Metro B, il giallo dei nuovi treni: consegnati ma non entrati in servizio

Arrivato ieri il quinto nuovo treno destinato alla Metro B. Possibili ragioni del ritardo della messa in servizio dei nuovi treni Hitachi

Ormai sono cinque i nuovi treni dell’Hitachi pronti a supportare – o rivoluzionare, si spera – il servizio della Metro B di Roma. Come annunciato dai blogger di Odissea Quotidiana, il convoglio 521-522 ha fatto il suo ingresso trionfale nella Capitale tra la notte di domenica 19 e lunedì 20 aprile, in direzione Magliana. La notizia, seppur positiva, ha rilanciato un tema spinoso del tpl capitolino, ovvero l’effettiva entrata in servizio dei nuovi treni sinora consegnati e destinati alla più antica linea metro di Roma.

Ma andiamo per gradi. Dopo anni di enormi disagi per l’utenza, nel 2022 il Campidoglio affida a Hitachi Rail la fornitura di 30 nuovi treni da destinare alla linea “B”, “B1” e in piccola parte anche “A”. Nello specifico, la prima fornitura prevede 14 treni, 12 per la Linea B e 2 per la Linea A, mentre la seconda tranche includerebbe 16 convogli distribuiti tra le varie linee a partire dal 2027.

Si tratta di un investimento importante, di oltre 260 milioni di euro che consente anche di estendere la fornitura – in caso – ad ulteriori sei convogli. La decisione dell’amministrazione nasce dalla necessità di rinnovare radicalmente il parco-mezzi di una metropolitana, la “B”, che ha  parte della flotta composta da convogli entrati in servizio molti anni fa.

Alcuni modelli storici, come gli MB100, sono stati progressivamente accantonati mentre altri treni, pur più recenti, talvolta presentano problemi di affidabilità e manutenzione. Tornando alla commessa dei nuovi treni, il primo in assoluto della flotta è arrivato a Roma oltre un anno fa, l’8 aprile 2025. Grandi gli entusiasmi iniziali, addirittura l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané s’è complimento con Atac per aver, testualmente, “accolto il bambino (ovvero il treno ndr) con mille cure e attenzioni”. Ma la realtà si è mostrata sin da subito più complessa rispetto agli auspici iniziali, visto che ad oggi, nessuno dei treni arrivati è entrato in servizio. Quello arrivato ad aprile 2025 – il primo – avrebbe dovuto iniziare il pre-esercizio il 15 marzo scorso ma questo non è avvenuto, come sottolineano puntualmente i blogger di OQ.

Quali sono le ragioni del ritardo? Forse, a pesare sono state anche le scelte del Campidoglio in merito alle tempistiche e alle modalità di collaudo. A dicembre scorso Hitachi ha prospettato al Comune di Roma quattro scenari possibili. Il primo prevedeva test notturni della durata di tre ore su un solo treno, il secondo estendeva le prove a cinque ore, sempre su un unico convoglio. Il terzo introduceva invece test in parallelo su due treni per tre ore a notte, mentre il quarto combinava entrambe le variabili, ovvero due convogli impegnati per cinque ore.

Le ipotesi più estensive — la seconda e la quarta — avrebbero comportato la chiusura anticipata della linea alle 21, con conseguenze dirette sul servizio e per questo il Campidoglio ha optato per il terzo scenario. Una scelta di buon senso che potrebbe avere – oggi e in futuro – ripercussioni sulla velocità della messa in servizio dei nuovi treni.

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