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La La Land, la recensione del film di Damien Chazelle

7 Golden Globe per il musical con Ryan Gosling ed Emma Stone, in sala il 26 gennaio. Un omaggio alla vecchia Hollywood e a Jacques Demy

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di Chiara Laganà | 2017-01-24 18/01/2017 ore 16:29
(ultimo aggiornamento il 24 Gennaio 2017 alle ore 20:35)

La coppia nella scena più iconica di La La Land

La La Land, il secondo film di Damien Chazelle, potrebbe essere riassunto in un verso contenuto in una delle canzoni del musical: “Dedicato ai sognatori, per quanto possano sembrare stupidi, ai cuori che soffrono e ai casini che combiniamo”. A cantarla è Emma Stone, l’attrice che ha ottenuto la Coppa Volpi a Venezia 73 e il Golden Globe per la sua interpretazione di Mia Dolan, aspirante attrice che si barcamena fra un provino andato male e un caffè servito nel café degli studi di Warner Bros. La La Land è dedicato a tutti quelli che come lei hanno una passione che riscalda il cuore, è naturale che Mia perda la testa – con qualche titubanza iniziale – per il pianista jazz Sebastian, interpretato da Ryan Gosling.

La storia d’amore fra Mia e Sebastian, burrascosa, romantica, intensa e indimenticabile è al centro di La La Land, il film che ha segnato il record per i Golden Globe vinti, sette su sette nomination: miglior regia e sceneggiatura a Damien Chazelle, miglior film, colonna sonora e canzone originale e ai due attori protagonisti. Damien Chazelle, il giovanissimo talento torna a dirigere un film dedicato alla vita e all’arte dopo il capolavoro Whiplash. La La Land è però molto diverso dal suo predecessore, in una Los Angeles in Technicolor, i protagonisti flirtano, si dichiarano amore, odio, litigano a ritmo della musica di Justin Hurwitz.

E la loro storia d’amore viene raccontata sulle note di City of Stars, un duetto che i due attori interpretano nel corso del film, in quelle di A Lovely Night, in cui i loro personaggi flirtano con lo sfondo una Los Angeles da cartolina, la scena è al centro del poster del film, e s’intravede il vestito giallo di Emma Stone, uno degli abiti creati appositamente dalla costumista Mary Zophres per il film.

Già dalla scena iniziale, che vede i due protagonisti incontrarsi in un ingorgo nel traffico di Los Angeles con tanto di dito medio di Emma Stone a un arrogante Ryan Gosling, si nota che Damien Chazelle si è ispirato ai colori, ai suoni e alla magia dei musical di Jacques Demy. Il regista francese che ha diretto il capolavoro Les Parapluies de Cherbourg, il musical che vinse la palma d’Oro a Cannes nel 1964. La storia d’amore tormentata fra Geneviève e Guy ha ispirato e molto il giovanissimo regista americano, già durante il numero d’apertura sulle note di Another Day Of Sun si nota che il regista francese è la sua fonte d’ispirazione.

“Probabilmente Demy è l’unico che abbia influenzato non solo questo film, ma tutto ciò che ho realizzato e voluto fare”, ha detto Chazelle e non si fa fatica a credergli. Anche la colonna sonora di Justin Herwitz, in vendita il 27 gennaio, a tratti ricorda alcuni dei brani che Michel Legrand realizzò per Demy, nei brani Planetarium e nel tema di Mia e Sebastian.

Ritroviamo la magia dei film di Demy in alcune scene di La La Land, i balletti di Mia e Sebastian, come l’onirica scena nel Planetarium, o Mia e le sue tre amiche tutte con colori sgargianti che si preparano per l’ennesima festa sulle note di Someone In The Crowd, un omaggio a Catherine Deneuve e  la sorella Françoise Dorléac in Les Demoiselles de Rochefort: La La Land si colloca, in un certo senso, fra i due titoli di Jacques Demy. A ispirare Chazelle, non solo i film del regista francese della Nouvelle Vague, La La Land è anche un omaggio della Hollywood in Technicolor.

Mia scoverà quel “qualcuno” nella folla e sarà Sebastian, dopo una serie di battute degne di una slapstick comedy degli anni ’50 (tutto rigorosamente a ritmo di musica e con una coreografia di tip tap), e una sessione di Gioventù Bruciata, fra i due scoppia l’amore, anche se a lei non piace il jazz. Un’aspirante attrice e un pianista jazz si scambiano sogni, aspettative, delusioni sostenendosi a vicenda. Proprio i loro sogni saranno la minaccia più grande alla loro storia d’amore, “indimenticabile” per entrambi.

In Whiplash (premiato con tre premi Oscar per montaggio, sonoro e attore non protagonista a JK Williams, lo ritroviamo nel ruolo del capo che licenzia Sebastian) e in La La Land ritroviamo alcune tematiche simili “come mantenere l’equilibrio fra la vita e l’arte, bilanciare la realtà e i sogni, e, in particolare come gestire in modo equo i tuoi rapporti con l’arte e quelli con le altre persone”, ha spiegato il giovanissimo regista Chazelle.

La musica e le coreografie di Mandy Moore dividono la scena con i due protagonisti principali Ryan Gosling ed Emma Stone, fra i protagonisti anche il cantante John Legend, condividono la scena con la Città delle Stelle: Los Angeles, impreziosita dalla fotografia di Linus Sandgren. D’accordo con la produzione e Chazelle ha utilizzato delle lenti che hanno dato a La La Land l’aspetto dei vecchi film.

La “vecchia” Los Angeles è stata anche quella scelta dallo scenografo David Wasco: il Rialto Theatre, il Griffith Observatory e gli incroci delle autostrade sempre piene di traffico, e le immagini di icone del jazz o il murales di Ingrid Bergman nella camera di Mia: tutto contribuisce a realizzare un sogno chiamato La La Land.

La La Land vi aspetta al cinema il 26 gennaio distribuito da 01 Distribution e Leone Group, due giorni dopo le nomination degli Oscar, dove il film di Chazelle la farà da protagonista.

Se vi è piaciuto, recuperate: Whiplash, Damien Chazelle (2013), Les Parapluies de Cherbourg, Jacques Demy (1964)

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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