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Hereditary – Le Radici del Male, foto e recensione dell’horror in sala il 25 luglio

di Chiara Laganà | 22/07/2018 ore 15:14

Hereditary – Le Radici del Male è uno degli horror più attesi dell’anno e sarà in sala il prossimo 25 luglio con Lucky Red. Hereditary – Le Radici del Male è un horror scritto e diretto da Ari Aster e interpretato e prodotto da Toni Colette, Gabriel Byrne, a completare il cast Milly Shapiro e Alex Wolff. 

L’horror di Ari Aster è un film di genere diverso: la famiglia dei Graham viene scossa dalla perdita della madre di Annie (Toni Colette), profondamente legata alla figlia più piccola, Charlie (Shapiro). Dopo il decesso della nonna, Charlie continua a comportarsi in modo molto strano e una notte, una terribile tragedia colpisce nuovamente la famiglia. Perché i Graham vengono messi a dura prova? Sono forse “posseduti” o il male è “ereditario”.

Aster in Hereditary riscrive in parte le regole dell’horror: partendo da una famiglia affranta dal dolore, il regista e sceneggiatore porta il genere a una nuova declinazione, più inquietante e spaventosa. Lo spettatore si chiede cosa siano quei rumori, perché quella luce si accende nel bel mezzo della notte, domande che spesso ci si pone quando si guardano un horror ma che qui si arricchiscono di ansia e paura. Un rumore su tutti “detta” la tensione nel film: il “cloc” che caratterizza uno dei protagonisti. 

Toni Colette, l’attrice australiana lanciata con Le Nozze di Muriel, è Annie che di lavoro fa la miniaturista e che ha un rapporto molto difficile con la madre appena scomparsa. Già la sua famiglia era irrimediabilmente legata alla morte, il fratello si è suicidato, e questo circolo vizioso, questa maledizione sembra essere ereditata dalla sua nuova famiglia. L’unico conforto le deriva dagli incontri con la medium Joan, una misteriosa donna che sembra aver vissuto le stesse tragiche perdite interpretata da Ann Dowd, Emmy per il suo ruolo di Aunt Lydia in The Handmaid’s Tale. 

Ari Aster per realizzare Hereditary si è ispirato ad alcune tragedie che avevano colpito la propria famiglia nell’arco di tre lunghissimi anni:

“La situazione era diventata davvero insostenibile, al punto che iniziammo a pensare di essere vittime di una maledizione. Quando si gira un film sulle ingiustizie della vita il genere horror è un terreno di gioco molto particolare. È una sorta di spazio perverso in cui le ingiustizie della vita vengono celebrate se non addirittura glorificate”. 

Partendo dalla sua vita personale, Aster si è poi ispirata ad alcuni titoli di film horror e drammatici degli anni 70 e 80: Gente Comune di Robert Redford, Rosemary’s Baby, A Venezia… un dicembre rosso shocking e Suspense, una serie di titoli accomunati da successi di pubblico e da realizzazioni ricercate. 

Per Aster, però, Hereditary – Le Radici del Male è un film diverso, non è un horror, ma parla profondamente di famiglia e di destino:

“Questo è un film sulla nostra discendenza e sull’impossibilità di scegliere la nostra famiglia o quello che c’è nel nostro sangue. Racconta l’orrore dell’essere nati in un contesto sul quale non si ha il controllo. Non c’è niente di più inquietante, secondo me, dell’idea di non avere alcun potere. Il fatto che i Graham non abbiano alcun potere sul loro fato rappresenta un punto cruciale del film. La sensazione che si prova alla fine è di disperazione e d’inutilità”.

Disperata e inconsolabile appare Annie, lei che ha portato questo dolore e questa maledizione ereditari nella sua famiglia. A interpretarla una straordinaria Toni Colette, il suo sguardo, la sua mimica facciale e la sua recitazione trasportano lo spettatore nella tragedia dei Graham e l’attrice australiana incarna l’“I believe” di X-Files-iana memoria. Al suo opposto, la “ragione” incarnata dal marito interpretato da Gabriel Byrne. Fra loro il dolore e l’incomprensibilità delle due vittime sacrificali Charlie e Peter. 

Hereditary – Le Radici del Male è un nuovo modo di concepire l’horror ispirandosi ai grandi titoli che hanno fatto la storia di questo genere. 

Hereditary – Le Radici del Male vi aspetta al cinema dal 25 luglio, distribuito da Lucky Red.

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A proposito dell'autore

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Chiara Laganà

Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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