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Il Grinch, Alessandro Gassmann presenta il film d’animazione al cinema il 29 novembre

La voce italiana dell’essere verde che odiava il Natale creato dal genio di Dr. Seuss, l’ultimo lungometraggio di Illumination sarà presto in sala

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di Chiara Laganà | 2018-11-8 7/11/2018 ore 19:00
(ultimo aggiornamento il 8 Novembre 2018 alle ore 9:04)

Il Grinch al cinema dal 29 novembre, la voce italiana è quella di Alessandro Gassmann. L'attore ha presentato il film

È verde, livido di rabbia e odia il Natale: è Il Grinch e vi aspetta al cinema il prossimo 29 novembre. A presentarlo Alessandro Gassmann la voce italiana dell’ultimo film d’animazione di Illumination. L’attore e regista romano ha parlato della sua esperienza di doppiatore mentre la voce in originale è quella di Benedict Cumberbatch. 

“Sono un appassionato de Il Grinch da tempo e ringrazio Universal per avermi fatto doppiare un protagonista di un film così bello: è una sceneggiatura così perfetta che fa ridere e commuove. Un film d’animazione non è una farsa, è un film vero, vuol dire interpretare un personaggio reale”.

Gassmann ha lavorato ascoltando la voce originale quella di Benedict Cumberbatch: 

“In cuffia avevo la sua versione e mi ha aiutato, ma le lingue sono diverse e il lavoro di adattamento è stato molto ben fatto. È un lavoro di cui sono molto contento, ho imparato tanto, per me rimane una lezione e sono contento del risultato”.

Recitare con la voce è una palestra importante per chi fa il mestiere di attore:

“Doppiare è un mestiere fisico, non essendo un doppiatore professionista, ho solo doppiato alcune cose, ma mai un protagonista così grande. Mi aiuto col corpo, se devo mangiare, mangio sul serio, cerco di assecondare il personaggio più che posso. Per doppiare bene bisogna essere degli attori, si tratta di interpretare, l’espressività del Grinch è perfetta. Non è un lavoro che si esaurisce a rendere buffa la voce. È molto delicato, la guida di Cumberbatch è stata importante, abbiamo voci simili, la sua è più metallica e pulita della mia e ho dato la mia interpretazione”.

Il mondo de Il Grinch è innevato e si prepara al Natale, tutti tranne lui che insieme al fido Max ingegna una serie di meccanismi per boicottare la felicità degli abitanti di Chi sarà? e per rubare loro il Natale. Qual è il segreto del personaggio creato dal disegnatore Dr. Seuss?

“A me piace Il Grinch, si tratta di un cartone, un film di Natale, ma è la storia di un diverso: lui è verde e gli altri sono rosa. La comunità gli fa capire che non lo è, basta una piccola parola detta da una bambina dolce e buona per cambiare completamente un cattivo livoroso come Il Grinch. Ho doppiato in sequenza, e quando fa questo cambiamento mi sono commosso. Si tratta di una grande sceneggiatura, gli americani sono grandiosi in questo”.

Il messaggio di questa favola natalizia per l’attore è quello dell’inclusione:

“Per me il messaggio è quello dell’inclusione, Il Grinch come tutti i cattivi, dimostra sin dall’inizio cosa nasconde qualcos’altro. Per me non esistono persone cattive, quindi per me c’è un Grinch in tutti noi”.

A dirigere il doppiaggio Marco Mete, la voce di Duffy Duck:

“Non sarei riuscito a fare questo lavoro senza di lui, non si tratta di dare voce a un pupazzetto è un essere vivente, l’abbiamo doppiato come se fosse un film drammatico, ha una grande forza e volevamo rendere il film e la storia credibili: questo è la sua forza, è la forza di tutti i cartoni animati e ci siamo riusciti”.

Prima dell’adattamento in cartoni animati, Il Grinch era stato portato al cinema da Ron Howard:

“L’ho visto molte volte, ma questo film è più riuscito perché il mezzo dei cartoni animati è più interessante per raccontare questa storia, la tecnologia è avanzata e la qualità è altissima. Nulla togliere a Ron Howard, ma questo film fa un passo avanti, non è una ripartenza ma è il nuovo Grinch”.

Come tutti Gassmann da bambino è cresciuto con i cartoni animati di Walt Disney:

“Vedevo i cartoni animati della mia generazione, la tradizione Disney era quasi l’unica: il mio preferito era Pomi d’ottone e manici di scopa, sognavo di andare a dormire e che il mio letto volasse senza avere freddo in assoluta sicurezza”.

Gassman ha seguito la carriera del padre, ma adesso il figlio Leo è uno dei concorrenti di X Factor, ma l’attore preferisce non commentare e lo farà solo quando lo cacceranno via: 

“Non rispondo perché sarebbe scorretto nei confronti suoi e degli altri concorrenti, quando uscirà ne parlerò”.

Il padre, Vittorio Gassman, prestò la voce a uno dei personaggi più iconici e amati mai creati Mufasa, il papà di Simba ne Il Re Leone:

“L’animazione americana ha una grandissima capacitò di coinvolgere grandi e piccoli. È una delle cose che fanno meglio, avere un padre Mufasa è stato bellissimo. Mio figlio è cresciuto con quella voce lì, gli americani hanno molti difetti, ma fra i pregi hanno una percentuale di infantilità rispetto degli altri. Fanno dei film assurdi in cui credono fermamente… hanno fatto Alieni vs. Cowboy, l’hanno fatto benissimo. Nelle riprese erano tutti serissimi… sono straordinari e liberi in questo senso, li invidio molto. Sharknando, ma come ti viene in mente!”.

Nelle sale italiane siamo più abituati a vedere cialtroni, piuttosto che cattivi, per la voce italiana de Il Grinch non c’è molta differenza: 

“Il mio personaggio in Razza Bastarda era un ignorante e un violento. I cialtroni per me sono i cattivi, ecco il personaggio di mio padre ne Il Sorpasso è un personaggio che incontriamo tutti i giorni. Sono convinto che se il film fosse finito in un altro modo e se il personaggio di Jean-Louis Trintignant fosse sopravvissuto avremmo un’altra Italia”.

Per Gassman Il Grinch è un ottimo esempio della qualità dell’animazione Made in USA, ma in Italia ha prestato la voce anche a uno dei personaggi di Gatta Cenerentola:

“È la prima volta che doppio un personaggio centrale, l’esperienza di Gatta Cenerentola è stata una realtà europea, napoletana ed è un film italiano. Ci hanno messo tre anni a fare Il Grinch e ci hanno lavorato in migliaia, ma anche in Europa facciamo cartoni animati di grande qualità”.

Insieme a Gianmarco Tognazzi, doppiò uno degli scapestrati di El Dorado, un’esperienza totalmente diversa:

“Sono due film diversi, quello di El Dorado era un personaggio più semplice. Il Grinch ha avuto un percorso più difficile, il protagonista è più centrale”.

Un personaggio complesso, difficile che Gassman sognava di doppiare:

“Ci sono moltissimi personaggi nei film d’animazione che avrei voluto doppiare, ma sognavo di doppiare Il Grinch perché è scorretto. È uno che prende a palle di neve i bambini. Mi piace perché a tutti verrebbe voglia di dare un calcio a una ‘nonnina’ che ci sta mettendo troppo tempo in fila alla cassa. Ci sfoghiamo grazie al Grinch”.

Il Grinch odia il Natale, qual è il suo rapporto con questa festa?

“Ho celebrato sempre un Natale laico, ci riunivamo a casa di mia con tavolate enormi e non ero mai certo che quelli seduti fossero tutti parenti. Da uomo sposato ho passato il Natale con mia moglie e mio figlio, spesso andiamo in una casa in montagna, ma devo dire che ho difficoltà a celebrare le feste comandate. Tutto ciò che è comandato mi crea difficoltà”.

Gassmann “riprende” un ruolo che è stato di Benedict Cumberbatch e di Jim Carrey:

Cumberbatch è un attore shakespeariano, è più giovane di me ma ha recitato tantissimo. Jim Carrey mi manca molto, è un grandissimo attore e mi ha sempre sorpreso con le sue interpretazioni comiche e drammatiche”. 

Terrorizzato da Cappuccetto Rosso, Gassman ammette di avere un debole per Pinocchio:

“Penso che Le Avventure di Pinocchio di Luigi Comencini sia stato una delle migliori cose prodotte dalla TV italiana e come molti della mia generazione sono cresciuto guardandolo. Sempre a Pinocchio sono legato perché sono stato Collodi nell’ultima trasposizione cinematografica (diretta da Roberto Benigni, ndr) e qui ho potuto dividere la scena con Bob Hoskins, un grandissimo attore”.

Fra i tantissimi doppiatori italiani, qual è stato il migliore per Gassmann? 

“Quello che ha fatto Gigi Proietti doppiando il Genio in Aladdin è impressionante, ha una pirotecnica vocale alla quale non ho mai assistito”.

Il Grinch con la voce di Alessandro Gassmann vi aspetta al cinema dal 29 novembre, distribuito da Universal.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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