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Compromessi sposi, la commedia con Abatatuono e Salemme al cinema

Prima volta sul grande schermo per i due attori diretti da Francesco Miccichè insieme a Rosita Celentano, Valeria Bilello, Elda Alvigini e Dino Abbrescia

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di Chiara Laganà | 2019-01-21 21/01/2019 ore 18:00

Abatantuono e Salemme per la prima volta insieme nel film Compromessi sposi, al cinema il 24 gennaio

Compromessi sposi è il film diretto da Francesco Miccichè con protagonisti Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme, due “mostri sacri” della commedia italiana per la prima volta sul grande schermo insieme. A completare il cast Dino Abbrescia, Rosita Celentano, Elda Alvigini, Valeria Bilello, Susy Laude e i due giovanissimi Lorenzo Zurzolo e Grace Ambrose.

Ilenia e Riccardo si amano e vogliono sposarsi, lei è una fashion blogger ed è la figlia del sindaco grillino integerrimo di Gaeta (Salemme), mentre lui è il rampollo di un imprenditore edile del Nord (Abatantuono), i papà dei futuri sposi, Diego e Gaetano, non potrebbero essere più diversi, ma hanno una cosa in comune, per loro questo matrimonio – come quello di manzoniana memoria – non s’ha da fare. 

Scritta da Michela Andreozzi, Alessia Crocini insieme a Fabrizio Nardi, Massimiliano Vado e Christian Marazziti, la commedia è ispirata al film Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi del 1960 e vede per la prima volta insieme due degli attori più amati e più talentuosi del nostro cinema comico.

Da una parte Vincenzo Salemme che interpreta Diego, un sindaco grillino che rappresenta la “politica del cambiamento”, anche se il tema politico abbandona il film al suo inizio, come specificato dal suo regista:

“Il tema della politica è incarnato dal sindaco di Gaeta, il nuovo che avanza, rappresentante del M5S, fa parte del film ma non lo è: l’obiettivo del film è raccontare due famiglie e le difficoltà che hanno a incontrarsi. Abbiamo raccontato un’idea di famiglia, i padri sono un po’ distratti, i figli hanno delle cose belle da far vedere, un film sulla famiglia, più della politica. I padri hanno 2 scene emozionanti nel film, confronto in cui ammettono i loro errori. L’idea nasce da un’ispirazione  a Totò Fabrizio e i giovani oggi, lì c’erano dei padri che avevano difficoltà a capire quei figli”.

Diego Abatantuono (papà anche nella commedia Puoi baciare lo sposo) recita le parti dell’altro padre, l’attore aveva già recitato con Salemme ma solo in Buona giornata, film a episodi e i due s’incontravano nella scena finale:

“Questo film nasce da una voglia di frequentazione, ce l’avevamo promesso, l’avevo chiamato ed è capitata l’occasione di lavorare insieme”.

Vincenzo Salemme dà il volto a un preciso sindaco Diego che ha un rapporto conflittuale con la figlia Ilenia:

“Del mio personaggio mi ha colpito la fragilità mascherata da stretta osservanza delle regole, un padre che non conosce la figlia, ma la teme. Con Diego c’è stato un confronto, anche se il mio personaggio è più simile a uno che avrebbe interpretare Aldo Fabrizi, mentre la mia stazza non lo è. Quello di Diego è un personaggio alla Totò, un incrocio inversamente personale. Sono fan di Diego, è come se fossi cresciuto con i tuoi film, ho dei dubbi: o ero bambino io e tu eri già grande, il cinema non esiste senza Diego”.

Il milanese “terrone” Abatantuono ha sottolineato anche la dicotomia Nord-Sud al centro del film e rappresentata dai due padri:

“Nelle commedie faccio il papà per una questione di età e perché ho tre figli, i nostri personaggi sono contrapposti naturalmente per regione, mentalità, carattere, indirizzo politico più spinto, il mio personaggio la pensa in un modo, ma senza schierarsi. Sono il contrario, quello del Nord si arrangia, la chiave è il rapporto fra i due, presi singolarmente non sono interessanti, ma insieme sì”.

Il suo Diego è “un berlusconiano”, o comunque, un imprenditore che si è arricchito in quel periodo storico, ma l’attore preferisce non dichiarare qual è lo schieramento politico del suo imprenditore lombardo che nel film accusa il Sud di aver causato il riscaldamento globale preparando troppi ragù. 

Al loro fianco due donne agli antipodi interpretate da Elda Alvigini e da Rosita Celentano, l’attrice dei Cesaroni sogna uno spin-off dedicato alle due suocere.

“Sul set, mi sono confrontata con due mostri, di Rosita non mi preoccupavo, ci siamo trovate e vogliamo fare uno spin-off, le Socere. Sul set l’improvvisazione è scappata ed è stata accolta, per una donna che non nasce come attrice comica, avere improvvisato una battuta e aver fatto ridere Diego e Vincenzo, è stata una soddisfazione”. 

Che l’improvvisazione sia stata importante sul set lo si vede in moltissime scene con protagonisti Salemme e Abantantuono, l’affinità fra i due attori è la forza motrice del film:

“Credo che I’affinità nasca in modo naturale, e si affina nel tempo, con Diego c’è stata subito, deve essere anche qualcosa di culturale, abbiamo lo stesso modo di intendere la vita”.

Un’intesa confermata dall’altro protagonista che è tornato sulle battute improvvisate sul set:

“L’affinità è legata all’improvvisazione, la sceneggiatura si manipola sul set, alcune battute le improvvisiamo provandole prima, la sera prima parlando della scena del giorno dopo, è una cosa comune sui set, ma il confronto deve essere continuo. Se lavori con persone capaci quasi sempre c’è affinità, il talento si continua a usare a seconda del film che si fa, Vincenzo è una persona onesta mi sono trovato bene con lui questo è alla base di tutto”.

L’improvvisazione non è stata una difficoltà alla regia per Francesco Micchichè, regista anche di Ricchi di fantasia:

“Non è stato complicato dirigerli, il regista ha anche questo compito, far stare insieme due attori, professionisti di tale calibro, partecipavo alle scene in cui cambiavo battute. Alla base c’è comunque sempre la sceneggiatura, la scena in cui è nato l’amore fra questi due attori, è quella iniziale del tonno. Avevano dei tempi di entrata e uscita delle battute pazzeschi, la vera storia d’amore è quella fra loro due”.

I due sono i papà di Riccardo e Ilenia, interpretati da Lorenzo Zurzolo e da Grace Ambrose. Per il giovane protagonista di Baby è stato un onore lavorare con questi “mostri sacri”, mentre Ambrose spera di aver dato giustizia al personaggio della fashion blogger di Gaeta, la città del Lazio dov’è stato girato il film:

“La sfida più grande era essere credibile e rendere vera la relazione per portare il pubblico dalla nostra parte, sperare in un lieto fine per i due”. 

Fra i due “mostri sacri” s’inserisce Dino Abbrescia con il personaggio di Tito, il cugino dell’ex moglie del sindaco, un’ottima prova per l’attore pugliese che ha recitato accanto alla compagna Susy Laude, wedding planner isterica:

“È stato difficile infilare le battute, ero un po’ Arlecchino servitore dei due padroni: Pantalone e Pulcinella. Tito è un italiano medio con i creditori che cerca di arrabattare. È bello lavorare con Susy, ma è stato un casino con le baby sitter…”.

Valeria Bilello interpreta invece l’altra figlia di Abantantuono Claudia, il suo braccio destro in azienda che sogna di rivelare l’azienda di famiglia e ha un segreto da confessare ai suoi, l’attrice aveva già lavorato con Abantantuono. A completare il cast Sergio Friscia nei panni di un carabiniere. Carolina Rey, invece, firma sia il brano principale della colonna sonora che riprende quello del film e interpreta anche una delle amiche della sposa.

Compromessi sposi vi aspetta al cinema dal 24 gennaio, distribuito da Vision Distribution che ha prodotto il film in collaborazione a Camaleo, Green Film, Stemo, Rhino e Prisma Productions. 

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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