C’è un argomento poco dibattuto nel mare magnum della sostenibilità legata ai veicoli ibridi ed elettrici. Ed è quello – decisivo – dell’enorme costo che ha raggiunto la ricarica del proprio mezzo nelle colonnine elettriche istallate nelle città italiane. Eppure, nonostante gli appelli alla sostenibilità, i benefit per chi abbia un veicolo green e i bonus che vengono proposti per abbandonare il proprio mezzo inquinante – da ultimo, il bonus uscito qualche settimana fa che toglie il 30 o 40% dell’importo per moto ecologiche – tutta la galassia green continua ad essere molto esosa e non sempre conveniente. Vediamo perché prendendo ad esempio il caso romano.
Dal 2020 ad oggi, il costo del kWh alle colonnine pubbliche romane ha subito una metamorfosi a causa dell’aumento del costo dell’energia e dalla ristrutturazione dei modelli di business dei grandi operatori, tra i quali Enel X Way, Be Charge e A2A. Nel 2020 la penetrazione sul mercato di colonnine elettriche era ancora piuttosto bassa, eppure ricaricare in AC, con corrente alternata fino a 22kW, costava circa 0,40 €/kWh. Le tariffe “flat” illimitate permettevano ai romani di viaggiare quasi a costo zero.
A questa “Età dell’Oro”, nel biennio 2022/2023 si è verificato lo shock energetico con l’aumento vertiginoso dei costi del gas e dell’elettricità. Gli effetti sono stati visibili anche sulle colonnine di ricarica, con le tariffe AC sono arrivate sopra gli 0,58 €/kWh, mentre le ricariche Ultra-Fast (HPC) hanno sfiorato la soglia psicologica di 1 €/kWh.
Oggi, a Roma, il prezzo medio di una ricarica standard si è attestato attorno ai 0,63-0,68 €/kWh, ma la vera stangata è arrivata con la sparizione degli dei vecchi abbonamenti “flat”, a vantaggio di pacchetti più rigidi ed esosi. A parte il comprensibile aumento dei costi dell’energia derivanti dai grandi scontri geopolitici – Russia contro Ucraina ed oggi il caos mediorientale con l’attacco USA-Israele contro l’Iran – a Roma si è verificata una dinamica perversa, visto che c’è stato un aumento dei punti di ricarica ma costo dell’energia non ha beneficiato dell’economia di scala. Anzi, nella Capitale la ricarica pubblica a Roma è diventata una delle più care d’Italia anche a causa dei costi di gestione e delle tasse.
Se a Roma, considerando una batteria da 60 kWh, un pieno elettrico può costare tra i 35 e i 40 euro, come funziona all’estero? Alcuni esempi dimostrerebbero come la Capitale, oggi, non sia una città in cui sia economicamente conveniente avere un veicolo elettrico.
A Oslo, grazie all’energia idroelettrica e a incentivi strutturali, il costo medio può scendere sotto i 0,35-0,40 €/kWh. Spostandoci oltralpe, grazie all’energia nucleare la Francia riesce a mantenere i prezzi stabili e alle colonnine parigine (rete Belib’) la tariffa per i residenti può costare meno di 0,45 €/kWh, ben il 30% in meno rispetto a Roma.
Anche la Spagna riesce a fare meglio, visto che a Madrid ricaricare il proprio veicolo elettrico può costare tra i 0,45-0,50 €/kWh.