Ha un soprannome che dice tutto: “Dente cariato”. È l’edificio di proprietà del Comune che sorge tra via Giolitti e piazza dei Cinquecento, a pochi metri dalla Stazione Termini, e che da anni accoglie romani e turisti con le sue mura scrostate, le impalcature cariche di cartelloni pubblicitari e i locali chiusi trasformati in ricettacoli di rifiuti. Un simbolo di degrado nel cuore della Capitale, in uno dei punti di maggiore passaggio.
Adesso, per la prima volta dopo anni, qualcosa si muove. La giunta Gualtieri ha approvato, infatti, una memoria che incarica il dipartimento Valorizzazione del Patrimonio di valutare procedure pubbliche per la rigenerazione dell’immobile e, nell’attesa, eventuali utilizzi temporanei degli spazi vuoti. Un atto amministrativo che arriva dopo un percorso avviato nel I Municipio dai consiglieri dem Antonella Melito e Niccolò Camponi.
L’occasione del Giubileo 2025 ha probabilmente accelerato i tempi: difficile giustificare l’abbandono di un immobile così visibile mentre milioni di pellegrini e turisti transitano proprio lì davanti. Ma trasformare una memoria di giunta in cantiere aperto è un altro discorso. Melito e Camponi promettono di vigilare. Probabilmente lo faranno anche i residenti dell’Esquilino, che aspettano da anni.