, in un tappeto sotto cui nascondere le contraddizioni del territorio”.

Le analisi chimiche confermano il quadro. Aniene WaterLab – promossa da Insieme per l’Aniene, A Sud, Fondazione Charlemagne, Retake, Ada e Asd Roma Adventure – ha rilevato nel tratto urbano livelli di contaminazione fecale fino a quattrocento volte superiori ai limiti previsti per la balneabilità, e ottanta volte oltre la soglia consigliata per gli scarichi in uscita dai depuratori. Una fogna a cielo aperto. E intanto, da qualche parte a monte, altri frigoriferi aspettano la prossima piena.

Approfondimento nel dossier

© StudioColosseo s.r.l. - studiocolosseo@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014