Roma-Lido, il nodo dei nuovi treni e delle corse straordinarie. I pendolari: serve più personale

Messina (Comitato pendolari) a Radiocolonna: su entrambi i temi c’è il problema numerico dei conducenti. L’onere non ricada sugli straordinari di chi guida oggi i treni della Roma-Lido

Ci sono due grandi temi che animano la primavera della Roma-Lido. E sono due temi cruciali dai quali dipenderanno – nel bene o nel male – tante stagioni per la ferrovia che collega Piramide con Ostia. A raccontarli a Radiocolonna è il Comitato Pendolari della Roma-Lido, preoccupato del fatto che il miglioramento del servizio rischi di rimanere solo sulla carta.

Il primo treno è quello delle corse straordinarie. Il piano delle frequenze della Roma-Lido prevede un treno ogni 20 minuti, ai quali bisogna aggiungere anche 7/8 corse straordinarie che vengono pagate dalla Regione Lazio ai gestori della ferrovia come extra.

“Abbiamo chiesto a Regione Lazio e Cotral di rendere queste corse straordinarie strutturali, integrate all’interno dell’orario feriale della Roma-Lido – spiega a Radiocolonna Maurizio Messina, presidente del comitato – oggi, molte corse straordinarie vengono effettuate inutilmente o nei giorni festivi, oppure nei giorni feriali ma in fasce orarie in cui non ci sarebbe la necessità di una loro presenza. L’utilità semmai è per Cotral, che per queste corse otterrebbe soldi extra”.

Un altro nodo importante riguarda le ‘risorse umane’ in campo per poter sostenere un aumento del numero dei treni in circolazione. E qui la situazione tratteggiata dal comitato pendolari è complessa e articolata.

“Ci sarebbero 11 treni a disposizione ma ne viaggiano solamente 7 perché manca il personale. Le corse oggi vengono effettuate in straordinario da lavoratori che non vanno certamente forzati a fare lavoro in più. Ma una soluzione va trovata e anche in fretta, nonostante il muro eretto dai sindacati – prosegue Messina – Cotral ci ha spiegato che da settembre 2026 la situazione migliorerà ma, allo stato attuale, non sembra ci sia il personale disponibile per prospettare questo miglioramento”.

L’altra grande questione, comune alla Roma-Viterbo, è quella dei nuovi treni Firema destinati anche alle ferrovie ex-concesse. Firema che, recentemente, è passato nelle mani di Ferrovie dello Stato e i pendolari sperano che l’impasse dei nuovi convogli possa sbloccarsi.

“Anche nel caso, improbabile, che i treni Firema dovessero arrivare a breve, ci sarebbero due questioni fondamentali – conclude Messina – innanzitutto una questione di spazi, visto che non sapremmo dove mettere fisicamente i nuovi treni, poi un discorso legato al personale. Se non ci sono i guidatori per i treni attualmente a disposizione, come si può pensare che i nuovi treni Firema, una volta arrivati, possano essere subito operativi?”

 

 

 

 

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