Ferrovie dello Stato potrebbe aver messo in salvo i nuovi treni della Roma-Viterbo e della Roma-Lido. Il Gruppo FS, infatti, ha acquisito il ramo d’azienda operativo di Titagarh Firema, la società italiana a controllo indiano specializzata nella costruzione e manutenzione di veicoli ferroviari. Tra i due gruppi esiste un notevole giro d’affari con al centro 70 treni destinati agli Intercity, per un totale di circa 730 milioni finanziati dal PNRR. In sintesi: da anni esistono problemi di Firema legati a fideiussioni da garantire e l’Italia avrebbe rischiato di perdere i fondi per costruire questi convogli. Anche per questo motivo, il Gruppo FS ha deciso di prelevare direttamente il ramo operativo dell’altra azienda permettendo così la buona riuscita dell’affare.
E in tutto questo, cosa c’entrano la Roma-Lido e la Roma-Viterbo?
Firema è la stessa azienda che avrebbe dovuto produrre per le ex-concesse i famosi 38 treni appaltati da Nicola Zingaretti nel 2018 – totale della commessa 315 milioni di euro – e poi naufragate gli scorsi anni per il caos-fideiussioni.
Tutti felici e contenti? Nì, come racconta a Radiocolonna il presidente del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, Fabrizio Bonanni.
“L’acquisizione di Firema da parte di Ferrovie dello Stato è certamente è una buona notizia. I nostri treni dovrebbero essere in salvo ma tutto si è concretizzato da pochissimo e dobbiamo conoscere i dettagli prima di cantar vittoria – spiega Bonanni a Radiocolonna – non bisogna dimenticare che noi ci aspettavano il primo treno di quella commessa a giugno 2024, siamo a marzo 2026 e ancora non ne è arrivato nessuno”.
Secondo il comitato che tutela i pendolari della Roma-Civita Castellana-Viterbo, la vera partita ora si gioca sulla tratta extraurbana, con i lavori di raddoppio di 5 km della tratta Riano-Morlupo e (forse) la predisposizione al raddoppio tra Montebello e Riano, oltre ai lavori sui passaggi a livello e alla tratta da Catalano in su. Risultato: prima del 2029 la ferrovia difficilmente avrà a disposizione la sua parte extraurbana.
“Nuovi treni servono, questa è una verità indiscutibile. Va bene sia il ritorno in servizio dei treni revisionati, sia la drastica riduzione delle soppressioni. Ma si è anche ridotta tantissimo la lunghezza della Roma-Civita Castellana-Viterbo, ormai un breve moncone tra Flaminio e Montebello – conclude Bonanni – questa novità tra Firema e Ferrovie dello Stato smuoverà sicuramente la situazione e gioverà a tanti lavoratori messi in standby dall’impasse che si è venuta a creare, ma all’ottimismo frenato preferiamo il realismo e sappiamo bene quanto tempo ci voglia a costruire un treno, figuriamoci trentotto”.