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La Befana vien di notte, Paola Cortellesi si trasforma nel film di Soavi

Scritto da Nicola Guaglianone, pensato per i più piccoli e come omaggio a classici come I Goonies. In sala dal 27 dicembre

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di Chiara Laganà | 2018-12-26 26/12/2018 ore 17:00

La Befana vien di notte, la tradizione prende vita nel film di Michele Soavi con Paola Cortellesi, dal 27 dicembre al cinema © foto di Maila Iacovelli - Fabio Zayed

La Befana vien di notte, la tradizione folcloristica prende vita nel film diretto da Michele Soavi, scritto da Nicola Guaglianone, grazie all’interpretazione di Paola Cortellesi. Se volete scoprire chi si nasconde dietro la vecchina con le scarpe tutte rotte, appuntamento al cinema il 27 dicembre.

Il film era stato annunciato già tempo fa, durante le celebrazioni dei 30 anni di Lucky Red, La Befana vien di notte è stato concepito dallo sceneggiatore Guaglianone come un mix di tradizione e romanzo di formazione. 

La maestra Paola a mezzanotte si trasforma nella Befana e vive in funzione del 6 gennaio, la notte in cui con la sua scopa percorre in lungo e in largo l’Italia per consegnare regali e carbone ai bambini. Nel 1991 si dimentica di uno nel giorno che diventerà il più brutto della sua vita: da allora il ragazzino medita la sua vendetta, Mr John decide di rapirla e occuparsi lui di consegnare i regali. Un gruppo di suoi alunni parte sulle loro bici, riusciranno a salvarla?

Un omaggio chiarissimo ai Goonies, con i cattivi sui generis che non sono perfidi come i Fratelli, La Befana vien di notte è frutto della contaminazione di generi, come spiega Guaglianone (autore anche di In viaggio con Adele):

“Quando penso alle storie, mi piacciono le contaminazioni con generi diversi, il primo supereroe dell’infanzia è la Befana. Chi è nato negli anni 70 è cresciuto con I Goonies e I Gremlins e l’ho  contaminati con la Befana, una tradizione italiana. Mio papà è calabrese, mia mamma è campana e sono cresciuto con lei, papà era dipendente di Aeroporti di Roma e ogni 6 gennaio ricevevo un aereo. Volevo mettere al centro i bambini e farli vivere l’epifania, farli superare le piccole paure in un’età in cui ci sentiamo vulnerabili”.

A dirigere il film Michele Soavi, regista di horror di culto come La Chiesa:

“Non è stata una mia idea, qualcuno ha detto a Occhipinti che questo film lo potevo fare solo io, c’è stato questo incidente di cui purtroppo mi sento responsabile, ci si nutre poco nei film del genere, sono radicato nell’horror, questo è un film di genere per la TV”.

A interpretare la Befana è Paola Cortellesi, un personaggio che l’attrice romana “sente” di possedere. Anche se la protagonista de La Befana vien di notte riscrive quello della tradizione popolare e la rappresenta come una super eroina:

“Mi sento così, in generale tutte le donne lo sono: riescono a fare cose incredibili, tutte le donne ci stanno dentro. Il film è interessante perché c’è un doppio ruolo, da 500 anni fa fronte all’educazione dei bambini, un ruolo importantissimo della formazione del carattere e dell’educazione. I bambini sono al centro della storia e del racconto principale, sanno condividere, prendono le misure uno con l’altro come ci si comporta in gruppo, la maestra Paola consiglia loro che individualmente non si combina granché e in squadra si vince”.

Per trasformarsi nella Befana, l’attrice romana si è dovuta sottoporre a lunghe sessioni di trucco:

“Ogni giorno avevo cinque ore di trucco per diventare la Befana, un bell’impegno, ma mi piaccio come Befana! Grazie a Lorenzo Tamburini ed Ermanno Spera, il trucco asseconda le espressioni ed era importante che fossi riconoscibile con tutta quella roba in faccia, ho avuto la possibilità di farlo, alimentare i sogni dei bambini, questo film è per i ragazzi, sarebbe bello se diventasse un classico. Usciamo insieme a Mary Poppins, il Natale è dei bambini e bisogna ricordare di giocare, noi siamo una leggenda, mentre Mary Poppins è un’icona mondiale”.

Il cattivo del film è Mr Johnny, un bambino profondamente deluso dalla vecchia con le scarpe tutte rotte che si è dimenticata di lui nel giorno in cui i suoi genitori si sono separati. Mr Johnny ha il volto e le trecce di Stefano Fresi, anche l’attore romano si è dovuto sottoporre a sessioni di trucco:

“A differenza di Mary Poppins, la Befana esiste, l’ho incontrata, è stata chiaramente generosa nei miei confronti, mi ha sempre riempito la calza e l’ho svuotata in 5 minuti. Per essere Mr John, dovevo sottopormi a due ore di trucco al mattino per avere le trecce”.

Mr Johnny è un cattivo sui generis, come spiega Stefano Fresi (uno dei ricercatori di Smetto quando voglio) la cosa più difficile è stata odiare Paola:

“È un po’ Stregatto di Alice, sono riuscito finalmente a fare il villain, un cattivo del fumetto divertentissimo, anche se voler male a Paola è quanto di più lontano si possa realizzare. I bambini, invece, mi hanno menato sul serio, sono stato cattivissimo con Paola perché era richiesto dal regista. Mi ha fatto cantare e ballare, d’altronde è un regista horror… Avevo fatto Babbo Natale per degli spot, ora ho lavorato alla Befana, mio figlio forse diventerà un serial killer e Soavi farà un film su di lui”.

Il regista ha sottolineato che ha studiato a fondo il trucco dei due protagonisti principali, in particolare il naso di Paola Cortellesi e ha definito Mr Johnny come metà ammiraglio, metà domatore. 

L’altro “adulto” del cast è Fausto Maria Sciarappa, eterno fidanzato della Befana Paola, vestito da T Rex in una scena del film, escamotage che gli ha permesso di non sentire freddo durante le riprese in Trentino Alto-Adige. 

L’attrice romana ha dovuto anche spiegare alla figlia Laura la sua trasformazione in Befana:

“Sono organizzatissima, ha seguito tutta la trasformazione, un anno fa era piccolina e faceva fatica per via del trucco ad avvicinarsi. Laura sa che faccio le cose per finta, sono un personaggio realmente esistente che è la Befana. Il 27 lo andrà a vedere e sa che si ripresenta il 6. Ne usciremo il 6, un bel regalo e magari non le farà pensare ad altro”

Paola Cortellesi, campione d’incassi l’anno scorso con Come un gatto in tangenziale, si augura lo stesso tipo di successo per La Befana vien di notte, soprattutto per il messaggio che veicola:

“Spero diventi un classico per l’infanzia, ci sono pochi film di genere per i più piccoli in Italia, sono film che alimentano i sogni, i bambini devono sognare. Questo film è dedicato a loro, quando aiuti i bambini e alimenti i loro sogni, ti ricordi di com’eri tu e quello che hai perso: quanto è brutto aver perso il credere a tutto, questo film va in questa direzione, al di là dei risultati personali spero che questo film sia apprezzato dai ragazzi e dalle nuove generazioni”. 

La Befana vien di notte è ispirato ad alcuni classici per bambini degli anni 80, come I Goonies, ET, qual erano i film che amavano da bambini i due protagonisti:

“Il mio preferito era ET, un film minore – scherza la protagonista – poi Frankenstein Jr e Mary Poppins, ma quest’anno ci dedichiamo a un’eroina nazionale: diamo alla Befana quello che è della Befana”.

Anche per Michele Soavi servono più film per bambini in Italia:

“Sono d’accordo con Paola, questo è un film per sognare, come i romanzi di formazione che abbiamo letto, Nicola ha scritto una sceneggiatura che somiglia a questo, anche i ragazzini protagonisti del film hanno imparato qualcosa a parte i loro personaggi, è un’iniziazione, è un film che alimenta i sogni dei bambini”.

Per Nicola Guaglianone il film parla anche delle paure dei piccoli e dei grandi protagonisti: quella d’amare di Paola/Befana o quella di essere abbandonato come sottolinea Fresi. Paola Cortellesi ha aggiunto solo qualche battuta al film di Nicola Guaglianone:

“Non entro nelle sceneggiature altrui, Nicola mi ha chiesto di dire la mia laddove lo volessi, e ho deciso di lavorare sull’istanza di Befana contro Babbo Natale, un’ingiustizia che è stata messa nel film, ho un odio giustificabilissimo per lui: si prende tutto e a lei non resta danno nulla, la Befana non ha una possibilità, è rimasta un passo indietro perché è più protagonista lui in quanto maschio”.

La Befana vien di notte esce in sala in un periodo in cui le donne hanno finalmente smesso di accontentarsi delle briciole, ma come spiega l’attrice nel caso della befana è una tradizione che è venuta molto prima di noi. 

Il film è stato girato nelle atmosfere fiabesche del Trentino Alto-Adige, da Castelletto all’Alpe di Siusi, durante il passato inverno, ci sono state difficoltà per il cast e anche per i giovanissimi protagonisti del film Odette Adado, Jasper González Cabal, Diego Delpiano, Robert Ganea, Francesco Mura e Cloe Romagnoli: 

“Sono sei ragazzi straordinari, lo sanno gliel’ho ripetuto tutto film – li loda la protagonista – sul set eravamo ammirati dalla loro professionalità, alcuni adulti con cui ho lavorato non sono così professionali”.

La Befana vien di notte è un film per ragazzi ed è così che va visto per apprezzarlo al meglio, se si lascia spazio alle critiche si finisce per notarne le lacune. Una storia di giovani per giovani, ma ci si aspettava qualcosa di meglio. 

La Befana vien di notte è una co-produzione italo-spagnola, Lucky Red e Morena Films, e vi aspetta al cinema dal 27 dicembre distribuito da Lucky Red e Universal Pictures.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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