Come previsto da molti pendolari e raccontato da Radiocolonna, l’orario estivo “a spezzatino” della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo sta mostrando tutte le sue criticità, trasformando gli spostamenti quotidiani dei pendolari in una corsa a ostacoli tra ritardi, coincidenze saltate, navette insufficienti e informazioni frammentarie. Quello che, negli auspici, sarebbe potuto essere un piano di esercizio capace di gestire la fase dei lavori sulla linea si sta invece rivelando, secondo le testimonianze raccolte, un meccanismo estremamente problematico.
Le segnalazioni degli utenti presenti sui social arrivano da diversi punti della tratta e descrivono una situazione che nelle ultime settimane avrebbe assunto contorni sempre più complessi. A Saxa Rubra, nelle prime ore del mattino, i pendolari raccontano di aver assistito a “scene di ordinaria follia”. Alle 8.45 del 12 giugno, spiegano, erano presenti numerose navette sostitutive pronte a partire nell’arco di pochi minuti, mentre nelle fasce serali, quando molti lavoratori rientrano verso i comuni a nord della Capitale, i mezzi verrebbero invece dosati con il contagocce. Un pendolare riferisce di aver parlato con un responsabile Cotral, dal quale avrebbe ricevuto conferma che sono stati inoltrati solleciti alla Regione Lazio per affrontare il problema dei collegamenti mancati in coincidenza con gli ultimi treni della giornata.
Le criticità riguardano anche la fascia mattutina più delicata. Diversi utenti sottolineano come le modifiche dovute ai cantieri abbiano costretto molte persone ad anticipare l’orario di partenza per raggiungere Roma in tempo utile per il lavoro. Proprio per questo, osservano, la fascia delle 6 del mattino dovrebbe essere considerata a tutti gli effetti un orario di punta. “Non è pensabile – lamenta un pendolare – che alle 6.00 ci sia un’attesa di mezz’ora per il treno successivo”. Una situazione che rischia di generare ulteriori affollamenti e ritardi a catena lungo l’intera linea.
Ancora più complesso il quadro descritto nella fascia pomeridiana. Da Acqua Acetosa a Saxa Rubra, diversi viaggiatori raccontano di navette sostitutive strapiene, utenti esasperati e un generale senso di disorientamento. In una delle giornate più difficili (sempre il 12 giugno), a partire dalle 17, un guasto a un convoglio avrebbe causato la chiusura della stazione e pesanti ritardi, senza che fossero predisposte alternative immediate. A complicare ulteriormente la situazione, secondo le testimonianze, si sarebbero aggiunte anche soppressioni di autobus Cotral diretti verso i centri del quadrante nord della provincia. “Un treno si può rompere – osserva un pendolare – ma non si capisce perché siano stati soppressi anche i bus e perché non siano state attivate tempestivamente navette sostitutive”. Lo stesso utente segnala inoltre un episodio verificatosi nel primo pomeriggio, quando un treno partito da Acqua Acetosa alle 14.38 sarebbe ripartito quasi vuoto perché le navette non erano ancora arrivate, costringendo i passeggeri appena giunti ad attendere altri trenta minuti.
“Buongiorno. Morlupo centro, Cotral delle 5:30 che di solito ci porta a Saxa Rubra, ci fanno scendere alla stazione senza una spiegazione dell’interruzione del servizio, al volo abbiamo preso il Cotral che veniva da S. Oreste. In piedi stracolmo fino a Saxa Rubra. Piazzale di Saxa Rubra ore 6:05, 2 navette e una marea di gente. Aspettiamo le altre navette delle 6:15. Arrivati ad Acqua Acetosa il treno delle 6:30 non ci ha aspettato per 30 secondi. Banchina della stazione come sempre tantissima gente. Buon inizio di settimana a tutti i pendolari” è la segnalazione, amarissima, di un’utente che racconta i disagi nelle prime ore di lunedì 15 giugno.
Insomma, le testimonianze restituiscono l’immagine di un sistema in cui il problema principale non sarebbe soltanto la riduzione del servizio dovuta ai lavori, quanto piuttosto la difficoltà di coordinare i diversi vettori coinvolti e di garantire coincidenze affidabili. Si prevede un’estate più calda che mai.