Elezioni regionali: sondaggi danno centrodestra in vantaggio, Pd prova a ricucire con M5s

Ad Alessio D'Amato il compito di provare ad allargare la coalizione al M5s: è quanto deciso dal tavolo del centrosinistra che ieri si è riunito nella sede del Pd Lazio

Giochi sospesi e ad Alessio D’Amato il compito di provare ad allargare la coalizione al M5s, in vista delle prossime elezioni regionali del Lazio. È quanto deciso dal tavolo del centrosinistra che ieri si è riunito nella sede del Pd Lazio. Convocato dal segretario regionale, Bruno Astorre, all’indomani della ratifica di D’Amato a candidato del Pd alla presidenza, con il sostegno del Terzo Polo, il tavolo è stato sospeso, per l’ennesimo tentativo, ormai quasi disperato, di provare a ricucire un dialogo con Giuseppe Conte e quindi riproporre l’alleanza del “campo largo”, contro un centrodestra che, altrimenti è nettamente favorito.

Secondo un sondaggio Winpool circolato ieri Alessio D’Amato – l’unico nome certo finora in campo – sarebbe al 38 per cento. Se a sfidarlo, nel centrodestra, ci fosse il presidente della Croce rossa, Francesco Rocca, D’Amato perderebbe la competizione per 2,5 punti percentuali. Il 40,5 per cento degli elettori che hanno partecipato all’indagine infatti voterebbe per Rocca. Stefano Fassina, esponente di Leu e tra i fondatori del Coordinamento 2050 che strizza l’occhio al Movimento 5 stelle, invece, ottiene il 12,9 per cento delle preferenze.

Il tavolo di coalizione del centrosinistra “si è determinato con una sospensione perché noi, almeno il Pd, affideremo ad Alessio D’Amato, il compito di tenere e allargare il campo della coalizione” al M5s, “vicino ad Alessio ci saranno tutti i vertici nazionali e regionali del Pd – ha detto il segretario del Partito democratico del Lazio, Bruno Astorre, a termine della riunione -. Visto che abbiamo fatto una scelta è giusto che sia il candidato presidente a prendere un’iniziativa – ha spiegato -, con le forze politiche della coalizione del centrosinistra e del campo largo per provare a costruire un’alleanza programmatica”.

Nel caso di un diniego la responsabilità, tengono a sottolineare le forze del centrosinistra, è da attribuire allo stesso Conte. “Sia chiaro – ha sottolineato Astorre – che se non si costruisce è responsabilità del Movimento 5 stelle. Il tema sono i programmi – ha proseguito -. Quello che noi abbiamo scritto al livello regionale è stato concordato tutto anche con il livello regionale dei 5 stelle. Quel programma è ottimo quindi a partire dal quel programma noi pensiamo si possa costruire un campo largo per sconfiggere la destra. Purtroppo il livello regionale dei 5 stelle è stato smentito da Giuseppe Conte”. Per quanto riguarda le eventuali primarie, Astorre ha spiegato che c’è la disponibilità, ma solo se se servono per allargare il campo.

A scalpitare, in queste ore, sono principalmente i gruppi della sinistra civica e radicale: Alleanza Verdi-Sinistra, +Europa-Radicali, Demos, Sinistra civica ecologista, Psi e il Movimento civico di sinistra Pop. Nella base dei gruppi, composta da molte realtà civiche, la fuga in avanti del Pd a chiudere l’accordo con il Terzo polo non è piaciuta ai più. Così tutti i leader a oggi non escludono, nel caso in cui saltino le primarie e l’alleanza con il M5s, di poter correre da soli o di cercare una convergenza con il partito di Conte.

“Prendiamo atto delle scelte del Pd, legittime ma attualmente insufficienti a fare una proposta vincente per la regione Lazio. La palla è a D’Amato ascolteremo le sue parole. A oggi per noi è insoddisfacente il perimetro dell’alleanza perché in queste condizioni non si compete, come dimostrano i sondaggi. Il nostro appello è di riaprire il dialogo programmatico anche coi 5stelle e quindi a tutto il campo largo. Senza pregiudiziali né sul programma né sui nomi, per tornare competitivi e non lasciare la regione alla destra”, dice Claudio Marotta di Sce, forza politica che fa capo all’europarlamentare Massimiliano Smeriglio.

Stessi toni in Europa verde: “Abbiamo chiesto con forza che si riapra il dialogo con il Movimento 5 stelle, a livello locale e nazionale, perché lasciare il Lazio in preda alla destra senza combattere e da irresponsabili. Abbiamo chiesto di fare un confronto programmatico con il M5s non eludendo alcun tipo problema – ha spiegato -. Sul termovalorizzatore si può rimettere in campo la proposta di una commissione formata dal governo”. Si dice soddisfatta della sospensione del tavolo di confronto anche Marta Bonafoni di Pop, il cui nome era stato proposto anche per un ticket con D’Amato: “Una scelta che condividiamo e necessaria per rilanciare il percorso. Dobbiamo salvaguardare il lavoro portato avanti negli ultimi due anni di governo regionale, costruendo ponti per favorire una coalizione larga; per questa ragione è opportuno attivare una delegazione con il Movimento 5 Stelle per comprendere realmente le possibilità di collaborazione”.

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