Primarie: successo a metà, Bonaccorsi vince nel I Municipio

Ampia legittimazione per il candidato del Pd, Gualtieri, ma dalla partecipazione non si può parlare di gran ritorno del partito fra la gente

Le primarie del centrosinistra (21 giugno 2021)

Le primarie del centrosinistra svoltesi a Roma hanno sancito, come ampiamente previsto, la vittoria di Roberto Gualtieri, candidato unico del Pd, con ampio margine nei confronti dei suoi sei antagonisti. L’ex ministro dell’Economia nel governo Conte-bis ha infatti raccolto il 60,64% dei consensi raccolti nei 187 gazebo cittadini e nella votazione on-line.

Le primarie hanno riguardato anche la scelta dei candidati alla presidenza dei quindici municipi nei quali è suddivisa la Capitale e in quello del centro storico si è affermata con largo margine Lorenza Bonaccorsi.

I voti espressi, secondo i dati ufficiali,  sono stati 48.624, ma questo numero è stato contestato da Giovanni Caudo, vicino ad Ignazio Marino e piazzatosi secondo con circa il 15,68% dei voti, secondo il quale i votanti sono arrivati al massimo a 37 mila. “Qualcosa non torna – ha detto in un’intervista – e vogliamo vederci chiaro”. Caudo, che ha chiesto un controllo sulle votazioni motivandolo così: “mi sembra chiaro che il Pd puntasse solo a un risultato: migliorare la partecipazione del 2016. E non a caso hanno detto che l’affluenza è stata di 45mila persone, mille in più dell’ultima volta”.

Certo, questa è una polemica sollevata da uno sconfitto, ma resta il fatto, comunque, che 37 mila o 48mila votanti che siano, per il Pd quello di domenica è stato solo un mezzo successo. Ha avuto sì la legittimazione larga del suo unico candidato, imposto da Enrico Letta per evitare una nuova guerra tra correnti che avrebbero potuto dilaniare il partito, ma non è riuscito a portare ai gazebo o al voto on-line un numero sufficiente di sostenitori per poter parlare di grande partecipazione popolare e di ritorno del Pd tra la gente comune.

Comunque, ora Gualtieri si può muovere liberamente nella sfida per la conquista della fascia tricolore contro la sindaca uscente, Virginia Raggi (M5S), il duo Michetti-Matone messo in campo dal centrodestra e Carlo Calenda, leader di Azione.

L’ex ministro punta chiaramente al ballottaggio ma per conseguire questo risultato si deve guardare soprattutto dall’insidia rappresentata da Calenda che potrebbe sottrargli molti voti nel primo turno elettorale. Strano ma vero, il leader di Azione viene dato quarto nella contesa per la poltrona di sindaco da alcuni sondaggi, quindi dovrebbe restare fuori dal ballottaggio nel quale, secondo gli stessi istituti di ricerca, sarebbe vincitore contro chiunque degli altri tre.

Quindi Gualtieri deve portare avanti una campagna elettorale frenata dalla necessità di non attaccare oltre misura la Raggi (se vuole i voti grillini in un eventuale ballottaggio) e tanto meno Calenda, che ha sempre diretto i suoi attacchi al Pd, ma non all’ex ministro, del quale ha grande stima. Comunque, ora i giochi elettorali sono ufficialmente aperti.

 

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