Il puntaspilli/ i bus turistici e il caso dei regolamenti fantasma

Un po' di verità storica aiuta a comprendere meglio i mali della Città Eterna. Il regolamento sui torpedoni lasciato nel cassetto per oltre un anno

Si fa presto a gettare acqua sul fuoco quando la tragedia è consumata. E a Roma è pressoché ordinaria amministrazione. A 48 ore dalla tragedia di via Cavour, con l’uomo di 54 anni investito e ucciso dal bus turistico ci si chiede a cosa serva fare dei regolamenti, strombazzarli a dovere per poi rimetterli nel cassetto. Il sindaco Virginia Raggi ieri ha annunciato l’entrata in vigore nel 2019 delle nuove regole per i torpedoni. Quelle cioè approvata dalla giunta il 5 dicembre 2017 e che così, trionfalmente, presentava la stretta.

“Centro storico off-limits ai pullman turistici, mai più file di torpedoni al Colosseo (dove sarà eliminato il parcheggio di San Gregorio), stop agli abbonamenti annuali sostituiti da carnet (con 50-100-200-300 ingressi giornalieri e costo fino a 26mila euro, a seconda di quanto inquina il veicolo), accesso contingentato in Vaticano sette giorni su sette. Sono le novità principali del nuovo regolamento sui bus turistici, approvato dalla Giunta e pronto per andare al vaglio dell’Assemblea Capitolina”.

Tutto molto bello se non fosse che, per ammissione della stessa Raggi, il Campidoglio “era pronto con il regolamento ma i proprietari dei bus turistici avevano già venduto i pacchetti e se avessimo imposto l’inizio, non solo avrebbero fatto ricorso ma avrebbero chiesto il risarcimento danni . E invece noi abbiamo bisogno che questo regolamento venga applicato come una lama, senza essere bloccato”. Insomma, un Campidoglio ostaggio dei bus turistici. E i romani pagano, a volte anche con la vita.

Il regolamento in questione è dunque rimasto lettera morta per oltre un anno, nonostante la sua approvazione a larga maggioranza in Aula Giulio Cesare. E dunque, quanti regolamenti approvati ancora giacciono non attuati?

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