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Troppa Grazia, la commedia surreale che ironizza sulla spiritualità al cinema

Diretta da Gianni Zanasi e intepretata da Alba Rohrwacher, Elio Germano e Hadas Yaron. In sala dal 22 novembre distribuito da BIM

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di Chiara Laganà | 2018-11-20 20/11/2018 ore 17:33

Troppa Grazia, la commedia di Zanasi che parla di spiriutalità e religiosa con ironia

Troppa Grazia arriva in sala il 22 novembre – dopo il passaggio a Cannes – ed è una commedia che ironizza sulla spiritualità e la religione diretta da Gianni Zanasi e intepretata da Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston e da Hadas Yaron. 

Protagonista del film è la geometra Lucia, madre single, che riceve un appalto (illegale) che la farebbe guadagnare moltissimo. Durante un sopralluogo ha un incontro che le cambierà la vita: quella che sembra essere una rifugiata la implora di costruire su quel terreno una chiesa, la donna è in realtà la Madonna. 

Lucia ha il volto di Alba Rohrwacher in una delle sue interpretazioni migliori:

“È una geometra che cerca di andare avanti con quel poco che ha senza farsi domande. A un certo punto arriva una figura inaspettata, la Madonna, una visione a cui non crede e a cui si oppone. La Madonna la metterà in discussione”.

Elio Germano è l’elettricista Arturo, l’ex fidanzato della protagonista, pronto a tutto per riconquistarla:

“Non è scosso da nulla e da nessuno, vuole recuperare la sua vecchia fiamma, la Madonna alla fine sconvolgerà anche a lui, provocherà un effetto domino su tutti”.

Alba Rohrwacher dà il volto a Lucia, una madre e una donna come tante, ispirata al regista del film:

“Mi sono accorta che per raccontarla dovevo prendere molto da Gianni, come se fosse un suo alter ego femminile. Lucia nasce dal mio sentire, dal lavoro che ho fatto sul personaggio e il tentativo di prendere da qualcosa da un altro essere umano che è Gianni, come guardare le cose con un’ironia sbilenca, una modalità tagliente, cose che ho riconosciuto in lui e che ho messo in scena”.

Gianni Zanasi è anche autore della sceneggiatura e ha deciso di raccontare questa storia con la spiritualità a farla da protagonista dopo aver avuto una “visione”:

“L’idea è venuta da sola, se l’avessi cercata non l’avrei trovata… Certi incontri arrivano senza che te l’aspetti. Mi sono immaginato una donna di 36 anni che sta crescendo una figlia da sola con difficoltà economiche e che fa la geometra. L’ho immaginata in un centro commerciale, con dentro tante cose  irrisolte, nel reparto delle televisioni e in questo stato d’animo, succede l’impensabile: vede la Madonna e sono scoppiato a ridere…”

Una storia surreale, “misteriosa” sin dalle prime immagini nel film si capisce che l’apparizione della Vergine non è simile a quelle raccontate dalla religione cattolica:

“Non è la Madonna che ci aspettiamo del tipico ritratto religioso, è un film sul credere. Lucia ha sentito un richiamo legato alla sua infanzia, in cui le sembrava automatico credere. Lucia rischia di perdere la capacità di credere, ecco che la ‘sua’ Madonna torna ed è molto arrabbiata con lei. Rappresenta una forza primordiale dentro di lei ed è un richiamo, forse l’ultimo richiamo importante della sua vita: devi riprendere il rapporto con le tue cose profonde, come il rapporto con la terra dove sei nata e cresciuta e devi farlo adesso”.

La Madonna, nel film, ha il volto dell’attrice israeliana Hadas Yaron, premiata con la Coppa Volpi a Venezia per La Sposa Promessa:

“Abbiamo parlato molto del personaggio, abbiamo parlato di Lucia perché non lei non ha più scelta, lei non affronta la verità, la voce dentro di lei che la spinge a dire la verità e perde la connessione con se stessa”.

Yaron si è preparata così alla scena in cui la sua Madonna ha un confronto molto duro con Lucia:

“La Madonna deve essere molto dura con Lucia anche perché se no lei non le dà ascolto. Lucia è molto dura con se stessa, così come Lucia fa male a se stessa, lei fa male a lei… e la obbliga a rinascere”.

Alba Rohrwacher ha ammesso che ci avrebbe creduto subito se avesse vissuto la stessa situazione di Lucia:

“Ci avrei creduto subito, credo con ingenuità e facilità, l’avrei combattuta di meno. Credo anche gli scherzi quindi se fosse stata uno scherzo o una visione, l’avrei creduta”.

Anche Elio Germano avrebbe creduto a questa visione:

“Noi siamo abituati a credere a tutto per questo lavoro, dobbiamo vedere e credere che lei sia mia sorella… mia madre. Tutto è possibile, viviamo con i fantasmi”. 

La commedia surreale di Zanasi che porta il rapporto con la fede e la spiritualità sotto un’altra ottica, completamente diversa a tutto quello che si è già visto. A metà strada fra il magico e l’ironia Zanasi descrive una storia di fede, spirituale della nostra quotidianità strizzando gli occhi agli ecomostri e alle catastrofi ambientali. 

Troppa grazia vi aspetta al cinema dal 22 novembre distribuito da BIM Distribuzione.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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