Doveva essere il provvedimento simbolo della stretta sulla mobilità del centro storico romano, quello che avrebbe finalmente messo ordine tra furgoni, corrieri e mezzi commerciali nella delicatissima Ztl A1. E invece, a distanza di poche settimane dalla sua adozione, la misura che limitava numero di veicoli e fasce orarie per il trasporto merci si è già scontrata con un primo, pesante ostacolo: il Tar del Lazio ne ha disposto la sospensiva, congelandone di fatto l’efficacia in attesa di un giudizio più approfondito.
Di fronte alla battuta d’arresto, il Campidoglio ha scelto la strada della nota ufficiale per ribadire la propria linea, senza però nascondere la necessità di rivedere la strategia nell’immediato. Nel comunicato, l’amministrazione capitolina si dice “convinta della necessità” di intervenire per tutelare un centro storico definito “un patrimonio straordinario”, segnalando come le attuali fasce orarie di accesso siano “eccessive e non più compatibili” con la presenza di numerosi cantieri strutturali, con l’aumento dei flussi turistici e con la ripresa dell’anno scolastico.
La partita, però, si deciderà nelle aule di giustizia: il Tar ha fissato per il 23 settembre l’udienza collegiale nella quale Roma Capitale dovrà difendere davanti ai giudici la bontà del provvedimento sospeso, forte – sostiene il Comune – del percorso di confronto già avviato nei tavoli con le associazioni di categoria del commercio e della logistica, un dialogo che l’amministrazione promette di proseguire in vista dell’udienza.
Nel frattempo, per evitare che la sospensiva si traduca in un vuoto normativo percepito come un liberi tutti, il Campidoglio ha annunciato una serie di misure-ponte in attesa del pronunciamento definitivo: da lunedì 7 settembre la Polizia Locale intensificherà la propria presenza nel centro storico, concentrandosi sul rispetto del Codice della strada e delle limitazioni già in vigore, mentre Ama potenzierà le attività di pulizia e cura del decoro urbano nell’area. Un modo, insomma, per tenere il punto sul terreno anche mentre la partita legale resta apertissima, con l’obiettivo dichiarato di arrivare comunque, prima o poi, a una regolamentazione stabile e sostenibile degli accessi merci in una delle zone più preziose e fragili della città.