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Il ragazzo invisibile – Seconda generazione, la saga torna al cinema

Il 4 gennaio torna al cinema il cinecomic diretto da Gabriele Salvatores, Ludovico Girardello riprende il ruolo di Michele Silenzi

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di Chiara Laganà | 2017-12-21 21/12/2017 ore 19:09

Il ragazzo invisibile: Seconda Generazione vede il ritorno di Michele Silenzi, interpretato da Ludovico Garardello

Dopo tre anni Il ragazzo invisibile torna al cinema con Il ragazzo invisibile – Seconda generazione, il cinecomic diretto da Gabriele Salvatores sarà in sala il 4 gennaio distribuito da 01 Distribution. La storia riprende quella del primo film, uscito in sala a dicembre 2014: un ragazzo comune, il 13enne Michele Silenzi, scopre di avere il potere dell’invisibilità e da lì la sua vita nella splendida Trieste cambierà.

Tre anni più tardi, Michele è diventato grande, ha perso Giovanna e Sara si è messa con Bosco. I problemi del 16enne non finiscono qui: scoprirà di avere una sorella, Natasha, e riallaccerà i legami con la madre biologica Yelena. Questa in breve la trama de Il ragazzo invisibile – Seconda generazione, il secondo capitolo della saga di Gabriele Salvatores, il regista l’ha presentata insieme al protagonista Ludovico Girardello e ai produttori di Indigo e Rai Cinema e al trio di sceneggiatori.

Il regista, premio Oscar nel 1992 per Mediterraneo, ha definito il suo film un “Boyhood di un supereroe” e gli ha riconosciuto maggiore complessità e poesia: “Non conosco molto bene la terminologia sequel, prequel, trequel… Con questo film volevo fare una saga, una sorta di Harry Potter italiano. Anche perché a 16 anni scopri il lato oscuro delle cose”.

Accanto al regista torna anche il giovane protagonista, oggi 17enne, Ludovico Girardello: “Questo film è stato più divertente per tutti, il primo è stato un prologo. Ora capisco dove sono e cosa devo fare, il primo Ragazzo invisibile è stato più facile, in questo ero più professionale”.

Eppure al critico il secondo capitolo appare molto meno convincente del primo, ma al regista Gabriele Salvatores va il merito di aver costruito una saga europea con budget non elevatissimi. In questo il regista italiano “si avvicina” al collega francese Luc Besson:

Già nel primo film, il desiderio di osare, almeno in un genere nuovo e insolito per un regista come Salvatores, era evidente, ma in Il ragazzo invisibile: Seconda generazione qualcosa si è perso. Il secondo film della saga del giovane super eroe triestino è meno convincente del primo cinecomic italiano (prima ancora di Lo chiamavano Jeeg Robot).

Per realizzare questa saga, il regista si è ispirato a una serie di film dedicati ai super eroi (“lo SpiderMan di Sam Raimi”) e a una lista di titoli di culto degli anni ’80: Gremlins, I Goonies ed E.T.

“Non erano film sciocchi, per esempio, in Gremlins, il padre, vestito da Babbo Natale, muore mentre si sta calando dalla canna fumaria”. Nel secondo film, il tema della maternità e del rapporto madre-figlio torna protagonista. Michele dà il suo addio a Giovanna e saluta Yelena, la madre biologica che credeva morta.

Il ragazzo invisibile – Seconda generazione, come anche per il primo film, sbarcherà in libreria e in fumetteria, in una graphic novel edita da Panini Comics. Il film può avvalersi della collaborazione di Víctor Pérez, lo spagnolo ha supervisionato gli effetti visivi e in passato ha lavorato per titoli come Il Cavaliere Oscuro e A Star Wars Story: Rogue One.

“Abbiamo avuto problemi dalla prima all’ultima telefonata perché il budget è sempre costretto e questo fa uscire il meglio. Quello che è importante è che siamo riusciti a fare un lavoro del genere in Italia, con un team italiano, e lo dico da spagnolo. Non è vero che è il computer a fare tutto, il computer è solo un pennello che segue la mano. Anche nelle produzioni USA, il budget non è mai abbastanza, mi fa piacere che abbiamo battuto il preconcetto che non si può fare in Italia”.

Su una scena in particolare, il team ha lavorato per un anno e due mesi, mentre Pérez ha affermato che quelle più difficili da realizzare sono state le scene in cui si devono ricreare delle sensazioni spesso presenti solo su carta: “Negli effetti speciali c’è la tendenza spesso a coattare, a me piace ed è quello che fa la Marvel, ma in questo caso è stato diverso”.

Il ragazzo invisibile – Seconda generazione si può definire come un romanzo di formazione in stile fantasy in cui i super eroi salvano il mondo: “Succede solo nei film, nella realtà i potenti usano il potere nel modo sbagliato, vedi in USA e in Corea del Nord. Abbiamo indetto un concorso con Indigo (la casa di produzione, ndr) e ne è uscito che i ragazzi hanno paure diverse rispetto a noi adulti”.

Quella più diffusa era di “non essere figli della propria madre”, la seconda è legata al terrorismo, ma il regista ha specificato che voleva dare “un motivo alla cattiveria di Yelena”.

Il produttore di Indigo, Nicola Giuliano, ha prima detto quanto è costato il film, 8 milioni di euro, e ha  aggiunto qual era la sua idea dietro il cinecomic: “Volevo realizzare un film fondativo per le nuove generazioni, quello che Bud Spencer ha rappresentato per la mia e i film anni 80 per i nostri sceneggiatori”.

Il primo film fu votato il migliore dalla giuria giovane degli EFA, gli European Film Awards, e “risultò primo in tutte le città europee in cui era stato proiettato”.

A chi lo accusa di aver messo la sua carriera in stand by per realizzare la saga de Il ragazzo invisibile, Gabriele Salvatores spiega così il suo attaccamento alla storia di Michele: “Non ho figli, e da qualche anno sto allevando un figlio cinematografico, da Io non ho paura a Il ragazzo invisibile. Quanto alla carriera, se non cambio genere, mi annoio”. Salvatores non firma la sceneggiatura del secondo capitolo della saga del Ragazzo Invisibile, la sceneggiatura è stata scritta da Ludovica Rampoldi, Alessandro Fabbri e Stefano Sardo.

I tre hanno ammesso qualche difficoltà nel passaggio dal primo al secondo film e sembra proprio che qualcosa sia peggiorato, soprattutto al livello di creazione dei personaggi.

Il ragazzo invisibile – Seconda generazione è costato due bocciature al suo giovane protagonista, Ludovico Girardello, che nonostante tutto, alla platea di studenti presenti in sala consiglia: “Seguite i vostri sogni”. Il film vi aspetta in sala il 4 gennaio.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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