Trasporti: Patanè, “serviranno tre anni per normalizzare il servizio metro di Roma”

L'assessore alla Mobilità rivendica di stare portando avanti la più grande opera di ristrutturazione del ferro: dall'armamento della metro A a quello dei tram

Il nuovo assessore alla mobilità e trasporti di Roma Eugenio Patanè

La situazione della metropolitana di Roma, è talmente disastrata che “per arrivare a una normalizzazione bisognerà lavorare sodo per i prossimi tre anni”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè. Che rivendica di stare portando avanti la più grande opera di ristrutturazione del ferro: dall’armamento della metro A a quello dei tram.

Nel frattempo va avanti anche con le manutenzioni dei treni della metro che spesso provocano la chiusura delle stazioni e i lavori per l’apertura delle nuove fermate della metro C Porta Metronia, Fori e Piazza Venezia.

Assessore, i dati dell’Acos parlano di centinaia di ore di chiusura delle fermate della metro. Perché succede?

“Non è nient’altro che la fotografia delle nostre linee della metropolitana che da un lato sono vecchie, soprattutto la A e la B, dall’altro non sono state sottoposte ad ammodernamenti e sufficienti livelli di manutenzione ordinaria e straordinaria nel corso dei decenni. Gli ultimi ammodernamenti riguardano soltanto la metro A e risalgono alla giunta Veltroni. Stesso discorso per i treni: è stata sempre quell’amministrazione a comprare gli ultimi. Le strutture fatiscenti e la vecchiezza dei materiali fanno sì che le stazioni chiudano”.

Però anche i tratti più nuovi come quello della B1 soffrono. La linea C, altrettanto nuova, ha accumulato 286 ore di rallentamenti.

“Sulla B1 sono mancati i treni: le ruote vanno rimesse in sesto e quando siamo arrivati, verso dicembre, la scheda elettronica del macchinario necessario andava cambiata. È arrivata febbraio e qualcuno l’ha presa a martellate. Tra questo e i treni messi fuori linea perché privi di manutenzione siamo rimasti con 12 treni. Non erano sufficienti per coprire la diramazione della B1. Stesso discorso per la linea C, dove i treni sono usciti fuori linea uno al mese per manutenzione. Più diminuivano, più l’attesa aumentava. In questi mesi abbiamo dovuto fare a meno di 6 treni della B, 9 della C, i treni della A sono stati tutti mandati a fare la manutenzione generale e non sono stati messi fuori linea”.

E adesso?

“La maggior parte della flotta sta tornando funzionante, per l’apertura della scuola tornano 4 treni sulla linea B, dopo ne arriveranno altri due. Quella della manutenzione è un’operazione epocale perché altrimenti, con la situazione che abbiamo trovato, tutte le metro avrebbero chiuso. Intanto abbiamo affidato la gara per 30 nuovi treni, di cui 14 arriveranno entri il Giubileo. Altri 6 arriveranno entro il 2025. Nel frattempo vanno avanti i lavori sulla struttura delle metropolitane, come l’anti incendio e la sostituzione completa dell’armamento. Non veniva fatto da 30 anni”.

Invece quanti ce ne vorranno perché i romani vedano la differenza rispetto alla situazione passata e attuale?

“La condizione è talmente disastrata che per riportare il servizio a delle condizioni di normalità dobbiamo lavorare sodo per 3 anni. Solo per la sostituzione dell’armamento ci vogliono 18 mesi e puntiamo ad arrivare al Giubileo con una situazione normalizzata”.

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